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Gima “alleva” la nostra salute

L’azienda reggiana, attiva nei mangimi (giro d'affari 2018 in crescita del 6%), investe 20 milioni di euro nella cura degli animali


21/10/2019

La salute dell’uomo comincia a tavola e questo vale anche per gli animali. Per raggiungere la massima qualità, Gima, azienda leader nella produzione di mangimi – che impiega 120 dipendenti e ha chiuso il 2018 a 130 milioni di euro con una crescita del 6% – si  occupa direttamente di allevamento di suini e bovini per garantire al consumatore una qualità unica della carne. 
«Per perseguire la nostra mission abbiamo ritenuto indispensabile gestire degli allevamenti sperimentali per perfezionare il mangime dei bovini e dei suini», spiega il Presidente di Gima, Alfredo Ettore Mignini. Poi precisa: «Un’azienda come la nostra, che ha fatto della qualità il proprio scopo fondamentale, ha l’obbligo di garantire al comsumatore un prodotto di qualità unico al mondo. Ad oggi riusciamo ad immetere sul mercato circa 140.000 suini all’anno di 170 Kg di peso vivo, allevati secondo i nostri standard con prodotti certificati UNI EN ISO 9001:2015». 
La sfida lanciata da Gima ha richiesto investimenti pari a 20 milioni di euro ma che saranno ampiamente compensati attraverso la fidelizzazione dei propri clienti. Con questa scelta il made in Italy si presenterà ai mercati mondiali con standard di qualità insuperabili e Gima sta stimolando tutto il settore europeo a difendere la salute del consumatore. «Il futuro è questo: la genuinità a tavola si tutela solo se l’animale mangia sano e per farlo occorre gestire in prima persona gli allevamenti», afferma Antonio Mignini Amministratore Delegato e Direttore Generale di Gima. 
L’animale è seguito giornalmente da veterinari che verificano costantemente il benessere e il rispetto degli standard di salute. Una particolare attenzione è rivolta alle oltre 6.000 scrofe destinate alla riproduzione. Nulla è lasciato al caso. Gima ha voluto far propria tutta la filiera, dalla nascita, alla crescita fino alla macellazione dei suini non accontentandosi di produrre mangimi che, arrivati negli allevamenti, avrebbero potuto essere mescolati con altri ingredienti. Solo il controllo totale può essere garanzia di alta qualità e questa è la mission dell’azienda. 
«Ci auguriamo che col tempo il consumatore pretenda di conoscere l’origine dei mangimi prima di acquistare il prodotto», conclude Antonio Mignini. 
L’azienda prevede di chiudere il 2019 con 140 milioni di euro (+7%).

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