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Dalle “quarantene” una positività: il tempo per riprendere contatto con la nostra interiorità

Una riflessione sul nostro nuovo modo di vivere - Siamo stati anche felici - firmata da Viviana Guarini


06/04/2021

di Arianna Dossa


Stiamo attraversando un periodo difficile e angosciante; stiamo convivendo con un virus che ci ha lasciati inermi, che ci ha costretti a ripensare alle nostre priorità. La quarantena ha portato almeno una cosa positiva: il tempo per stare in solitudine con noi stessi e per riprendere contatto con la nostra interiorità; c’è chi ne ha beneficiato e chi si è sentito ancora più smarrito. 
In questo contesto può inserirsi l’opera di Viviana Guarini dal titolo Siamo stati anche felici (Les Flâneurs Edizioni, pagg. 100, euro 10,00), nel quale si racconta di un viaggio introspettivo in cui la mente e l’anima si contrappongono in un dialogo fondamentale per centrarsi, per ritrovare un equilibrio. 
Anche in noi è presente un continuo dissidio tra la parte razionale e quella spirituale, e si può anche trascorrere tutta la vita senza riuscire a riappacificare i due contendenti. Nel libro dell’autrice la mente è dipinta nel suo smarrimento, nella caduta delle sue illusioni: ha tanti rimpianti, forse troppi, sente di aver perso qualcosa di importante ma non si dà alcuna responsabilità, perché deve essere per forza colpa di qualcun altro. 
La mente è egocentrica, ha manie di persecuzione, è terribilmente ansiosa ed è convinta di non poter più provare emozioni; inoltre, ragiona per schemi troppo rigidi e cerca di coinvolgere anche l’anima nella sua disillusione, nel suo crogiolarsi in un dolore che sa giudicare solo dal punto di vista negativo, non vedendo le potenzialità che possono scaturire anche dai momenti più difficili. 
L’anima si dimostra invece più pacata nelle considerazioni sulla sua condotta, e cerca di analizzare con saggezza i propri sentimenti; ammette la difficoltà del momento che sta vivendo ma sente di doversi assumere le proprie responsabilità, e invita anche la mente a farlo. L’anima è ben conscia che ogni momento di gioia sia purtroppo transitorio, e va bene così, perché la vita è fatta di felicità e di tristezza, di luce e di oscurità, e bisogna imparare ad accettarlo. 
“La vita è l’unico miracolo a cui non si può non credere”, afferma l’autrice, ed è con questa frase che ricorda alla mente e a tutti i lettori che la nostra esistenza è un regalo meraviglioso, che va accolto in tutte le sue sfumature: quando arriva il dolore, il lutto, o quando ci sentiamo fragili, dobbiamo provare a trasformare ciò che ci sembra negativo in un’occasione per migliorarci, in una possibilità per dimostrare a noi stessi che siamo molto più forti di quello che pensiamo.

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