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E se ci facessimo anche noi una crociera nel Mediterraneo a bordo della nave Aquarius?

Gratis, ovviamente, visto che di soldi ne girano pochini. Ironizziamo, ma i toni apocalittici che hanno accompagnato la traversata dei migranti da parte di certe anime belle e buone, chic e ricche, fanno venire il voltastomaco. Dimenticandosi dei 4 milioni di italiani che non sanno come sbarcare il lunario…


18/06/2018

di Sandro Vacchi


Noi di Economia Italiana abbiamo pensato di andare in crociera nel Mediterraneo a bordo dell'Aquarius. Gratis, naturalmente, perché di soldi ne girano pochi. Siamo dei cinici, menefreghisti e senza cuore? 
E no! Ci siamo ravveduti, invece, perché finora avevamo creduto come tutti che le navi delle ONG fossero cariche di poveri cristi abbandonati al loro destino in mezzo al Mediterraneo, ma che l'Italia non potesse continuare a farsene carico da sola. Invece la frase subordinata resta più valida che mai, ma la premessa va rimodulata. 
La Bibbia delle anime belle, buone, chic e ricche, che si chiama “La Repubblica”, ha scritto che i 629 profughi della nave attraccata in Spagna erano esausti, pieni di vomito a causa delle onde alte quattro metri, e che gli italiani si erano limitati a distribuire barrette energetiche e frutta mezza marcia finita ai pesci. Questo scriveva Brunella Giovara, seduta al fresco da qualche parte a Valencia. 
Un'altra giornalista, però, una vera cacciatrice di notizie e non di favole strappalacrime ad uso di lettori accecati dall'ideologia, l'ha raccontata in modo diverso, e direttamente da bordo della nave nella tempesta... che non c'era. Il vento era infatti a 4 nodi, cioè un refolo, la temperatura sui venti gradi, nessuna nuvola in cielo e nemmeno un'onda a increspare il mare. Quando con un gommone di cinque metri e mezzo circumnavigavo la Sicilia, oppure facevo il giro delle Cicladi, o scendevo dall'arcipelago toscano fino a Ventotene, me la vedevo di sicuro peggio. 
Sara Alonso, così si chiama la giornalista vera, è spagnola e lavora per la radio nazionale di Madrid. Non è di certo una simpatizzante leghista, in quanto twitta “Siamo tutti migranti”. Twitta però anche le foto di una festa organizzata prima di colazione, del coordinatore dell'équipe medica che suona la fisarmonica mentre migranti ed equipaggio ballano, e c'è chi si fa fare le treccine da una giovane “profuga” tutta divertita, chi preferisce giocare a dama... Attività che si fanno su una piccola nave in mezzo alla tempesta, vero? Ha riportato tutto il quotidiano “La Verità”, smascherando la menzogna repubblichina. 
Matteo Salvini è sugli altari, applaudito perfino da italiani da sempre a sinistra mentre i loro giornali lo attaccano e perdono lettori, così come il PD gli elettori. Sarà un caso che gran parte di costoro siano d'accordo con la politica della “non accoglienza” del titolare del Viminale, ormai apprezzato dal 60 per cento degli italiani? Dall'altra parte c'è soltanto una manica di incapaci perfino di vedere la vita che si fa in Italia fuori dai loro conciliaboli, dalle loro Leopolde, dalle loro comparsate in tivù, dove imperano con le loro arie saccenti e scostanti, da saputelli verbosi che non ci si deve permettere di disturbare. 
Le cose che dice Salvini sono invece elementari: «Con quattro milioni di italiani poveri non possiamo permetterci di mantenere mezza Africa, non siamo più gli schiavi di nessuno». E aggiunge che le navi italiane incroceranno d'ora in avanti più vicino alle coste, perché in Mediterraneo altri Paesi possono intervenire, e da noi non entrerà chi non ha diritto. 
Il ministro dell'Interno si carica da solo, come il cannoniere che segna una tripletta ai mondiali. Parla di interventi per lo sviluppo in Africa per arginare l'immigrazione da Sud verso l'Europa; e non basta fare partire meno gente, ma bisogna allontanarne di più; la Spagna ne ha presi 629? «Spero che ne prenda altri 66 mila», esulta Salvini. «La cuccagna è finita!», aizza i suoi. E si prende del bullo dal re dei bulli, Matteo Renzi. Capito come mai il PD è in via di estinzione? 
