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Fisco, la tregua è finita: da metà ottobre per molti torneranno i pignoramenti


21/09/2020

Con la fine dello stato di emergenza legato alla pandemia di Covid-19, il prossimo 15 ottobre finirà la tregua concessa dal Fisco per chi non ha ancora saldato il conto delle cartelle esattoriali. In altre parole terminerà il divieto di notifica delle cartelle di pagamento e riprenderanno tutti gli accertamenti esecutivi dell’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la Riscossione. 
In tale data scatterà anche il via libera alle ingiunzioni fiscali emesse da Regioni e Comuni sui loro tributi, come il bollo auto, l’Imu o la Tari. Inoltre si rimetterà in moto l’attività di riscossione forzosa nei confronti degli inadempienti attraverso il sistema dei pignoramenti. In altre parole “riprenderanno vita quelli già in corso e poi congelati” ma, soprattutto, saranno avviate “le nuove procedure per colpire i beni dei contribuenti rimasti inadempienti ai pagamenti richiesti”. 
Ma quali beni saranno pignorabili? I redditi fino a un massimo del 20% del loro importo. Inoltre lo stipendio mensile non potrà essere confiscato per più di un quinto del totale se si parla di cifre oltre i 5.000 euro, un settimo per cifre comprese tra 2.500 e 5.000 euro e un decimo se al di sotto della soglia dei 2.500 euro. 
Anche il conto corrente sul quale viene accreditato la stipendio può essere preso di mira dal Fisco, ma in questo caso solo sulla parte che eccede il limite del triplo dell’importo dell’assegno sociale che per il 2020 è pari a 459,83 euro. Perciò il limite attuale è di 1.379,49 euro. Diverso, ad esempio, il discorso per i redditi legati a un’attività imprenditoriale o autonoma, che potranno invece essere interamente pignorati. 
Per contro non potrà essere pignorata la prima casa purché essa sia l’unico immobile di proprietà del debitore, coincida con la sua residenza e sia adibita a sua abitazione. Inoltre la prima casa, per sfuggire al pignoramento, non deve essere di lusso (sono considerati tali gli immobili accatastati nelle categorie A1, A8 e A9). Così come non possono essere pignorati in un’abitazione quei beni che sono considerati fondamentali per la vita e la dignità delle persone (come ad esempio letti, frigoriferi, lavatrici, tavoli, armadi, biancheria, abiti e stoviglie). Sono esclusi però, eccezion fatta per i letti - quei mobili che abbiano un evidente valore artistico o di antiquariato. 
Fra gli oggetti esclusi dal pignoramento anche quelli di culto, l’anello nuziale, gli strumenti e gli oggetti indispensabili per l’esercizio della professione o del mestiere del debitore; gli animali da compagnia o impiegati a fini terapeutici o di assistenza (ma non quelli allevati per fini produttivi, alimentari o commerciali). Esclusi anche i viveri e i combustibili necessari per il sostentamento di un mese e tutte le polizze assicurative, nonché le pensioni di invalidità e quelle sotto i 689,74 euro.
Esclusi infine gli indennizzi previsti per malattia, maternità e povertà.

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