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Due amiche, un suicidio sospetto e un viaggio nel passato alla ricerca di una inaspettata verità

Debuttano a sorpresa, fra le pieghe della narrativa gialla, l’attrice e conduttrice Vanessa Incontrada e sua madre Alicia Soler Noguera. Giocando a rimpiattino con i sentimenti, i ricordi e i trascorsi ai quali è difficile sfuggire


11/11/2019

di Valentina Zirpoli


Fascinosa (le sue piccole imperfezioni la rendono ancora più intrigante); piacevolmente semplice e burrosa (un cruccio che, mal giudicandosi, si è a volte affacciato nel suo presente ferendola: ad esempio quando le malelingue sui suoi chili di troppo - una gravidanza difficile l’aveva costretta a mangiare di più - erano entrate in azione); una bellezza genuina alle prese con una spruzzata di lentiggini che hanno un loro malizioso perché; un’artista, soprattutto, dannatamente simpatica e normale (comunque si proponga, riesce a far breccia sia nell’immaginario maschile che in quello femminile). Il tutto accompagnato da una raffinata intelligenza che la porta “a ringraziare anche chi non ha voluto sostenerla, perché questo l’ha comunque aiutata a crescere”. 
Stiamo parlando di Vanessa Incontrada, attrice, conduttrice televisiva, un passato da modella e, non bastasse, anche scrittrice. Lei compagna dell’imprenditore Rossano Laurini, al quale ha regalato Isal; lei che compirà 41 anni il prossimo 24 novembre: è infatti nata nel 1978 a Barcellona da padre italiano (un romano della Garbatella di origini napoletane) e madre spagnola, Alicia Soler Noguera; lei che è cresciuta fra la città catalana e la maremma di Follonica, per poi trasferirsi nel 1996 a Milano dove aveva iniziato a lavorare come modella, a fronte di una presenza allargata alle passerelle spagnole, giapponesi e francesi. 
Tempo due anni e avrebbe esordito in televisione nel programma musicale Super in onda su Italia 1, per poi riproporsi sullo stesso canale, a fianco di Peppe Quintale, in Super estate. Quindi avrebbe condotto su Rai Uno, con Michele Mirabella, Millenium e affiancato Giancarlo Magalli in Subbuglio. Primi passi di una galoppante carriera che l’avrebbe vista approdare sul grande schermo nei panni della bella e capricciosa non vedente di cui si innamora il timido insegnante interpretato da Neri Marcoré ne Il cuore altrove di Pupi Avati. Un esordio seguito da altri dieci film, alternati con serie televisive, quattro commedie teatrali, per non parlare della conduzione di una trentina e passa di programmi (chi, ad esempio, non la ricorda vincente a fianco di Claudio Bisio in Zelig?). 
Inoltre, per non farsi mancare nulla, nel 2015 Vanessa Incontrada aveva dato alle stampe un lavoro pubblicato da Rizzoli e intitolato Insegnami a volare, a sua volta scritto a quattro mani con la madre Alicia. Un libro in parte autobiografico che aveva preso corpo subito dopo la morte dell’amatissima nonna, “la yaya Consuelo”. A fronte di una storia allargata alle vicende di diverse altre donne, più o meno credibili, alle prese von la loro vita, i loro sentimenti, i loro amori. 
Risultato? Una lettura accattivante che aveva fatto scoprire al lettore, fra l’altro, una Vanessa dal carattere forte e fragile al tempo stesso. 
E ora, a distanza di quattro anni, eccola - ancora insieme alla madre (che ha studiato scrittura creativa presso l’Ateneu Barcelonès, collabora con alcune case editrici del suo Paese e fa parte del collettivo letterario Turba Infame) - tornare sugli scaffali con Le bugie uccidono (La nave di Teseo +, pagg. 284, euro 18,00), un giallo di piacevole lettura che ha un suo perché. 
Tutto inizia in un giorno difficile da dimenticare per Victoria Neri, fotografa spagnola proprietaria, insieme all’amico Mirco Galanti, del foto studio Galanti&Neri. Difficile da dimenticare perché è il giorno del terremoto a Milano (città della moda, delle luci della ribalta, delle donne da copertina, dei baci e degli abbracci, ma anche delle spine…). E lei, incinta di appena tre mesi, sta per andare a pranzo con Bibiana Clos, la sua migliore amica sin dai tempi dell’infanzia. Con il ricordo ancora vivo di quando le era stata regalata una macchina fotografica. Una compagna di viaggio che sarebbe diventata, nel tempo, il suo strumento di lavoro. 
Al pranzo convenuto la modella spagnola non ci sarebbe però mai arrivata. E a darle una drammatica notizia che le avrebbe cambiato la vita per sempre sarebbe stato, poco prima dell’incontro convenuto, il commissario Giovanni Carrara che, a sorpresa, si era presentato nel suo studio: Bibiana era stata infatti trovata morta nel suo appartamento dopo aver ingerito una massiccia dose di barbiturici. 
Per Victoria si tratta di uno shock difficile da superare. Si erano infatti sentite la sera prima quando avevano deciso di pranzare insieme, intuendo che c’era qualcosa che angustiava Bibiana. Forse per questo voleva confidarsi, ma parlandole di persona. 
Il commissario Carrara (affiancato dall’ispettore Attilio Bertini), che di omicidi se ne intende, non ha dubbi: si è trattato di suicidio. Victoria invece si rifiuta di crederlo. Mai e poi mai l’amica, così vivace ed esuberante, si sarebbe tolta la vita. Ma chi poteva odiarla a tal punto da volerla morta? 
Sarà così che anche Victoria inizierà a darsi da fare per vederci chiaro: un pretesto narrativo, se vogliamo, volto a scavare nel passato delle due donne, per ripercorrerne l’esistenza, le scelte fatte, i rapporti familiari mai del tutto chiariti, le bugie e le mezze verità. Sta di fatto che, “attraverso un linguaggio attento, emozionale, che alterna il tempo presente a quello passato, da quando, ancora ragazzine, vivevano entrambe a Barcellona, vengono riportati sapientemente alla luce i ricordi e le sensazioni della loro giovinezza”. E via via, sino a far emergere una inaspettata realtà.

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