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Federico Fellini: l’armoniosa capacità di un genio romagnolo

A cento anni dalla sua nascita, Luigi Mazzella ci fa riscoprire, in un’inedita chiave poetica, un regista realista e visionario che ha segnato per sempre la storia della cinematografia


23/01/2020

di Mario Pinzi


Il 20 gennaio 1920 nasceva a Rimini Federico Fellini, uno dei maggiori registi che la storia del cinema abbia mai conosciuto. Nell'arco di quasi quarant'anni di attività ha ritratto su pellicola una piccola folla di personaggi memorabili. Titoli come “Lo sceicco bianco”, “I vitelloni”, “La strada”, “Le notti di Cabiria”, “Amarcord”, “La dolce vita”, “8 e ½”, “La Giulietta degli spiriti”, “La storia della luna” sono considerati pietre miliari della cinematografia a livello nazionale e internazionale. 
A cento anni dalla sua nascita, Luigi Mazzella nel suo lavoro Federico Fellini, Federico Fellini, realista e visionario – L’armoniosa complessità di un genio del cinema (edito da Liberi in poesia, Istituto culturale del Mezzogiorno) ci fa ora riscoprire la visione del Maestro in un’inedita chiave prettamente poetica e letteraria. 
Il riferimento è con l’opera di Giacomo Leopardi. 
Partendo dall’ultimo film, “La voce della luna”, l’autore mette in evidenza il richiamo al poeta recanatese, vissuto in prima persona dal personaggio della storia essendo egli stesso un poeta. E poi il titolo, che richiama la luna, astro mistico, misterioso e affascinante, come nei Canti leopardiani. 
Come spiega nell’Introduzione Antonio Filippetti, il sogno del viaggio a Roma di Giacomo Leopardi si ritrova nell’aspirazione di Morando a lasciare la provincia romagnola, mentre la delusione del poeta recanatese durante il soggiorno romano è riconducibile alla constatazione dell’abiezione civile e morale che riscontrerà il protagonista felliniano nella capitale, pur fagocitato dalle mille luci di Via Veneto. 
Scrive Antonio Filippetti: “Solo la poesia può aiutare a vivere perché è memoria viva e attiva: le ricordanze sono il vero e forse unico bagaglio inconsumabile dell’individuo. E tutto si riaccende e rinnova finalmente se si ritrova la capacità di risalire all’innocenza del passato”. 
Il volume è stato presentato lo scorso 20 gennaio, nel giorno esatto della nascita di Federico Fellini, presso il Circolo degli Esteri di Roma. Sono intervenuti con l’autore il regista Pupi Avati e l’Ambasciatore Umberto Vattani, unico funzionario nella storia della Repubblica Italiana ad aver rivestito per due volte la carica di Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, attualmente presidente della Fondazione Italia Giappone e della Venice International University, nonché direttore generale della Fondazione Italia USA.

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