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Fra i segreti di Buckinghan Palace, dal 1837 cuore pulsante della monarchia britannica

A farci da guida Enrica Roddolo, una penna del Corriere della sera che, in una ventina e passa di libri, ha percorso in lungo e in largo le storie delle case reali europee. Addentrandosi da protagonista nelle abitudini - e nei segreti - di principi e re, regine e principesse…


15/06/2020

di VALENTINA ZIRPOLI


Subito una annotazione controcorrente: in tutta onestà le traversie dei reali di Inghilterra - complice una marea di (finti) esperti che, giorno dopo giorno, ci inondano di notizie rielaborate a uso e costume della massa - ci hanno stufato. Come se esistessero a questo mondo soltanto loro, i rappresentanti della famiglia più chiacchierata della storia, i cui componenti ne hanno combinato di tutti i colori. Facendo peraltro impazzire quella povera donna della regina Elisabetta, che in tanti anni di regno ne deve aver dovuto deglutire parecchie. Anche se non si è mai lasciata mettere i piedi in testa né dai figli né tanto meno dalle nuore e dai nipoti. Lei che ha dimostrato ancora una volta, in questi ultimi mesi segnati dal dilagare della pandemia, tutta la sua energica forza di prima guida nonché punto di riferimento per il Paese. 
Insomma, quando si parla di reali, tutti si spacciano per esperti, tutti hanno qualcosa da dire, gossip da raccontare o, peggio ancora, da inventare. Per contro si sommano sulle dita di una mano coloro che possono davvero vantare di avere le mani in pasta. Come nel caso di Antonio Caprarica (che Mauro Castelli ha intervistato per questa testata in occasione dell’uscita, lo scorso novembre, del suo libro La regina imperatrice) e di Enrica Roddolo, quotata giornalista del Corriere della Sera, nata a Cuneo il 16 gennaio 1968 ma da tempo milanese dì adozione. 
Lei che ha nutrito la sua giovinezza di una passione allargata alla danza classica, all’arpa, al pianoforte e alla pittura; lei portatrice di un debole dichiarato per Gabriele d’Annunzio, Umberto Eco e Italo Calvino, con la recente quanto piacevole riscoperta di Gianni Rodari; lei sposata con Guido Santevecchi, corrispondente da Pechino del Corsera, dal quale ha avuto Enrico, un genietto di otto anni capace di metterli a dura prova; lei che per i tipi della Cairo ha dato in questi giorni alle stampe I segreti di Buckingham Palace (pagg. 238, euro 16,00). Guadagnandosi a tamburo battente i complimenti di Gianni Ippolito, attuale corrispondente da Londra del suo giornale, il quale l’ha definita “la più grande esperta di retroscena delle questioni reali”. 
Peraltro a ragione, in quanto - come nel caso di questo suo ultimo lavoro - ha attinto non certo dal “sentito dire” ma dal suo vissuto, quello che l’ha vista occuparsi a lungo di Royals e frequentare di persona le diverse corti europee, in primis quella inglese. Da qui la sua capacità, per certi versi unica, di addentrarsi con leggerezza e da protagonista (aveva iniziato diversi anni fa con la storia dei Grimaldi, facendosi carico di un incontro al vertice in quel di Montecarlo) nelle abitudini - e nei segreti - di principi e re, regine e principesse. 
Enrica Roddolo, si diceva, che tiene subito a precisare - per poter parlare dei Windsor, del loro mondo, della loro storia e di come gli inglesi percepiscono i loro sovrani - di aver attinto dalle sue esperienze di vita. Rifacendosi, ricorda, “al periodo in cui viveva a Londra e abitava in Bow Lane da dove, affacciandosi, poteva vedere la cattedrale di St Paul’s. Un periodo in cui aveva potuto indagare, studiare, capire; un periodo peraltro arricchito da confronti importanti nei più diversi campi”. In tal senso assicurando - scusate se è poco - di aver incontrato il principe ereditario Carlo, sua moglie Camilla (duchessa di Cornovaglia), il principe Andrea, Sarah Ferguson, Henry duca del Sussex, oltre ad aver partecipato a un Garden party con la regina Elisabetta II proprio a Buckingham Palace. 
Regina che, per la cronaca, lo scorso dueuelle legate al “periodoin cui ho potuito considerare Londea giugno ha festeggiato i 67 anni di Regno: la solenne cerimonia della sua incoronazione di stampo medievale era infatti avvenuta nel 1953 a Westminster Abbey. Una cerimonia seguita da ventisette milioni di persone e “costata” sedici mesi di preparativi visto il “complesso cerimoniale e il rigoroso simbolismo da seguire”. Un evento durato tre ore, che si era concluso con il viaggio di Elisabetta II, “sotto una pioggia dispettosa, sul cocchio dorato diretto a Buckingham Palace appunto per il saluto al mondo dal famoso balcone”. 
Già, Elisabetta II, la sovrana dei record, che già nel 2015 aveva sorpassato per longevità di regnante l’ava Vittoria. Per la quale, se è al lavoro o sta prendendo il tè del pomeriggio a Buckingham Palace, sventola il Royal Standard con i Leoni d’Inghilterra e il Leone rampante scozzese. Se per contro è fuori Londra viene invece issata la bandiera del Regno, la cosiddetta Union Jack. 
Per la cronaca, e qui veniamo al dunque, Buckingham Palace è dal 1837 il cuore pulsante della monarchia britannica, oltre che una delle mete più ambite dai turisti di mezzo mondo. D’altra parte il fascino esercitato dalla famiglia reale inglese - nonostante le nostre personali considerazioni - non è mai diminuito nel corso degli anni, ma “è innegabile che parte di quel fascino sia giocato anche dall’edificio che la ospita”. Un edificio che in realtà non sono in molti a conoscere a fondo. 
