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Emergenza insegnanti in Italia

Il 50% sono precari, e sempre di più i neolaureati si adattano ad una professione “tappa-buchi”


05/11/2018

di Alberto Ferretti


«I mestieri più difficili in assoluto sono nell’ordine il genitore, l’insegnante e lo psicologo». Questo è quello che affermava Sigmund Freud tralasciando un piccolo particolare: spesso i docenti devono essere bravi a rappresentare tutti e tre i ruoli.
Si allarga a macchia d’olio l’emergenza riguardante gli insegnanti in Italia. Come sappiamo la loro figura è di fondamentale importanza e punto di riferimento per ogni famiglia italiana, ma c’è anche da dire che la loro carriera professionale è spesso come una lunga maratona da percorrere piena di ostacoli da superare. Il numero dei precari aumenta a vista d’occhio, infatti al momento sono circa 715.000. Cosa vuol dire? Visto che gli insegnanti di ruolo sono in totale 729.668, significa che per ogni docente precario ce n’è uno di ruolo, e che quindi il 50% dei professori sono dei precari con un’altissima quota femminile che si attesta all’82%. Analizzando il totale degli insegnanti in Italia è possibile affermare che essi sono così suddivisi: 87.229 sono inseriti nel mondo dell'infanzia, 245.649 insegnano nelle scuole elementari e poi ancora 155.705 insegnano nelle scuole medie e 241.085 insegnano nelle scuole superiori. Una categoria molto spesso dimenticata è quella degli insegnanti di sostegno che in Italia sono 87.611 e quindi il 12% del totale. Queste figure danno un contributo determinante per la gestione dei casi più difficoltosi con l’unico obiettivo di riuscire a far integrare quei bambini o quei ragazzi che sfortunatamente devono affrontare delle problematiche psicomotorie.
Siamo consapevoli che un buon corpo insegnanti è l’unica chiave per far crescere i nostri figli e le nuove generazioni nel miglior modo possibile tanto da formare e maturare le giovani menti che saranno chiamate poi a gestire le sorti del Paese. Per questo si è già accesa una sirena d’emergenza perché il precariato e i bassi salari fanno sì che le classi siano sempre più numerose e difficili da gestire, mentre il ricambio costante del corpo insegnanti non porta mai a compimento un processo di crescita che si instaura tra insegnante e alunno finalizzato all’acquisizione di un metodo di studio efficace e duraturo nel tempo. Come detto, un docente deve essere bravo a rappresentare un genitore, uno professore e uno psicologo, ma per far questo ci vuole davvero tanta passione e dedizione ed è qui che nascono ulteriori problemi.
La disoccupazione galoppante di tutti i settori del Paese ha innescato un processo alquanto preoccupante proprio nel settore dell’insegnamento. Una grande fetta di neo laureati che non riesce a trovare un’occupazione si butta nel mondo dell’istruzione pur di garantirsi uno straccio di stipendio e abbracciando l’idea del posto fisso anche se mal pagato. Orde di biologi, geometri ed esperti di comunicazione, solo per fare al alcuni esempi, decidono di iniziare la carriera dell’insegnamento senza aver mai avuto neanche l’idea di intraprendere quel tipo di percorso. Questo si tramuta in un vero e proprio disastro per i nostri ragazzi che si ritrovano davanti persone che non sono assolutamente in grado di insegnare, non lo sanno fare e non riescono a dare quegli input e quei metodi che servono alle nuove generazioni per emergere nel modo più sano possibile.
Insomma, tra precariato e non formazione professionale ci troviamo davanti ad una piaga che potrebbe portare i sui risultati più che negativi già nel breve periodo. Se si vogliono formare le nuove menti che rappresenteranno il nostro Made in Italy bisogna partire dal basso tornando ad avere un corpo insegnanti in grado di affrontare tutte le difficoltà che si presentano nel quotidiano. Questo lo si fa anche puntando i fari sui compensi dell’intero settore che vedono sempre di più allontanarsi i bonus per gli scatti di anzianità o una giusta retribuzione che sia bilanciata con l’importantissimo apporto che queste figure danno all’interno della società. Come diceva Albert Einstein: «Non ho mai insegnato nulla ai miei studenti; ho solo cercato di metterli nelle condizioni migliori per imparare». Ora come allora questa è la strada maestra…    

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