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Fattura elettronica: una opportunità o soltanto un rigurgito di burocrazia?


12/11/2018

di Alberto De Franceschi


Siamo a novembre e l’argomento del giorno, per i professionisti del settore ma non solo, sembra essere l’imminente adempimento della fattura elettronica. Molti con entusiasmo lo acclamano come la soluzione delle inutili scartoffie, altri lo denigrano a una mera speculazione commerciale o comunque un inopportuno aumento degli adempimenti burocratici, ma alla fine, questa benedetta fattura elettronica, cos’è? 
Per capirlo dobbiamo partire dal fatto che nel ciclo economico di un’azienda si parla di fatturazione attiva (le vendite) e di fatturazione passiva (i costi). Oggi, nel 2018, la fatturazione è legata soprattutto ai documenti cartacei, a cui si aggiungono, in qualche occasione, quelli telematici, tipo pdf o immagine fotografica. In tutte queste situazioni il documento è fine a se stesso, anche la produzione si deve a un sistema digitale informatico che darebbe delle opportunità, ma che al momento, chissà come mai, vengono ignorate. Il modo quindi corretto per affrontare questo adempimento dal primo gennaio, meno di due mesi, è quello di capire quali opportunità possiamo avere da un processo di digitalizzazione del documento per ottimizzare l’investimento che andiamo a sostenere. Mi riferisco a chi compila a mano o produce un documento cartaceo: in questo caso non gestisce dinamicamente i dati contenuti nella fattura. Cioè per citarne alcune: le anagrafiche dei clienti (per eventuali/successive azioni di comunicazione), la tipologia prodotto/servizio ceduto, il sistema di consegna preferito, il sistema e le modalità di pagamento utilizzate. 
L’analisi periodica di questi dati permette all’imprenditore oculato di valutare le azioni da intraprendere per massimizzare il profitto della propria attività. I tecnici chiamano questa analisi: controllo di gestione. Un controllo che oggi è un investimento non di poco conto proprio perché la fatturazione passiva (fatture di acquisto) arriva su supporti obsoleti (tipo cartaceo) o inutilizzabili (pdf formato immagine). Infatti se andiamo a scansionare il documento per la sua digitalizzazione, il formato in cui posizioniamo e stampiamo i dati nel documento non è standard. Tale situazione è quella che oggi ha portato solo pochissimi a utilizzare questi strumenti visto che si devono ricaricare i documenti o peggio sistemarli da una scansione. 
Penso ora sia chiaro l’enorme vantaggio, anche dal punto di vista delle imprese, nell’uniformare il documento digitale, in quanto tutti andranno a usare gli stessi codice, campi, dati e valori, che ci permetteranno con maggiore semplicità di avere in mano i numeri delle nostre attività. Quindi non una inutile spesa ma un investimento e opportunità che aumenterà le nostre performance aziendali. 
Purtroppo come tutte le cose c’è sempre lo speculatore che vuole farci sopra altissimi guadagni senza di fatto erogare nulla e poi c’è lo Stato che ha visto nel sistema un valido supporto per agevolare le proprie verifiche e la lotta all’evasione/elusione (qualcuno mi spieghi se gli evasori/elusori emettono fattura in Italia). Quindi anche approvo, purtroppo devo evidenziare una carenza, ossia la mancata semplificazione nonostante l’innovazione richiesta. 
Mi riferisco al fatto che non è ancora stato abolito l’obbligo dell’invio dei dati delle fatture per prestazioni sanitarie all’anagrafe tributaria, tramite il sistema della tessera sanitaria. Oppure gli adempimenti provvisori, i famosi modelli INTRA che nonostante l’obbligo della comunicazione su base mensile delle operazioni, da e verso soggetti esteri, rimane ancora con l'obbligo di trasmissione di detti modelli “provvisori”. E questo nonostante poi il sistema elettronico, quando si rientra nella fattispecie dell’art. 6 comma 8 dlgs 472/97, aumenti i casi in cui si debba regolarizzare gli acquisti non documentati entro i quattro mesi. Anzi, pure nel caso di mancato recapito per cause non imputabili al soggetto, il cedente deve tempestivamente comunicare che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nel sito web dell’Agenzia delle Entrate. Concludo con quanto recentemente emanato dal provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza: e cioè che si potranno consultare le fatture elettroniche e le note di variazione transitate dal SdI (Sistema di Interscambio) dopo aver formalizzato un’apposita comunicazione al contribuente.  
Bene. E’ tutto? No, perché devo rilevare un sistema con ancora grosse criticità. 
Si parte con la data di emissione che si sdoppia in una doppia annotazione, che è prevista per quella di effettuazione dell’operazione e poi la data di emissione (consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione delle controparte della fattura). Nei casi poi di inversione contabile (in conseguenza dell’art. 17 dpr 633/72) oltre alla e-fattura andrà emesso un ulteriore documento allegato alla stessa contenente i dati necessari all’integrazione prevista. 
Parliamo poi del caso in cui SdI (Sistema di Interscambio) scarti le fatture con datori del concessionario e/o committente privo di codice fiscale e/o numero di partita IVA ignorando la presenza di fatture semplificate per le quali la stessa normativa non dà alcun obbligo. Altra situazione calda è quella dei cosiddetti transfrontalieri per i quali il provvedimento del 30/4/2018 ha introdotto la possibilità di emettere fatture elettroniche attive (Dte) evitando così la comunicazione dei dati mensili ma di contro non ha escluso l’obbligo per le fatture ricevute (Dtr).Ultima chicca di questi giorni è l’introduzione di un nuovo registro SU SUPPORTO CARTACEO necessario per il deposito della delega per l’accesso al servizio di fatturazione e conservazione elettronica con richiesta di apposita attestazione di conformità della firma del contribuente e la consegna di una procura speciale (di cui all’aperto. 63 dpr 600/73).
Possiamo ora dire che non ci mancherà di approfondire il tema e che le danze si sono aperte... Buon divertimento.

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