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Europee: Lega primo partito, continua il calo del Ppe

È quanto emerge dalla seconda serie di proiezioni pubblicate dal Parlamento comunitario 


04/03/2019

di Artemisia


Continua la corsa della Lega con i 5Stelle in visibile affanno e il Pd che non riesce ad uscire dalle secche. È questo lo scenario che emerge dalla seconda serie di proiezioni pubblicate dal Parlamento dell’Unione in vista delle elezioni europee di maggio, sulla base dei sondaggi nazionali. I dati si basano su una selezione di analisi condotte dagli istituti nazionali negli Stati membri e aggregati dall’agenzia Kantar per conto del Parlamento europeo. 
Già nella prima rilevazione Salvini era in vantaggio e ora lo stacco si fa più marcato. 
La Lega si conferma primo partito italiano con più eletti alla futura Eurocamera e con 28 seggi (6 nelle scorse europee e 27 in base al precedente sondaggio) e si attesta come secondo partito dopo la Csu/Cdu (34). Il M5S perde un seggio rispetto alle rilevazione del 18 febbraio a 21 (14 i seggi nel voto del 2014). Il Pd è a 14 seggi (26 nel 2014) e Forza Italia passa da 8 a 9 seggi. In sostanza, come vediamo, il Parlamento europeo segue l’evoluzione dei consensi politici a livello nazionale. La crescita dei Verdi è speculare a quanto emerso in Germania. 
Il Ppe continua ad essere il primo gruppo ma è comunque in calo. Insieme ai socialisti non riesce ad avere la maggioranza dei seggi e quindi sarà costretto ad alleanze di legislatura. I partiti sovranisti avanzano mentre c’è un balzo in avanti dei Verdi. È questo lo scenario che si prefigura secondo la nuova proiezione del Parlamento europeo, basate sui sondaggi nazionali e confrontate con le proiezioni del 18 febbraio scorso. 
In particolare rispetto alle ultime rilevazioni, il Ppe scende da 184 a 181 seggi (con Forza Italia però che sale da 8 a 9). L'Efdd che riunisce i partiti euroscettici da 43 a 39 seggi, con il M5S che scende da 22 a 21 seggi, mentre l'Enf (partiti di estrema destra) stabile a 59 seggi con la Lega che però passa da 27 a 28 eurodeputati. Stabili i Socialisti e democratici (S&D) a 135 (il Pd cala da 15 a 14 seggi), come i Liberali Alde con 75 seggi. Giù l'Ecr dei Conservatori e riformisti che passa da 51 a 46 seggi (con FdI stabile a 4). I Verdi salgono invece da 44 a 49 e la sinistra Gue da 46 a 47 eurodeputati. Se invece si considerano le proiezioni odierne con l'attuale composizione dell'Eurocamera si nota invece un generalizzato calo di Popolari (da 217 eurodeputati a 181), Socialisti (da 186 a 135), Verdi (da 52 a 49), Gue (da 52 a 47), e dell'Efdd (da 41 a 39). In aumento invece l'Alde (da 68 a 75), balzo in avanti per l'Enf (da 37 a 59). Le proiezioni tengono conto dell'uscita del Regno Unito a seguito della Brexit con una riduzione degli europarlamentari dagli attuali 751 a 705. I nuovi partiti, come quello di Macron sono inseriti nella categoria altri. 
Alla vigilia di questi dati, Berlusconi, con una intervista a La Stampa, ha lanciato l’ennesimo invito a Salvini a mollare i 5Stelle. Il messaggio è esplicito: “La Lega deve tornare nel centrodestra o pagherà il conto alle urne”. 
Il leader di Forza Italia e candidato alle europee, vede un’Italia che “si è isolata da sola” e dice che è una illusione pensare di “poter contare sulla solidarietà dei Paesi cosiddetti sovranisti” dal momento che “quei Paesi hanno a cuore la loro sovranità nazionale e non la nostra e sul piano delle regole economiche sono tra i più severi”. Il Ppe, per Berlusconi, “deve tornare a svolgere il suo ruolo alternativo alla sinistra, impegnato a costituire un’Europa fondata sui valori della tradizione giudaico-cristiana e greco romana”. 
Berlusconi quindi vede “più possibile un’alleanza tra Ppe e sovranisti piuttosto che con la sinistra” che peraltro è in crisi in tutta Europa. 
La richiesta del leader di Forza Italia però non ha è stata finora recepita da Salvini che al momento non intende lasciare l’alleato di governo sul quale ha la possibilità di scaricare tutte le sconfitte economiche, riuscendo ad incassare i risultati migliori.

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