Share |

Fernando Gualtieri, il re della trasparenza pittorica, compie cento anni

Da tutto il mondo i suoi collezionisti sbarcheranno a Rimini per festeggiarlo


25/11/2019

di Mario Pinzi


Fernando Gualtieri la moglie Yvette Lichtenberg

Quello che ha fatto della Romagna una regione particolare nasce dalle signorie che l’hanno posseduta e dal ferreo potere che la Chiesa ha esercitato su questo territorio. I romagnoli sono noti per la capacità di stregare il prossimo, e questa particolare dote scaturisce dall’abuso di potere subito che ha fatto nascere nel tessuto sociale un meraviglioso desiderio di trasparenza per la verità. 
Le radici storico-culturali della Romagna sono la conseguenza di un rinascimento turbolento e da queste origini tormentate Fernando Gualtieri trova la sua vena pittorica della trasparenza.  La storia di questo artista si è svolta sullo sfondo degli avvenimenti che hanno fatto tremare il mondo intero: il Fascismo, il Nazismo e l’ultima Guerra Mondiale. La sua pittura è cresciuta assieme alla ricostruzione delle città che erano state ferite dal Conflitto, come Rimini, Parigi e Londra. 
Fernando Gualtieri nasce in Francia, a Longlaville, piccola città mineraria, il primo dicembre 1919 da genitori italiani: il padre originario di San Carlo di Cesena, la madre di Talamello. Ma la sua vita è trascorsa principalmente a Rimini, Parigi e Londra.  
Fin da bambino mostrò spiccate doti nel disegno. Iniziò a giocare a calcio – in serie A, nel Bologna e nell’Ancona – ma continuò sempre a disegnare: era attratto dai volti del cinema e questo, col tempo, l’ha messo nelle condizioni di diventare il pittore della nobiltà europea, dove veniva ospitato per mesi dalle famiglie per realizzare i ritratti delle dinastie che i turisti ammirano quando vanno a visitare i castelli. 
Durante la seconda guerra mondiale la sua abilità gli evitò di andare a combattere in prima linea perché fu chiamato a disegnare le mappe militari. In seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, il suo reparto venne fatto prigioniero dai tedeschi e avviato verso la ferrovia, con probabile meta i campi di concentramento della Polonia o della Germania. Si salvò miracolosamente dalla deportazione e riuscì a rientrare rocambolescamente a Viserba, dove ancora vi erano i tedeschi e i bombardamenti degli anglo-americani. A casa tutti i suoi disegni del passato erano spariti. I famigliari non c'erano più. Erano tutti sfollati, chi a San Marino, chi a Talamello, e Fernando li raggiunse.


Il gioco della morte

La passione per la pittura non lo aveva mai abbandonato e al termine della Guerra, mentre tutti i suoi coetanei si dedicavano al ballo e alle belle donne, lui si estraniava catturato dalla vastità del mare e rimaneva a dipingere sulle scogliere per ore, venendo definito dai passanti un ragazzo strano. 
Parigi, la capitale dell’arte, ha sempre suscitato in lui un fascino particolare e dopo aver conseguito in Italia altre esperienze, come quella calcistica, nel 1950 decide di affrontare quello che provava nel profondo dell’anima, l’amore per la pittura, e si trasferì definitivamente in Francia. Non senza difficoltà: non fu facile essere un pittore figurativo negli anni ’50, quando le correnti artistiche in voga erano altre. Parigi allora era frequentata da grandi artisti, come Salvador Dalì, Boris Vian, Jean-Paul Sartre, Albert Camus, Simone de Beauvoir e dai più noti esponenti della Belle Epoque, come Alain Delon, Brigitte Bardot, Jean Paul Belmondò e tanti altri, che lui ebbe la fortuna di conoscere nei caffè e nei bistrot.  
L’incontro con quella che poi sarebbe diventata la sua compagna di vita, Yvette Lichtenberg, una poetessa di altissimo rango, gli aprì le porte delle più importanti gallerie del mondo e lo mise in condizione di viaggiare nei quattro angoli del globo, ma ovunque si trovasse tornava puntualmente nella sua Rimini, che l’aveva tenuto in grembo durante la sua giovinezza.   
Ma non si darebbe il giusto spessore al racconto della vita di Fernando Gualtieri se non si nominassero le persone che ha conosciuto e incontrato in giro per il mondo: Barbara Rockfeller (New York), John Scrymgeour (Bermuda), Richard Atkinson (Inghilterra), Peter Sharp (New York), Mac Caig (Canada), Menjili de Corny (Marocco), Edward Kossoy (Ginevra), Mr. Weismann (Florida), e molti altri.  


Sinfonia di cristalli

Le sue opere sono oggi custodite a Talamello nel Museo “Lo splendore del reale” a lui dedicato.  Nei suoi quadri emergono la trasparenze e i riflessi dei cristalli, lo splendore dei tessuti, la perfezione dei dettagli e soprattutto una luce quasi magica, che ha conquistato e stregato il mondo intero. 
Il grande pittore compie i cento anni il primo dicembre e per festeggiarlo, oltre ai suoi famigliari, arriveranno a Rimini da tutto il mondo i suoi estimatori.

(riproduzione riservata)