Le persone serie, quelle che non ragionano per schemi, pregiudizi, ideologie, ma sulla base dei fatti, dicono le cose come stanno. «I migranti in partenza dalla Libia vengono passati alle organizzazioni criminali e le ONG sono parte del sistema che aiuta i trafficanti». Salvini, al quale le ONG danno – e ti pareva! - del fascista? No, lo sostiene Carmelo Zuccaro, procuratore capo di Catania, un mantra che va ripetendo da anni. 
L'Europa non sa che pesci prendere: sa benissimo da che parte è la ragione, ma avendo sempre predicato in modo contrario non ha né la forza né l'onestà di cambiare idea. Anzi, i francesi del superbissimo Emmanuelle Macron, il quale prima dice che facciamo vomitare, poi riceve Giuseppe Conte fra i salamelecchi, ci entrano in casa con i gendarmi come se fossimo una dependance della Camargue: l'avevano fatto a Bardonecchia, si sono ripetuti in provincia di Imperia, senza contare che cosa combinavano a Ventimiglia con decine di neri costretti a bivaccare sugli scogli mentre volevano sconfinare da loro. 
L'impressione è che il mondo stia svoltando bruscamente in direzione salviniana, ma che l'intellighentzia radical-chic italiana non se ne stia affatto accorgendo. Come si può fermare il ministro dell'Interno che fa – incredibile! - quello che ha promesso di fare in campagna elettorale? Più tempo passa e più Salvini si rafforza, già adesso è visto come il vero capo del governo, e non soltanto in Italia. La strategia dell'opposizione? Offenderlo, scrivere frasi sui muri contro di lui, mandare avanti i più forti, gli scrittori di successo, i giornalisti di moda: a pensarci, è la stessa cosa che fanno i ragazzini. 
La guerra di Salvini alle Organizzazioni Non Governative è estremamente utile a questa Europa imbelle e senza un vero ministro degli Esteri, o qualcuno pensa che lo sia Federica Mogherini? Vuoi vedere che il Leghista Ruspante ha trovato la chiave per metterla in moto, la ruspa, e buttare all'aria un decennio di carità pelosa, di prediche da oratorio, di ipocrisia buonista? Intanto ha bloccato altre due navi battenti bandiera olandese, la Lifeline e la Seefuchs. 
Incamerano donazioni, spengono le radio in vicinanza delle coste libiche, ignorano il blocco dei porti e così via. Il traffico di esseri umani è il grande affare delle ONG, un affare nascosto dietro il velo della solidarietà, del volontariato o della carità cristiana. 
Perché, cristianamente, non si degnano di rendere pubblici i bilanci, di informarci quanto ha reso loro traghettare mezzo milione di clandestini in Italia, dove comandavano Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, mai eletti da nessuno, e l'eurocomunista Napolitano? Io ho inciso sul marmo la frase di un altro comunista, Salvatore Buzzi, ancora in galera perché qualcuno bisognerà pur far finta che paghi: «Il traffico di esseri umani rende più di quello della droga». 
La pacchia è finita, assicura Salvini, e un settore dell'economia trema, non ha importanza se sia in nero o alla luce del sole. Ogni extracomunitario ci costa 25 mila euro l'anno, una cifra che pochi italiani portano a casa lavorando in modo onesto. Si tratta di circa cinque miliardi di euro e Maurizio Belpietro propone di investirne la metà per convincere il Nord Africa a riprendersi dei clandestini. 
Dovrebbe costare due miliardi rispedirne a casa centomila; in fondo la Germania ha versato tre miliardi a Erdogan per fermare le partenze dalle coste turche. Sarà sufficiente? 
Salvini assicura che la pacchia è davvero finita e cavalca la tigre del successo. Se non forzerà i tempi, se non si monterà la testa, se starà ad ascoltare umilmente quelli meno impulsivi e più saggi di lui, diventerà padrone dell'Italia. Ma dovrà mantenere le promesse. E guardarsi dal terrorismo politico di chi è costretto a rosicare.

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