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Fashion Research Italy, una Fondazione no-profit al servizio della moda

È stato inaugurato a Bologna “FRI”, polo didattico, archivistico e di innovazione e ricerca dedicato alla valorizzazione di uno dei settori chiave del sistema economico-produttivo del Paese


25/10/2017

Alberto Masotti, Presidente FRI

Ha aperto le porte a Bologna la Fondazione no-profit Fashion Research Italy (FRI) - polo didattico, archivistico e di ricerca del settore moda - fondata da Alberto Masotti, ex patron de La Perla, con l’obiettivo di valorizzare uno dei settori chiave del sistema economico-produttivo nazionale - indissolubilmente legato al made in Italy - e di contribuire alla competitività della filiera moda attraverso la formazione degli addetti del comparto. Un comparto che, fra manifatturiero e terziario, conta 30mila imprese e 142mila addetti, per oltre 4 miliardi di euro di export (il 13% di quello nazionale). Ed è quindi proprio il settore moda - fra i pilastri del sistema economico emiliano-romagnolo insieme all’agroalimentare, al turismo e alla manifattura - sul quale la Regione punta per far nascere una vera e propria Fashion Valley.
Al riguardo il presidente Alberto Masotti, ha tenuto a precisare: “Fashion Research Italyè una Fondazione no-profit che vuole dare un contributo tangibile alle piccole e medie imprese del settore moda. Dobbiamo essere molto previdenti se non vogliamo che queste realtà, che hanno rappresentato tanto per il made in Italy, perdano la loro competitività e venga meno così un patrimonio preziosissimo. Auspico - ha quindi aggiunto - un salto culturale delle aziende verso fusioni di rete, uno sviluppo della formazione e quindi un cambio gestionale e una sempre più costruttiva vicinanza di associazioni imprenditoriali e delle istituzioni, che devono credere e investire significativamente nel mondo delle manifatture di moda per salvaguardare imprese e occupazione”.
Esperienza unica nel panorama nazionale, FRI è un polo didattico: la mission è quella di supportare il comparto nell’era della smaterializzazione dei beni innescata dalla rivoluzione digitale tramite la formazione - attraverso Master in collaborazione con l’Università di Bologna e corsi di Alta Formazione - di professionisti e imprenditori di oggi e di domani. La formazione, infatti, rappresenta uno degli asset fondamentali per garantire la competitività delle piccole e medie imprese del settore.
FRI è anche un importante polo archivistico: la conservazione e la valorizzazione della memoria sono il fondamento dell’evoluzione tecnologica. FRI custodisce a tal fine archivi fisici e digitalizzati di settore come la raccolta di disegni e tessuti “Renzo Brandone”, tra le più consistenti in ambito nazionale, frutto di oltre 30 anni di attività di ricerca e sviluppo di trend e pattern di stampa.
All’interno della Fondazione sono conservati anche il “Fondo Emmanuel Schvili”, donato dall’omonimo ex proprietario, e il database “Fashion Photograhy Archive”, un progetto creato per raccontare, attraverso le campagne di advertising e altri materiali di comunicazione, la storia di alcune fra le più importanti aziende del settore. «Valorizzare l’heritage - ha detto Masotti durante la conferenza - a partire dagli archivi delle aziende è una delle principali missioni della Fondazione perché il passato è la spinta per una visione creativa del futuro». 
FRI è infine un polo di innovazione e ricerca: per accompagnare e stimolare il cammino delle piccole e medie imprese verso l’evoluzione digitale, la Fondazione ospita il Punto Innovazione (P.IN), un “catalizzatore” in grado di facilitare l’incontro fra domanda e offerta di strumenti, soluzioni e professionalità di eccellenza per traghettare le realtà del territorio e non solo nell’Industria 4.0 nonché fornire un concreto contributo d’innovazione al loro business.
“La manifattura e il sapere artigianale - ha spiegato Masotti - devono cogliere nuove opportunità di crescita attraverso l’innovazione, la ricerca, la formazione, la memoria e l’internazionalizzazione: la moda, insomma, deve trasformarsi in moda 4.0”.

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