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Fontanot: settant'anni fra design e innovazione nel mondo delle scale

Intervista al vicepresidente Laura Fontanot, che già da bambina si intrufolava nella falegnameria del padre a curiosare nella creatività degli artigiani, degli architetti e degli ingegneri


27/10/2017

Azienda italiana fiore all’occhiello del Made in Italy nel mondo, Fontanot ha contribuito a trasformare il settore delle scale in una vera e propria oasi del design. Una storia familiare che quest’anno festeggia 70 anni e che vede, tra i protagonisti, una donna, Laura Fontanot, vicepresidente dell’azienda, che con passione ha portato l’impresa al raggiungimento di risultati eccellenti divenendo un esempio del savoir faire italiano, nonché partner d’eccellenza per grandi  progetti internazionali con affermati designer.

Il design è stato a lungo un settore che vede poche donne ricoprire ruoli dirigenziali, è ancora così? 
In parte è ancora così. Da bambina mi intrufolavo nella falegnameria dove architetti, artigiani ed ingegneri - insieme al mio babbo - immaginavano e poi, come se fosse la cosa più naturale del mondo, realizzavano le scale. Per me il design è qualcosa che sento dentro e non avrei mai potuto pensare a un altro mestiere. 
Sono stata fortunata: nel 1993 in azienda si liberò un posto nell’ufficio comunicazione e il mio babbo mi affidò questo ruolo, ma da lì in poi ho dovuto dimostrare di valere la fiducia che era stata riposta in me. Purtroppo ancora oggi, le donne devono dimostrare sempre qualcosa mentre agli uomini no. Sempre più donne, come del resto accade in altri settori, stanno scalando le gerarchie  ma  è  ancora  tutto  troppo complicato e credo che per riuscire ad emergere dobbiamo sfruttare le nostre unicità, la nostra capacità di comunicare in modo semplice e non imitare gli uomini.

Quali sono le caratteristiche che rendono moderna la Vostra azienda? 
Siamo certamente un’azienda moderna e all’avanguardia sotto molti punti di vista. Siamo coscienti di dover essere presenti su ogni canale commerciale, per sfruttare al massimo le  opportunità  di  vendita disponibili e per aumentare la visibilità e notorietà del marchio. Siamo presenti sul canale del retail, del web, della gdo e del contract con una organizzazione interna/esterna che utilizza tutti gli strumenti ad oggi disponibili per essere in contatto con i clienti. Tutto il mondo social, gli incontri “one to one” con gli  architetti,  le  presentazioni  alla  stampa etc. Tutto è orchestrato, presidiato e monitorato da persone esperte qualificate. Crediamo nella sicurezza e infatti utilizziamo il sistema gestionale SAP integrale. Per ultimo, ma non certo per importanza, anzi, siamo un’azienda managerializzata. Collaboriamo con società di consulenza specializzate per  progetti  mirati,  insomma,  siamo  i  protagonisti  dei nostri tempi, ma con occhi attenti al futuro.

Quest’anno festeggiate i 70 anni, com’è cambiato   il mercato dell’arredamento in questi decenni? 
Con la globalizzazione e la crisi economica, la differenza la fa la cura del dettaglio e l’utilizzo di nuove tecnologie. Se infatti, da un lato, vi è la spietata concorrenza, contemporaneamente la qualità e la ricerca tecnologica rivestono più che mai un ruolo da protagonista. Utilizziamo quindi per ogni nostro progetto materiali certificati assicurando standard di  sicurezza  altissimi  e  sfruttando  ogni  canale  possibile.  Da  qui  la grande importanza dell’e-commerce che integra la grande offerta del punto vendita fisico dandoci la possibilità di raggiungere un pubblico sempre più vasto. 
Certamente,  nonostante  tutto,  il  Made  in  Italy  è  ancora  un  valore aggiunto e con Milano quale piazza privilegiata tra le diverse anime dell’arredamento italiano. Paesi come la Francia o la Spagna, la Germania, l’Inghilterra e anche gli Usa ci stanno dando molte soddisfazioni, ma non solo. L’internazionalizzazione dell’offerta è la chiave per alimentare il desiderio di italianità del cliente straniero.  La mia formazione scolastica in scenografia mi ha aiutato a immaginare gli spazi e in questo lavoro l’immaginazione è fondamentale.

Fontanot   è  un’azienda   familiare: come   mai  i  brand  italiani   di maggiore  successo conservano ancora questa caratteristica? 
Mi sembra una cosa bellissima. Con mio padre Enzo, ad esempio, abbiamo una specie di rapporto simbiotico: lui è il mio mentore, un esempio da seguire sia per me che per i miei fratelli, Francesco Presidente e Michele Project Manager dell’ufficio ricerca e sviluppo, con i quali condivido le responsabilità in azienda.

Non  tutte  le  aziende  familiari  sono  un  successo,  infatti  il  segreto risiede nella passione genuina con la quale si intraprende un cammino. Lei è orgogliosa di questa azienda? 
Molto. Ma non solo perchè è “di famiglia”, ma perché penso che abbiamo  fatto  grandi  cose.  Collaborando, ad esempio,  a  progetti  incredibili  come  il Bosco Verticale e il Pavillon Unicredit. Bilanciando tradizione e modernità.

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