Share |

Fra prodotti taroccati e pesci lasciati scongelare al sole la truffa nel... piatto è servita

Lo scorso anno le sofisticazioni e le adulterazioni alimentari sono infatti aumentate del 30 per cento


20/01/2020

di Artemisia


Non solo prodotti alimentari taroccati e spacciati per Made in Italy le truffe riguardano anche la qualità. Stiamo parlando di pesci lasciati scongelare sotto il sole e ricongelato, del tonno marcio, di carni coperte dalla muffa, di sacchi di riso lasciate in depositi infestati da topi, e poi formaggi infestati da parassiti, di vini prodotti senza uva. Fa rabbrividire il Rapporto dei Carabinieri dei Nas 2019 su sofisticazioni e adulterazioni alimentari presentato alla conferenza "Salute e agroalimentare", organizzata a Roma dal Comando dei reparti specializzati dei Carabinieri diretti dal Generale Claudio Vincelli. 
I casi più eclatanti sono cresciuti di ben il 30%. I Nas hanno perlustrato negozi e supermarket, depositi per l'ingrosso e allevamenti, ditte agricole e case vinicole. Da queste ispezioni è emerso che un'attività su tre è risultata irregolare, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di infrazioni amministrative. Ma sotto sequestro sono finite comunque 105mila tonnellate di merci per un valore di 147 milioni. 
Le organizzazioni malavitose stanno adottando tecniche sempre più sofisticate per aggirare i controlli e ingannare i consumatori. Talvolta riescono a spacciare un vino scadente o di scarsa qualità per uno pregiato costringendo gli ignari consumatori a sborsare anche un paio di centinaia di euro. 
È quanto è accaduto al falso Tignanello, bottiglia di "supertuscan" venduta a più di 200 euro, ma che in realtà conteneva addirittura uva da tavola. I responsabili sono stati rintracciati e sanzionati ma siccome le bottiglie erano anche esportate sarà difficile recuperare il danno di immagine per il nostro vino di alta qualità all' estero. 
Un altro caso ha ricevuto anche il nome fantastico di "Ghost wine". Ovvero un vino che non era tratto dall’uva anche se nell’etichetta era indicato come Doc o Docg. L’operazione dei carabinieri ha portato a 11 misure cautelari, con l'accusa di associazione a delinquere per i produttori. 
Oltre al vino, l’olio è tra i prodotti alimentari più contraffatti. La truffa più diffusa è quella di spacciare per extravergine di oliva un olio in realtà composto da una miscela di estratto di semi di soia. E per rendere più veritiero il prodotto viene colorato poi con clorofilla e carotenoidi. Molto diffusi nei negozi alimentari con cibi esotici, sono i granchi cinesi, vietati non solo perché pericolosi per l'ecosistema, ma anche per la salute. Dannosi sono i prodotti scongelati senza alcuna precauzione e ricongelati. Questo vale in particolare per il pesce. Ma non è che con la carne si può stare più sicuri. Sono state scoperte a Latina, in una cella frigorifera, bistecche e fettine ricoperte di muffa con «gravissime carenze igieniche strutturali». Le stesse riscontrate anche per farine, pane e pasta, mentre a Torino e Cremona ben cinque aziende conservavamo centinaia di tonnellate di riso in silos invasi da escrementi di topo. 
Il generale Gerardo Iorio, al comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro, ha sottolineato che quasi sempre la frode alimentare si accompagna allo sfruttamento di chi lavora per imprenditori senza scrupoli. 
Al servizio di caporali e sfruttatori non sono soltanto immigrati spesso irregolari. Nella rete finiscono sempre più italiani. Nel 2019 ne sono stati scoperti 239 mentre nel 2018 erano 105. 
Numeri che devono far riflettere.

(riproduzione riservata)