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G.I.Ma., il "gourmet" dell'alimentazione bovina

Il Gruppo reggiano, leader nei mangimi di alta qualità, punta su prodotti sani (senza antibiotici) per ridurre il costo sanitario: ogni anno in Italia vengono infatti spesi 6 miliardi di euro per fronteggiare problemi derivanti dalla nutrizione


29/01/2018

Alfredo Mignini, Presidente

Uno dei motivi che negli ultimi anni hanno determinato un calo nel consumo di carne da parte degli amanti del wellness è la dubbia qualità dell’alimentazione delle mucche. Anche se in Italia i controlli sono più rigidi che negli altri Paesi europei e la provenienza italiana è garanzia di qualità e sicurezza, resiste la convinzione che i mangimi dei bovini siano ricchi di sostanze chimiche per favorire il rapido sviluppo dell’animale e quindi la macellazione intensiva. 
Il gruppo G.I.Ma., leader nella produzione di mangimi di alta qualità nel mercato libero, è quello che più di altri ha fatto della sicurezza e della qualità dell’alimentazione delle mucche il suo obiettivo prioritario, portando il proprio fatturato a 120 milioni di euro, di cui il 75% è dovuto alla vendita di mangimi destinati all’alimentazione degli animali da cui derivano i prodotti di largo consumo maggiormente apprezzati dai consumatori del mondo (prosciutti, formaggi e latte).  Se la mucca mangia meglio tutta la filiera se ne avvantaggia, garantendo all’uomo una terza età sicura e “frizzante”. 
L’azienda con 120 dipendenti prevede di chiudere il 2017 con una crescita del 4% superando i 125 milioni di euro. Uno dei core business del Gruppo è la produzione e commercializzazione di mangimi per bovini. L’attenzione di G.I.Ma. si è rivolta in particolare a quello che è il momento più delicato della vita di una mucca, cioè il parto. Il parto e il postparto sono periodi molto difficili per le bovine da latte. Spesso si ammalano e sono soggette a patologie classiche di questa fase di allattamento. Patologie come febbre e ingrossamento del fegato  che, se prevenute, azzerano l’utilizzo degli antibiotici. G.I.Ma. ha creato un mangime “magico” che non fa ammalare gli animali e fa risparmiare ingenti cifre all’allevatore. 
Al momento questa novità assoluta, frutto della Ricerca di G.I.Ma., è richiesta da oltre 2 mila allevatori che alimentano oltre 200 mila vacche all’anno, raggiungendo un fabbisogno pari a 1,7 milioni di quintali. Il 70% dei mangimi prodotti è destinato alle vacche il cui latte viene impiegato nella produzione di Formaggi DOP, un settore che solo in Italia sviluppa un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, con un export che raggiunge i 2,8 miliardi. Di questi, i più venduti e consumati al mondo sono il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, che vantano un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro. Il restante 30% è destinato ad alimentare animali per la produzione di altre eccellenze del  made in Italy, quali ad esempio il Prosciutto di Parma, che raggiunge un giro d’affarti pari a circa 1,5 miliardi di euro. 
Una sana alimentazione dei bovini contribuisce a ridurre sensibilmente il costo sanitario degli Stati. In Italia, ogni anno, vengono spesi circa 6 miliardi di euro per fronteggiare i problemi che nascono dalla nutrizione.

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