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Fra storia e notizie di prima mano il percorso dell'Ordine dei templari

A raccontarlo è Edgardo Marziani, pediatra di livello, il quale si addentra nella complicata tematica, forte del suo ruolo di ricercatore in campo esoterico


07/06/2018

La storia dei templari, per noi comuni mortali, si identifica in una realtà dalle variegate sfaccettature, non sempre definite in modo chiaro. In una parola sola, accessibile. Anche perché il percorso di questi uomini, lungo mille anni, è costellato di luci e di ombre, oltre che sorretto da una letteratura discordante. “Opere pubblicate - secondo Edgardo Marziani che questa realtà la vive in prima persona - a volte a proposito e la maggior parte a sproposito”. Come dire, non sempre quello che ti viene proposto risulta agganciato alla realtà dei fatti. 
Ecco quindi Marziani, da una vita attento ricercatore in campo esoterico (“Sono sempre stato affascinato da tutto quello che di sconosciuto può regalare benefici per l’uomo”), dare voce a due pubblicazioni che, pur nella loro complessità, “intendono rappresentare un “modesto stimolo alla riflessione” su come questo Ordine, “storicamente esistito, abbia posto le basi e le fondamenta per la sua stessa sopravvivenza”. Regalando ovviamente spazio, pagina dopo pagina, al ricco tessuto di simbologie che, via via, si rifanno a un percorso ricco di significati specifici sconosciuti ai più. 
In effetti la storia dei templari, lo ricordiamo a titolo di sommaria conoscenza, affonda le sue radici intorno al 1100 in Terra Santa, in quel periodo al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate al traino della Prima crociata, quella indetta da papa Urbano II al concilio di Clermont nel 1096. Stando a quanto raccontavano i cavalieri di ritorno da quelle zone calde (così le chiameremmo oggi) le strade della Terrasanta erano infestate da predoni e fanatici, pronti a depredare i pellegrini provenienti da tutta Europa. Bisognava quindi provvedere in qualche modo. Nacquero così diversi ordini religiosi con lo scopo di garantire l’incolumità dei devoti in visita a Gerusalemme. 
Il primo dei quali fu l’Ordine dei canonici del Santo Sepolcro, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione. Subito dopo vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell’Ospedale e quello del Tempio che, secondo teorie non da tutti accettate, risalirebbero agli anni 1118-1120. Ferma restando anche la nascita dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis (“Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone”), meglio noti come cavalieri templari o semplicemente templari. 
Questo ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l’appoggio di Bernardo di Chiaravalle. E il doppio ruolo di monaci e combattenti, che contraddistinse l’Ordine templare negli anni della sua maturità, suscitò naturalmente perplessità in ambito cristiano. 
Va inoltre ricordato che, strada facendo, questo ordine (composto da cavalieri che portavano un mantello bianco con croce rossa - “Perché Cristoforo Colombo - si chiede l’autore - per le sue caravelle usò stendardi e vele simili?” - e da scudieri che vestivano di bruno) si sarebbe dedicato anche ad attività agricole, oltre che a quelle finanziarie. In altre parole gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire un avanzato e capillare sistema bancario. 
In tale ambito l’ordine si propagò, diffondendosi anche in Europa (specialmente in Francia, Inghilterra, Aragona, Portogallo) e costruendo moltissime chiese a somiglianza di quella di Gerusalemme, che ebbero sempre il nome di Tempio. Inoltre, per la cronaca, i templari si sarebbero distinti sui campi di battaglia a Tiberiade (1187), Gaza (1244), Al-Manṣurā (1250) e a San Giovanni d’Acri (1291). 
Insomma, cresciuto in potere e ricchezza, questo ordine - che si era accasato a Cipro - si inimicò il re di Francia Filippo il Bello, peraltro manipolato dal suo guardasigilli Guillaume de Nogaret. Al quale faceva comodo azzerare l’enorme debito contratto dal re nei confronti degli appartenenti all’ordine: infatti la legge canonica del tempo prevedeva che chi veniva accusato di eresia perdeva tutti i crediti contratti e tutti i propri averi. Risultato? La sua dissoluzione, attraverso un drammatico processo, avvenuta nel 1312 a seguito della bolla Vox in excelso di papa Clemente V che sospese l’ordine in via amministrativa. Tuttavia in altre parti d’Europa la repressione non fu altrettanto spietata: in Inghilterra, ad esempio, ci si limitò alla confisca dei beni, in Spagna i templari furono assimilati ai cavalieri di Calatrava, mentre in Portogallo si trasformarono nei Cavalieri di Gesù Cristo. 
E questo, per sommi capi, è quanto. Fermo restando che nell’immaginario popolare la figura dei templari rimane misteriosa quanto controversa, anche per via delle dicerie - accasate fra il XVIII ed il XIX secolo - relative a strani riti nonché a un legame mai avuto con la massoneria (nata peraltro quattro secoli dopo la sospensione dell’ordine). 
Ma torniamo al dunque, ovvero a Edgardo Marziani, Commendatore della Comanderia Le Phenix del Principato di Monaco, laureato in Medicina e chirurgia, portatore di diverse specializzazioni in Pediatria, Neonatologia e Patologia neonatale, Adolescentologia clinica e sperimentale, oltre a competenze specifiche in Endocrinologia ed Ecodopplermetria cerebrale neonatale. Una figura professionale di vasta esperienza maturata presso diversi centri ospedalieri della Lombardia, ferma restando la libera professione attualmente esercitata a Legnano (Milano).


Da sempre attento ricercatore in ambito storico, Marziani (nato a Tradate, in provincia di Varese, il 28 marzo 1965) sarebbe entrato in contatto casualmente con l’Ordine del tempio del Principato di Monaco (“Tutto nacque dall’’incontro con un altro cavaliere templare, peraltro profondo conoscitore dell’arcangelo Michele”) diventandone ben presto membro attivo. Ruolo che lo ha portato a dare voce a due pubblicazioni, entrambe edite da BastogiLibri: Eggregore. Il pensiero che diventa realtà (pagg. 48, euro 10,00) e Templarità e Templarismo. Credo templare e cammino gnostico verso la verità (pagg. 180, euro 20,00). I cui proventi saranno devoluti, attraverso l’associazione monegasca “Ordre des Templiers de Jerusalem”, all’attività della Amade-Monavo attiva nell’aiuto ai bambini. “Sì, perché questo ordine, riconosciuto dalle chiese anglicana e ortodossa e del quale facevano parte anche il rimpianto principe Ranieri e la moglie Grace Kelly, si muove all’insegna della filantropia. Ad esempio supportando a Montecarlo una Accademia di studi alla quale tutti possono accedere gratuitamente, con eventuali donazioni a piacere da devolvere in beneficienza”.   
Due lavori, si diceva, voluti dall’autore “per lasciare una piccola traccia del suo percorso, ma anche per elevarsi attraverso una attenta ricerca spirituale”. Due lavori - frutto di confronti e di approfondite letture (ad esempio quelle della romana Barbara Frale, “alla quale si deve la riscoperta della pergamena di Chinon”) - nei quali Marziani non manca di porsi una serie di domande, anche di stretta attualità, alle quali cerca di dare risposte quanto meno plausibili. 
Ed è questa la parte che maggiormente riesce a catturare l’attenzione del lettore, trascinato alla riflessione dal suo acume e dal suo buon senso. Tanto è vero che, in chiusura di testo, il “nostro” cavaliere si lascia andare a una condivisibile esortazione: Che Dio ci dia la capacità di riconoscere la verità, la forza di difenderla, la volontà di perseguirla.

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