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Exploit, ad aprile, dell'indice di fiducia sugli investimenti in innovazioni tecnologiche

Le imprese meccaniche e farmaceutiche sostengono il trend positivo


11/04/2018

L’indice di fiducia sugli investimenti in innovazione tecnologiche (Ifiit) torna a salire ad aprile e arriva a superare i 39 punti, collocandosi a 39,10, il massimo storico dell’ultimo triennio. La tenuta del ciclo economico internazionale, con la crescita delle esportazioni in alcune aree tiene alta l’attenzione verso la necessità di implementare processi e prodotti. La prosecuzione nel corso dell’anno degli incentivi legati al Piano Industria 4.0 è la condizione di base per consentire ancora a molte imprese una trasformazione strutturale in linea con i nuovi modelli di produzione e di commercializzazione. 
In questo contesto i fattori di crescita e di cambiamento sono individuati dagli imprenditori nella rivisitazione delle procedure organizzative (con adozione sempre più allargata di soluzioni derivanti da sistemi esperti e intelligenza artificiale) e parallelamente nella ridefinizione dei perimetri logistici. In campo marketing e finanziario aumenta la sensibilità verso le applicazioni di intelligenza artificiale, nonostante gli scandali Facebook (per la commercializzazione di dati sensibili) e Uber (per la morte legata alla guida automatica). 
Sulla linea di una politica espansiva degli investimenti, tengono i settori del made in Italy tradizionale, dalla meccanica alla farmaceutica. Un timido segnale di ripresa viene colto nel comparto dell’edilizia e in quello della progettazione ad esso collegata, ma a macchia di leopardo e con forza in alcune grandi città. Ristagnano i comparti del commercio tradizionale, ancora immersi in una crisi di mancata ripresa dei consumi, anche se non mancano lampi di interesse, soprattutto nelle aree turistiche. 
Nel report mensile, curato dal giornalista Rai, Paolo Gila, anche uno studio di Frost & Sullivan, sulle città intelligenti dove, entro il 2024, vivrà oltre il 60% della popolazione dei Paesi sviluppati ed una sintesi del Rapporto dell’Ocse. (G.P.)

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