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Dopo le Ong l'Europa manda avanti i... militari

Attracca a Messina una nave irlandese con a bordo 106 migranti. Un espediente teso a scavalcare il divieto imposto dal nostro Esecutivo nei confronti delle organizzazioni non governative


09/07/2018

di Damiano Pignalosa


La questione migranti sembra sempre di più una partita a scacchi. Dopo aver sacrificato i vari pedoni, entrano in gioco gli alfieri, le torri e i cavalli. Sì, perché il divieto di attracco emanato da parte del governo italiano nei confronti delle navi Ong non è servito a fermare le mosse dell’Europa.
È di sabato scorso la notizia dell’approdo nel porto di Messina della nave militare irlandese Samuel Beckett con a bordo 106 migranti. Non un’imbarcazione Ong, quindi, ma un pattugliatore irlandese che fa parte della missione Eunavformed, nota come operazione Sophia, che coinvolge le navi militari degli Stati membri dell’Ue. Di questa missione l’Italia ne ha il comando, con la guida affidata all’ammiraglio Enrico Credendino. L’operazione fu lanciata dall’Unione europea in conseguenza dei naufragi avvenuti nell’aprile 2015 che hanno coinvolto diverse imbarcazioni che trasportavano migranti dalla Libia. Lo scopo della missione era quello di neutralizzare le consolidate rotte della tratta dei migranti nel Mediterraneo e la sede operativa è situata a Roma. Vi partecipano tutti gli Stati membri ad eccezione della Danimarca, che forniscono attività militari e personale. L’operazione è stata rinnovata il 25 luglio 2017. «Rispettiamo la regola, ma ora va cambiata. Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue», ha scritto Toninelli in un tweet proprio riguardo alla missione Sophia. È proprio questa la mossa da parte di Bruxelles per non fermare gli sbarchi sulle coste italiane. È bastato rifarsi ad accordi presi dal precedente governo che ha dimostrato di aver sempre dato carta bianca all’Ue sulla questione migranti in cambio di: maggiore flessibilità nei conti e, si suppone, partner dei famosi 80 euro di Renzi.
Non poteva mancare l’intervento sulla questione da parte del ministro degli Interni, Matteo Salvini, il quale verrà ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e poi vedrà il premier Giuseppe Conte per mettere a punto la proposta dell’Italia al vertice dei ministri dell’interno Ue che si terrà giovedì a Innsbruck. E’ il primo summit di rilievo del semestre a presidenza austriaca. L’11 luglio vedrà il collega tedesco Horst Seehofer e il giorno dopo il tavolo sarà a tre, aperto anche al ministro austriaco Herbert Kickl. In questa occasione Salvini prenderà la palla al balzo per proporre un cambio di rotta nei confronti degli accordi presi in questi anni per una migliore gestione dell’emergenza migranti.
Insomma, prima di tutto vanno ridiscussi i tanti accordi presi in questi anni tra il governo italiano e gli esponenti dell’unione. Il pugno duro non è contro l’accoglienza o il rispetto della dignità umana, ma si impegna a far valere alcuni diritti da parte del nostro governo che finora erano stati sempre calpestati e messi in secondo piano. Quello che ci auguriamo è che una volta risolto il conflitto migratorio, l’asse giallo-verde si impegni con tutte le sue forze nel far ripartire la nostra economia ormai in ginocchio da anni, dando una nuova possibilità di occupazione e di sguardo verso il futuro, senza dover sempre rimanere come fanalino di coda negli investimenti che fanno da motore nella svolta economico-sociale che tutt’ora è in atto.   

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