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Fra i fantasmi della “Città degli angeli” e i suoi gangster di strada

Torna con un adrenalinico thriller Ryan Gattis, mettendo in scena uno scassinatore professionista dal cuore d’oro ingaggiato dalla Dea


10/02/2020

di Lucio Malresta


Lo avevamo imparato a conoscere, l’americano Ryan Gattis, quattro anni fa grazie al romanzo Giorni di fuoco (All Involved il titolo originale), frutto di due anni mezzo di lavoro di documentazione, nel corso dei quali l’autore aveva incontrato direttamente i protagonisti delle sei drammatiche giornate del 1992, passate alla storia come la “rivolta di Los Angeles”. Ovvero un guazzabuglio di sommosse a sfondo razziale che si dipanarono fra il 29 aprile e il 4 maggio di quell’anno, con saccheggi e aggressioni, incendi dolosi e omicidi, nonché danni stimati in oltre un miliardo di dollari. 
Miccia di quella mezza rivoluzione era stata l’assoluzione, da parte del locale Tribunale, dei quattro poliziotti coinvolti nel pestaggio di Rodney King, un tassista nero - conosciuto per diverse comparsate televisive - che non si era fermato al loro ordine. Risultato? Un romanzo adrenalinico e devastante, coraggioso quanto sovversivo, impregnato di scene di guerriglia urbana e di sogni infranti, di brutalità e di regolamenti di conti, con al seguito una scia di decine di morti. 
Per la cronaca Ryan Gattis, insegnante e scrittore (al suo attivo vanta alcuni romanzi e antologie di racconti), vive e lavora nella Città degli Angeli, dove si propone come membro di “UGLARworks”, una crew di arte urbana, e di “1888”, una compagnia non profit per la difesa e la diffusione del patrimonio culturale e letterario. 
Una penna, accattivante e tagliente al tempo stesso, che ora torna sugli scaffali con Uscita di sicurezza (Guanda, pagg. 334, euro 20,00, traduzione di Katia Bagnoli), un thriller ad alta tensione (a sua volta ambientato a Los Angeles, ma nel 2008), dal ritmo martellante come la musica del Bolero di Ravel, che è stato benedetto - per la sua piacevolezza narrativa - da numeri uno del calibro di Michael Connelly e Paula Hawkins. Ma anche una storia trascinante di un “gangster dal cuore d’oro” che si nutre “di un uso tagliente dello slang e una struttura narrativa a prova di bomba”. 
A tenere la scena in questo romanzo, raccontandosi in prima persona, è Ricky Mendoza Junior, alias Ghost, uno scassinatore professionista dal passato turbolento - una giovinezza da eroinomane, il dramma di una malattia al cervello e lo spettro di un amore mai dimenticato - che viene ingaggiato dalla Dea, una delle agenzie federali antidroga che fanno capo al Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti volta a combattere il traffico di stupefacenti e a far rispettare la legge sulle sostanze controllate. Il motivo? Farsi dare una mano ad aprire le casseforti dei narcotrafficanti, i padroni incontrastati dei sobborghi della città. 
E Ghost non manca di fare il suo “dovere”, facendone scattare i meccanismi di apertura e aiutando in questo modo gli agenti nel loro lavoro di pulizia. Peraltro senza mai fare domande (Quando faccio questi mestieri da fabbro - annota sornione - per il resto del mondo sono un fantasma). Ma il 2008 è anche l’anno zero di una crisi senza precedenti: la Lehman Brothers sta finendo a gambe all’aria (e dire che le agenzie di rating, mentendo, l’avevano accreditata del massimo punteggio) e il crollo dei subprime inizia a pesare in maniera insostenibile sulle famiglie più povere. Inoltre, con il crollo dei posti di lavoro, la situazione diventerà insostenibile, soprattutto nei quartieri dove le cose andavano già male “senza bisogno di motivi”. 
In un contesto simile, scassinare casseforti è un’occasione per fare giustizia: rubare ai ricchi per dare ai poveri, anche a costo di inimicarsi i Signori della droga di Los Angeles e complicare i piani di redenzione di Rodolfo Rudy Reyes, alias Glasses un ex trafficante ora al soldo della Dea… 
Come da note editoriali Uscita di sicurezza, ambientato in una città spettrale segnata dai suoi traffici illegali, si propone alla stregua di “un thriller vibrante, capace di raccontare l’etica dei nostri tempi attraverso il mondo sordido del crimine e delle sue contraddizioni”. Dando voce alla vita di strada, per certi versi brutale e per altri inaspettata; dove se ti finiscono in tasca soldi che non sono tuoi prima o poi qualcuno li verrà a pretendere. E allora saranno guai. “Perché in questa vita si è al sicuro soltanto da morti”. 
Ferma restando una corretta annotazione dell’autore a margine del suo libro: “Ho trovato in Dreamland: The The True Tale of America’s Opiate Epidemic, scritto da Sam Quinones, una lettura fondamentale per la scrittura di questo libro. Senza la sua indagine sull’epidemia provocata dalle prescrizioni mediche di antidolorifici, e sui trafficanti di eroina che ne traggono vantaggio, avrei saputo molto meno sui ranchos di Nayarit, sugli Xalisco Boys e sull’Opetrazione Tar Pit”. Leggere per capire e rendersene conto.

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