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Dazi, una batosta per l’Europa ma anche per gli Stati Uniti

Sotto tiro l'agroalimentare italiano, a dispetto delle buone relazioni intrattenute con l'amico "Giuseppi"


07/10/2019

di Artemisia


Per l’ italiano sarà una vera stangata. Donald Trump non ci ha pensato due volte, a dispetto delle relazioni con “’ Giuseppi” (alias il premier) a includere anche il nostro Paese nella lista di quelli che dal 18 ottobre saranno colpiti dai dazi.
I prodotti più penalizzati saranno il pecorino romano, il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il provolone e il prosciutto sui quali sarà applicata una tariffa del 25%. Nella lista temporanea elaborata dalle autorità americane, compaiono anche prodotti tessili (compreso l’), pasta, latte, olive e olio, agrumi, uva e vini. Per il Pecorino romano gli Usa sono il principale mercato estero.
Una vera batosta che rischia di dare l’ mazzata alla nostra economia. L’ è infatti una delle voci trainanti.
Secondo l’ rapporto della Commissione Ue, il surplus Ue per il 2017-2018 è stato pari a poco più di 11 miliardi. Nomisma dice che il saldo positivo per l’, nel 2018, ammonta a circa tre miliardi. I dazi punitivi su formaggi e alimenti Dop italiani potrebbero portare a un vantaggio competitivo per le imitazioni americane.
I dazi avranno l’ di ridimensionare il record storico del made in Italy negli Stati Uniti che ha avuto un aumento dell𔄂,3% nei primi otto mesi del 2019.
Il Grana Padano, per esempio, subirebbe perdite per circa 270milioni di euro. Il Parmigiano che ha negli Stati Uniti il secondo mercato di export dopo la Francia, rischierebbe di scomparire dalle tavole degli americani magari sostituito da altri prodotti “”. Secondo il consorzio del Parmigiano Reggiano il prezzo di questo prodotto sugli scaffali per il consumatore americano lieviterà da "40 a ben oltre i 45 dollari" con un aumento, dunque, di almeno 5 dollari.
Si salva la mozzarella, in virtù di un recente accordo sulle importazioni con un consorzio Usa.
La Federalimentare non è pessimista. “ gli Usa rappresentano il nostro primo mercato extraeuropeo e il secondo dopo la Germania a livello mondo, non è certo per i costi bassi dei nostri prodotti ma è perché comprare made in Italy significa consumare prodotti d'eccellenza creati con un know how unico”.
Intanto Parigi propone come ritorsione di tassare la Coca Cola.
Trump è convinto che nella guerra commerciale con l’ e la Cina, avrà la meglio ma tutti gli organismi internazionali lo smentiscono. Fmi, Ocse e Bce, segnalano con allarme che il braccio di ferro a colpi di dazi sta severamente erodendo la crescita economica mondiale, con danni per tutti. Alcuni indicatori dicono che l’ americana sta rallentando.
A settembre sono stati creati 135 mila nuovi posti di lavoro, ma finora, in media, nel 2019, l'aumento mensile era stato di 161 mila nuovi posti.
Se si guarda solo al settore privato, l'aumento è stato di 114 mila, contro i 130 mila attesi.
Inoltre a pagare l’ dei prezzi dovuti ai dazi sono gli americani che già a maggio, prima della nuova raffica estiva, pagavano circa 5 miliardi di dollari al mese in più.
Per una famiglia americana con un reddito intorno ai 40 mila dollari l'anno, già i dazi varati da Trump prima di questa estate costavano 400 dollari l'anno. Per una famiglia che guadagna quattro volte di più, 160 mila dollari, i dazi pesavano per mille dollari, solo due volte e mezzo di più. Quindi Trump per colpire europei e cinesi invece colpisce il suo Paese.

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