E allora affidiamoci a Enrica Roddolo (donna, a suo dire, dal carattere “perseverante”) per visitare sulle ali della fantasia e della storia questo “edificio-icona che ha fatto sognare generazioni di persone”. Lasciandoci trascinare da una penna capace di far battere il cuore mentre racconta le vicende dell’amata quanto discussa Royal Family. Regalando peraltro al lettore, e soprattutto alle lettrici, curiosi retroscena, aneddoti, interviste e incontri esclusivi. Ripercorrendo, quasi senza darlo a vedere, due secoli di storie d’amore, di rivalità e di passioni, di guerre e di pace”. Facendoci partecipi delle vicende che vanno da re Giorgio III alla regina “nera” Charlotte, da Vittoria e il suo amore per il marito Alberto sino a Carlo, Diana e Camilla, per non parlare dei giovani principi William e Harry. 
Il tutto a fronte di un racconto che parte appunto dal celebre balcone (dove già nel 1947 si erano affacciati Elisabetta e Filippo, dopo quel loro che aveva spezzato la tristezza dei primi anni del secondo Dopoguerra, quando Londra era ancora un brulicare di macerie), per arrivare alla sala dei banchetti ufficiali, e via via sino alla “Music Room dove storicamente sono stati battezzati, con acqua del fiume Giordano, gli eredi al trono”. 
Insomma, un libro che trasuda curiosità e aneddoti. Che si rifà ad esempio alla presenza di una Elisabetta bambina che, appena arrivata a Palazzo, avrebbe voluto percorrere i lunghissimi corridoi in bicicletta (e magari l’avrà anche fatto); ai 400 addetti alle necessità correnti; agli incontri di capi di Stato, di persone famose o di altre omaggiate con onorificenze. Ma anche regalando spaccati di vita quotidiana della coppia reale: con Elisabetta “attenta e saggia” e Filippo “spavaldo ed energico”, tanto da essere stato soprannominato in gioventù Dynamo. E se anche in pubblico lui si è sempre proposto come il numero due, ovvero un passo indietro a Sua Maestà, in famiglia la musica è stata certamente diversa… 
Ed è sempre qui, nel Palazzo, che nella camera di Anna, unica figlia femmina di Elisabetta e Filippo, Diana, la principessa triste (e un po’ birichina) che aveva portato a Corte una sferzata di energia creativa, provò “il suo abito sognante per le nozze con Carlo a St Paul’s Cathedral”. Una stanza peraltro vissuta da Anna - la donna meno romantica, ma certamente più energica della famiglia - con lo stesso dinamismo del padre, senza farsi condizionare dalla moda, ma anche sorretta dalla stessa concretezza della madre”. 
E via via a inanellare ricordi, l’autrice, come quello legato al primo divorzio reale dai tempi di Enrico VIII (quello fra Margaret e Antony Armstrong Jones), oppure quelli che avevano accompagnato la breve vita terrena di Diana, i suoi sconfinamenti, i tanti fiori e le tante lettere che “affollarono” i cancelli di Buckingham Palace e di Kensington Palace dopo la sua prematura morte in un incidente: “l’omaggio emotivo, corale, di un Paese e di un mondo intero. Il mondo di quanti si erano riconosciuti nella spontaneità, ma anche nella fragilità di questa Principessa dei Cuori”. 
E poi eccola ancora raccontare, Enrica Roddolo, del battesimo nella Music Room di Buckingham Palace del principino Andrea; dell’indagine scomoda, all’inizio del 2000, sul futuro della monarchia da parte della sinistra inglese, oltre che di angolature di storia dimenticate dai più. Qualche esempio? Le spese folli di Giorgio IV, l’amore della regina Vittoria e del principe Alberto, le bombe che durante la Seconda guerra mondiale quasi costarono la vita a Giorgio VI e a sua moglie, i mobili dozzinali con i quali il principe Filippo aveva arredato il suo studio. 
Senza ovviamente trascurare i protagonisti di oggi e la battaglia in corso per la successione al trono. Toccando con garbo la vicenda umana di Harry e Meghan, il cui “gran rifiuto” li ha visti lo scorso primo aprile uscire dal circuito degli obblighi (oltreché dei privilegi) dei working Royals. Fermo restando che il loro primogenito Archie, per il quale non hanno voluto alcun titolo, “principe lo diventerà di diritto quando nonno Carlo salirà al trono”. 
Insomma, una miniera di informazioni che finiscono per tirare in ballo di tutto e di più: ad esempio giardini e giardinieri, il maestoso quanto imponente arco di trionfo marmoreo Marble Arch, oppure uno dei Garden Party più attesi del Novecento, quello del luglio 1947. Party nei quali, dopo il matrimonio con William nel 2011, Kate era diventata di casa… 
Che dire: se avete un debole per i reali inglesi, se siete a caccia di scoop anche delicatamente pruriginosi, se volete sapere tutto o quasi tutto sui segreti che tengono e hanno tenuto banco a Buckingham Palace, questo libro di Enrica Roddolo rappresenta una soluzione alle vostre curiosità. In quanto la sua penna sa raccontare piccole e grandi storie (sempre vere) in modo coinvolgente, emotivo, giocando le sue migliori carte nel non facile ambito della divulgazione. Leggere I segreti di Buckinghan Palace per rendersene conto.

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