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Forma fisica perfetta: un business globale a nove zeri

Prima ci hanno fatto ingrassare, ora ci mettono a dieta: sono le multinazionali alimentari. Ma saranno veramente attente alla nostra salute?


30/07/2018

di Carla Albertini


Il mondo è sempre più grasso, e se non si correrà ai ripari in meno di trent'anni un quarto delle persone sarà obeso. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che delinea un triste quadro anche per il nostro Paese: un italiano su tre è in sovrappeso e le taglie XXL sono 6 milioni, con una media di 100 mila casi in più ogni anno. Ma non solo. I bambini italiani sono i più grassi d’Europa: il 21% dei maschi e il 38% delle femmine. 
Questa epidemia comporta per il sistema sanitario italiano ingenti costi, che sono pari a 4,5 miliardi di euro e che arrivano a 9 miliardi se si calcolano anche i fattori sociali derivanti 
Ma a cosa dobbiamo tutto questo? In linea di massima all’enorme business che si cela dietro alle grandi multinazionali, che prima ci fanno ingrassare con i loro prodotti, poi ci fanno mettere a dieta, traendone altrettanto profitto. 
L’industria alimentare ci ha fatto lievitare per anni proponendoci snack e barrette ipercalorici, succhi di frutta e bevande gassate piene di zuccheri, cibo spazzatura in busta da riscaldare per due minuti al microonde. Ora questo stesso sistema si è accorto che è molto più redditizio proporre sul mercato cibi light, barrette sostitutive, cibi “senza” e con pochissimi grassi, ma molto più costosi. Questo perché quelle stesse persone, che prima sono state ingrassate, ora sono alla disperata ricerca della forma fisica perfetta e di uno stile di vita più salutare. Numeri alla mano: il business globale delle diete vale 500 miliardi, mentre a 300 miliardi ammonta il valore dei prodotti dietetici venduti in Italia. 
Ecco quindi che realtà del calibro di Mc Donald’s, Heinz, Unilever, Danone, Coca Cola, Nestlé, Kellogg’s e Kinder (solo per citarne alcune), si danno da fare a suon di marketing nutrizionale e attività di comunicazione mirate, per venire incontro a queste mutate esigenze dei consumatori. Attività certamente onorevoli, ma anche molto remunerative. 
Ben vengano comunque prodotti funzionali e salutistici, cibi “non Ogm”, senza olio di palma e senza edulcoranti artificiali, ma occhio sempre e comunque all’etichetta: l’Efsa, vale a dire l’autorità europea per la sicurezza alimentare, boccia mediamente il 90% delle richieste di campagne pubblicitarie salutistiche avanzate da parte dei produttori industriali. 
Insomma, pollice verso alle diete e alla forma fisica, ma con un occhio sempre attento alla salute…

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