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Dopo Alessandro Magno e Giulio Cesare, ora è Traiano a entrare nella leggenda

Per i tipi della Piemme la seconda parte de La legión perdida, una storia che ridà smalto alla Storia come soltanto sa fare Santiago Posteguillo


22/07/2019

di Valentina Zirpoli


Soltanto due mesi e mezzo fa avevamo anticipato, proponendo ai lettori la prima parte de La legione perduta - un enciclopedico lavoro firmato dallo spagnolo Santiago Posteguillo - che la seconda parte, sempre per i tipi della Piemme, sarebbe arrivato sugli scaffali entro la fine dell’anno. Invece, anticipando i tempi, la parte conclusiva de La legión perdida, il lavoro che per l’autore ha rappresentato la sua “più grande sfida, sia per il contesto narrativo richiesto sia per la documentazione necessaria alla preparazione”, è a disposizione dei lettori sotto il titolo de L’ultima vittoria (pagg. 660, euro 22,00, traduzione di Claudia Acher Marinelli e Adele Ricciotti). 
Una penna di successo, quella del nostro autore, che indubbiamente ci sa fare nel trattare la storia, infarcendola di verità inframmezzate a un raffinato cesello di fantasia. Insomma, un maestro nel suo genere riconosciuto a livello internazionale (con traduzioni in chissà quanti Paesi) per l’attenzione quasi maniacale nel “trattare” i luoghi e i personaggi che hanno tenuto banco nel periodo d’oro dell’Impero romano. Proiettando il lettore indietro nel tempo, fra drammatiche battaglie e giochi di potere, congiure e alleanze, facendo peraltro “leva su corruzione, false accuse, comportamenti vili e più spesso eroici nonché, ci mancherebbe, anche storie amorose. Insomma, veri e propri romanzi da leggere come storie di guerra, di avventura e, perché no, di sentimenti”. 
Entrando nel merito, La legione perduta e L’ultima vittoria si propongono all’insegna di due storie che si dipanano su due piani temporali: la vicenda dell’esercito scomparso risulta infatti ambientata intorno alla seconda metà del primo secolo avanti Cristo, mentre la storia di Traiano e della campagna contro i Parsi - che si rifà al libro che stiamo proponendo - risale a 150 anni dopo. Logico quindi che il mondo fosse cambiato, passando da tre grandi imperi a quattro, dei quali Posteguillo prende in esame anche le relative forme di governo. Peraltro analizzate come si conviene e chiarite da una serie di informazioni proposte in chiusura di volume, che possono risultare utili durante la lettura del romanzo. Ma c’è anche una lunga nota storica, la cui lettura viene invece consigliata soltanto a posteriori, “per evitare di scoprire dettagli prima di essere arrivati a conclusione delle vicende narrate”.   
Detto questo spazio alla sinossi. Babilonia, Seleucia, Ctesifonte: sono queste le mitiche città mediorientali che si stagliavano, con i loro edifici regali e il loro passato millenario, nel cuore di uno dei più grandi imperi del mondo antico. Ed è a quell’impero, l’impero dei Parti, che Marco Ulpio Traiano guarda come al traguardo ultimo per poter fare davvero di Roma la dominatrice incontrastata del mondo conosciuto. E per restare nella Storia da vincitore. 
Insomma, adesso Traiano è pronto a mettere in atto, dopo lunghi anni di progettazione, la più grande campagna che la storia romana ricordi, la stessa che Giulio Cesare immaginò ma non realizzò mai. Un’impresa di dimensioni tali da ricordare il coraggio e la pazzia di un altro grande uomo della storia antica: Alessandro Magno. 
Come da note editoriali, in questo lavoro l’autore ci accompagna nell’ultimo, glorioso capitolo della vita leggendaria dell’imperatore Traiano con mano sicura e con la potenza di una narrazione che trae la sua vitalità e la sua forza dal più grande romanzo che esista: la Storia, appunto. 
Come già riportato, ma repetita iuvant, Santiago Posteguillo - che lo scorso ha vinto il Premio Planeta con il romanzo Yo, Julia, che arriverà nelle nostre librerie in autunno, ancora una volta per i tipi della Piemme - è nato a Valencia nel 1967 e oggi (forte di un dottorato conseguito presso l’Università di Valencia) si propone come filologo e linguista, nonché docente di Letteratura inglese presso l’università Jaume I di Castellón de la Plana, centro all’avanguardia nelle tecnologie dell’informazione. Lui che ha studiato scrittura creativa presso l’ateneo di Denison, a Granville nell’Ohio, nonché linguistica e traduzione in Gran Bretagna. Lui che durante l’adolescenza ha coltivato un certo interesse per la narrativa thriller, salvo rimanere folgorato dalla storia dell’antica Roma dopo aver visitato in gioventù la capitale italiana. 
Sta di fatto che, strada facendo, Posteguillo si sarebbe creato un largo bacino di lettori con i romanzi dedicati a Scipione l’Africano, il generale romano che sconfisse Annibale nella battaglia di Zama (L’Africano, Invicta Legio, Il tradimento di Roma e La fine di Scipione), nonché con quelli dedicati a Traiano: L’Ispanico, Circo Massimo, L’ira di Traiano, La legione perduta e, fresco di stampa, L’ultima vittoria.

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