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Due uomini (Andrea e Gianni) e una culla (quella di Anna)

In scena il racconto di una coppia che decide di avere un figlio tramite una maternità surrogata. Una storia vera che induce alla riflessione


27/12/2017

di Catone Assori


È arrivata sugli scaffali delle librerie, per i tipi della Golem, una storia vera, tenera quanto piacevolmente raccontata, che induce alla riflessione. Ovvero Due uomini e una culla (pagg. 172, euro 15,00), lavoro d’esordio di uno dei due protagonisti, Andrea Simone, giornalista e blogger, che ha deciso di rendere pubblico un momento importante della sua vita di coppia: quello che lo ha portato, insieme al compagno Gianni, ad aprirsi al giudizio, non sempre benevolo in casi come questo, del grande pubblico. Ovvero proponendo ai lettori il percorso non facile che lo ha portato ad avere una figlia attraverso il ricorso, in terra americana, a una maternità surrogata. 
Intendiamoci, a fare questo passo - almeno così riteniamo - c’è voluto del coraggio. In quanto il rischio di incespicare nelle critiche dei benpensanti di turno era più che evidente. Tuttavia il tentativo si è portato al seguito un significativo risultato: quello di dare voce a una storia vera che intriga, che induce alla riflessione e che non infastidisce nemmeno chi la pensa diversamente. Complice una scrittura semplice, poco pretenziosa ma sentita, che non ha certo, come obiettivo finale, quello di convincere coloro che non la vedono in questo modo. In ogni caso mettendo nero su bianco un tema particolarmente serio, delicato e certamente divisivo. 
Sta di fatto che, a sottolinearne i diversi aspetti, ci si ha pensato, in una prefazione “sensibile, intelligente e profonda”, Lella Costa, attrice, doppiatrice, scrittrice e madre chioccia (se non andiamo errati) di tre figlie, oltre che amica dell’autore, che aveva conosciuto quand’era ancora un ragazzino. Così come conosce Gianni, il “suo adorabile consorte”. E al riguardo tiene a precisare: “Credo di avere capito (da questa vicenda) almeno una cosa: che al di là delle riflessioni e posizioni teoriche, a volte in buona fede e rispettabili, quello che conta, e che fa la differenza, sono le persone e loro storie.  Che - con buona pace degli integralisti - sono storie d’amore, di dedizione, di difficoltà, di desideri, di progetti di vita”. 
Venendo al dunque, Due uomini e una culla si snoda - tiene a precisare l’autore nonché parte in causa - in un arco temporale di quattro anni: dal novembre 2012 al Natale 2016. “Dentro c’è tutto e ogni cosa risponde a verità: decisioni, scelte, emozioni, timori, gioia, impazienza, ansia, desideri, aspettative, lacrime di gioia e commozione, risate. E poi l’arrivo di Anna: un sogno che si realizza, il latte da scaldare, le notti insonni (poche per fortuna), i gridolini, i sorrisi, le risate, i primi passi e le prime parole”. E appunto questa è “la sua storia e se vorrete leggerla condividerete quello che per noi è stato il regalo più grande: una sorpresa e un miracolo che si rinnovano giorno dopo giorno”. 
Scendendo nei particolari, Anna è nata il 2 agosto 2014, in un sabato sera di un’estate californiana neanche troppo calda. “Anna è una bambina particolare: ha due papà. È stata scelta, decisa, voluta e concepita. Tutto è partito nel novembre 2012, quando ho avuto l’idea di avere un figlio con il mio compagno. Eravamo iscritti nel registro delle unioni civili e ci siamo detti: Perché no? Ci siamo informati, siamo entrati a far parte delle Famiglie Arcobaleno e ci si è aperto un mondo nuovo.  Così, in pochi mesi, è iniziato il nostro incredibile viaggio: da Milano a Los Angeles a San Francisco. Abbiamo conosciuto una donatrice che ha donato l’ovulo e una portatrice che, dentro di sé, si è presa cura di Anna per nove mesi”. 
Quando questa bimba è venuta al mondo “ci ha reso gli uomini più felici della terra. Fermo restando che in Italia ci hanno sostenuto e incoraggiato tutti. Ancora oggi posso dire che sia stato il viaggio più incredibile della mia vita. Oggi nostra figlia ha quasi tre anni ed è una bambina serena e felice, la gioia e l’orgoglio dei suoi papà. Frequenta la scuola inglese, è una gran chiacchierona e ogni giorno impara qualcosa. E, se vogliamo, ci insegna anche molto”. 
Per la cronaca ricordiamo che Andrea Simone è nato nel 1974 a Milano, città dove vive e lavora. Lui che nella seconda metà degli anni Novanta, poco più che ventenne, aveva iniziato a darsi da fare come speaker per alcune emittenti private locali, oltre a dedicarsi, in parallelo, a un po’ di doppiaggio televisivo. Nel 2005 avrebbe superato l’esame di Stato per diventare giornalista professionista, attività che al momento (dopo aver collaborato con alcuni portali video di informazione multimediale) lo vede attivo principalmente sul web. Nel suo curriculum - oltre a scrivere su Teatro.Online, un blog di interviste dedicato agli spettacoli teatrali in scena a Milano - figurano anche due anni di collaborazioni in Francia con un canale televisivo internazionale all-news.

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