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Gli americani conquistano Italo ed entrano a gamba tesa nel business ferroviario


12/02/2018

di Artemisia


Un altro pezzo di Italia passa in mano agli stranieri. E questa volta non ha solo un valore industriale ma strategico. Ntv con il treno Italo, nato per sconfiggere il monopolio di Trenitalia e aprire alla concorrenza il settore del trasporto ferroviario, viene acquisito dagli americani. Il fondo Usa Global Infrastructure Partners ha messo sul tavolo un’offerta di quelle che non si possono rifiutare, quasi 2 miliardi di euro (1,980 miliardi di euro). Per l’azienda, fortemente voluta e tenuta a battesimo da Luca Cordero di Montezemolo nel 2012 insieme a Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone, è stata una decisione sofferta. Sul tavolo c’era anche l’ipotesi della quotazione in Borsa del 40% che ora però sarà ritirata. Dopo quasi sei ore di discussione, il consiglio di amministrazione di Italo ha deciso di accettare l’offerta di acquisizione del 100% del gruppo anche a fronte di un ritocco al rialzo di 80milioni rispetto al piano iniziale. Il rilancio è servito ad eliminare ogni dubbio e ha portato i soci ad accogliere l’allettante proposta degli americani, investitori specializzati in infrastrutture che gestiscono 40 miliardi di dollari, il 3% del Pil italiano. 
Ai 2 miliardi si aggiungono i 450milioni di debiti che il fondo Usa si accollerà. 
A favore della quotazione in Borsa si erano espressi i soci industriali, oltre ai vertici di Italo-Ntv, l’amministratore delegato Flavio Cattaneo e il presidente Luca Cordero di Montezemolo, che potrebbero comunque rimanere alla guida dell’azienda. Anche il governo (non si capisce a che titolo dal momento che Italo è interamente privata) aveva caldeggiato la soluzione dell’ingresso a Piazza Affari. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dell’Economia Pier Carlo Padoan avevano diffuso un inusuale comunicato per dire che la quotazione in Borsa della società «rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo». 
Parole però che sono cadute di fronte al rilancio del fondo Gip. Con due miliardi sul tavolo era difficile dire no. 
Ora saranno gli americani a gestire il futuro del gruppo che dal 2012 fa concorrenza al Frecciarossa di Trenitalia sull’Alta Velocità e che nell’ultimo anno - dopo alcune difficoltà – ha avuto numeri in netta crescita. 
C’è da chiedersi come mai non si sia fatto avanti nessun gruppo italiano. Il settore è strategico e sarebbe ingenuo pensare che gli americani non abbiano già in mente un progetto di potenziamento. Il trasporto su rotaie sta diventando sempre più importante a fronte delle difficoltà delle linee aeree e dell’ingolfamento della rete viaria. Lo sviluppo esponenziale delle economie dell’Est Europa e dell’Asia, oltre a quelle del bacino del Mediterraneo, assegnano all’Italia un ruolo centrale nella geopolitica. Accaparrandosi Italo, gli americani hanno conquistato un altro avamposto importante, che risulterà strategico quando nel 2020 ci sarà la liberalizzazione della rete ferroviaria europea. 
Ntv Italo può rappresentare un modello esportabile in Europa. L’Italia è infatti l'unico Paese ad aver aperto alla concorrenza il settore dell’Alta Velocità, quello più remunerativo. E in prospettiva c’è la conquista del mercato regionale e interregionale. Una bella sfida per gli americani.

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