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Falso accordo Italia-Europa sui migranti

Riparte il traffico di esseri umani. Scafisti e Ong esultano


24/09/2019

di Carla Albertini


Ridistribuzione in quattro settimane dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, i quali saranno totalmente a carico del Paese di accoglienza, cui spetteranno anche le eventuali operazioni di rimpatrio. Rotazione dei porti europei su base volontaria con l’auspicabile obiettivo di estendere l’intesa al maggior numero possibile di Paesi comunitari. 
Sono questi i punti fondamentali su cui si basa quello che potremmo a ragion veduta definire come il falso accordo raggiunto tra Italia, Malta, Francia e Germania sui migranti. Un regalo da parte di Bruxelles al neonato governo giallo-rosso, agli scafisti e alle Ong, che potranno così riprendere liberamente con il profittevole traffico di esseri umani come un tempo, tanto più che la ridistribuzione interesserà tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che otterranno lo status di rifugiato. 
Un accordo puramente temporaneo e pilota che dovrà essere discusso nel Consiglio Affari Interni, che si terrà a Lussemburgo l'8 ottobre prossimo, e che dovrà essere sottoposto agli altri Paesi Ue per verificare quanti di loro aderiranno effettivamente. 
Mentre il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese parla di “concreti risultati” per i quali “da ora arrivare in Italia vorrà dire arrivare in Europa”, più cauto e di tutt’altro avviso sembra essere il premier Conte, che da New York, a margine dell'assemblea generale dell'Onu, ha dichiarato: «Non accetteremo alcun meccanismo che possa risultare incentivante per nuovi arrivi, la nostra politica è molto rigorosa e non arretreremo di un millimetro. L'Italia deve decidere chi arriva nel suo territorio: uno Stato sovrano deve contrastare l'immigrazione clandestina. Faccio i complimenti a Lamorgese ma la redistribuzione dei migranti non è la soluzione al fenomeno migratorio». 
«Le risposte sono il blocco delle partenze, per questo dobbiamo stabilizzare la Libia, e i rimpatri», ha aggiunto in maniera altrettanto cauta Di Maio. «Bisogna fare attenzione a facili entusiasmi: se noi diciamo che chi viene in Italia può andare in altri Paesi europei rischiamo il pull factor, cioè l'incentivazione degli sbarchi». 
Al momento questo presunto accordo non trova quindi del tutto unita neanche la classe di Governo. Ma è l’ex ministro Matteo Salvini a far notare che “la redistribuzione non è prevista per quelli che arrivano con i mezzi propri. Ci hanno venduto solo fumo”.
A questo punto si tratta solo di vedere se l’Europa manterrà le promesse fatte e ribadite a Malta e se veramente c’è l’intenzione di risolvere un problema che da troppo tempo opprime l’Italia.

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