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Facebook lancia un altro attacco alla stampa con le news “selezionate”


28/10/2019

di Artemisia


Un altro attacco all’informazione sta per arrivare dai social network. 
La crisi della stampa potrebbe aggravarsi ancora di più con il debutto del progetto Facebook News, una sezione dedicata alle notizie “personalizzate sugli interessi degli utenti”. A descriverne il profilo è il ceo del popolare social network Mark Zuckerberg con un post chiaro sugli obiettivi. "Il nostro obiettivo è mettere in evidenza le testate che trattano un ampio spettro di argomenti come scienza, intrattenimento e politica". 
L’app al momento è attiva solo negli Stati Uniti e consentirà di visualizzare in primo piano le notizie selezionate dai giornalisti per Menlo Park. Quindi sarà Facebook a scremare le notizie da divulgare sul social che ha una potenza di diffusione ben superiore a quella di qualsiasi gruppo editoriale. 
Quale saranno i criteri di selezione? Zuckerberg spiega che risponderanno agli interessi degli utenti. Sappiamo bene che tali interessi però si possono facilmente orientare e manipolare. Tale scelta finirebbe per privilegiare alcune notizie rispetto ad altre assecondando obiettivi che nulla hanno a che fare con l’informazione che è pluralismo. 
Per non avere alcun ostacolo in questa operazione, Facebook darà un introito agli editori. Nel ''tab'' (la sezione con le News) saranno visibili i titoli di Wall Street Journal, the Washington Post, BuzzFeed News, Business Insider, NBC, USA Today e Los Angeles Times, oltre a quelli delle principali testate locali. La selezione delle notizie però sarà fatta da Facebook. 
Come funzionerà questa applicazione? Le notizie non scorreranno nel Newsfeed (la bacheca che ogni iscritto vede quando accede al social) ma in una sezione separata. 
Sarà segnalata da un’icona dalla quale si aprirà la “Today’s Stories” con i titoli più importanti. Un pool di giornalisti dentro Facebook selezionerà le notizie. 
Poi ci sarà una sezione “personalizzata”, basata sulle notizie che ogni utente legge più spesso individuate dagli algoritmi. Nel “Topic” ci saranno gli approfondimenti di temi quali l’economia, la salute, la tecnologia, lo sport. Se l'utente di Facebook è abbonato a siti d'informazione, potrà trovarli in “Your Subscriptions”. In “Controllo” si può fare una sorta di censura preventiva di singoli articoli, argomenti o editori che non si vogliono veder scorrere in futuro. 
“Il giornalismo è importante per la democrazia", ha scandito Zuckerberg, "ma Internet è stato dirompente per il tradizionale modello di business dei giornali, quindi credo che i principali servizi Internet abbiano oggi la responsabilità di collaborare con i media per costruire modelli sostenibili a lungo termine per finanziare questo importante lavoro. Spero che il nostro lavoro onori e sostenga il contributo che i giornalisti danno alla nostra società”. 
In attesa che questa applicazione arrivi in Europa, in Francia è entrata in vigore (che l'ha recepita per prima) la direttiva europea in materia di copyright, che prevede, tra le altre norme, anche la possibilità per gli editori di chiedere il pagamento per l'uso di brevi frammenti di testo. Gli editori transalpini hanno anche annunciato un ricorso all'antitrust nazionale e investiranno anche il governo della mancata applicazione da parte del motore di ricerca della direttiva sul copyright della stampa on line. L’associazione degli editori Ue ha fatto sapere che prenderà in considerazione "possibili passi formali e legali per fermare l'abuso da parte di Google della sua posizione dominante". 
Google da parte sua ha osservato: "La legge non richiede il pagamento per i link, e gli editori europei traggono già un valore significativo dagli 8 miliardi di visite che ricevono ogni mese dalle persone che effettuano ricerche su Google".

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