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Gli incidenti sul lavoro frenano la crescita delle Pmi

Negli ultimi dieci anni si sono contate 17.000 morti bianche, una vera e propria guerra che dev’essere combattuta con prevenzione e investimenti sulla sicurezza


02/03/2020

di Damiano Pignalosa


Ognuno di noi ha sognato almeno una volta di avere una bella Ferrari parcheggiata in garage. L’emozione che sale nel prepararsi, il tragitto lento che ci avvicina al nostro tesoro, le luci che si accendono al nostro passaggio, ma una volta saliti in macchina controlliamo affannosamente nelle nostre tasche senza trovare le chiavi, ecco che siamo fermi al palo e tutto d’un tratto il nostro sogno si interrompe.
Questi due elementi sono strettamente collegati e se la Ferrari è rappresentata dalle tantissime Pmi presenti sul territorio italiano, le chiavi per accenderle riguardano la sicurezza sul lavoro.
Le piccole e medie imprese, con un giro d’affari inferiore a 50 milioni di euro, impiegano l’82% dei lavoratori in Italia (ben oltre la media Ue) e rappresentano il 92% delle imprese attive. Sono numeri che fanno delle PMI un tratto saliente dell’economia italiana e riflettono tradizioni e imprenditorialità diffuse nei territori. Secondo le ultime stime di Prometeia, nel 2017 si contavano circa 5,3 milioni di PMI che davano occupazione a oltre 15 milioni di persone e generavano un fatturato complessivo di 2.000 miliardi di euro. Le loro attività si concentrano nei i settori dei servizi, dell’edilizia e dell’agricoltura (72% dei dipendenti delle Pmi in Italia). Inoltre, vale la pena di notare come le Pmi abbiano un ruolo fondamentale nell’economia di alcuni territori. Per le regioni meridionali ad esempio le Pmi rappresentano l’83% della produzione, rispetto a un contributo medio nazionale del 57%. L’impatto economico delle Pmi non può peraltro essere valutato considerando semplicemente il loro coinvolgimento diretto, ma va letto in chiave di filiera. Anche le Pmi italiane fanno ormai parte di catene del valore complesse e globali, contribuendo alla formazione dei loro vantaggi competitivi attraverso soluzioni flessibili e diversificate. I grossi brand della meccanica, della moda, dell’agroalimentare, non fanno altro che affidarsi alla maestria di queste piccole realità radicate su tutto il territorio italiano per raggiungere quegli standard di eccellenza che un mercato globale a firma Made in Italy richiede.
Se le Pmi rappresentano la Ferrari dei nostri sogni, la chiave per accenderla è senza dubbio l’impegno che bisogna metterci nel limitare, e ove possibile eliminare, tutte le problematiche derivanti dalla sicurezza sul lavoro. Una vera e propria piaga che porta purtroppo a fare i conti con un numero elevatissimo di morti bianche che si sommano alle statistiche riguardanti “solo” gli infortuni, disegnando un quadro generale che fa riflettere e a cui bisogna prestare sempre più attenzione.
Solo nel 2019 sono più di 1000 le persone che hanno perso la vita mentre svolgevano il loro lavoro, mentre 590 mila sono state nello stesso periodo le denunce di infortunio presentate all'Inail. In entrambi i casi l'Istituto evidenzia un calo rispetto allo stesso periodo del 2018, dello 0,2% per gli infortuni, e del 4,7% per gli incidenti mortali.
In alcuni casi la sicurezza è vissuta sempre più come un costo, ma è esattamente il contrario, anche in termini economici: rappresenta un investimento, se si considerano i costi enormi degli incidenti gravi per il nostro sistema sanitario nazionale, sommati agli interventi da apportare dalle aziende per sopperire a queste problematiche. Tutto questo deve farci capire che l’unica strada da intraprendere è la prevenzione. Maggiori corsi e consapevolezza delle regole sulla sicurezza, investimenti massicci sull’abbigliamento tecnico da utilizzare in ogni settore merceologico, una filiera del lavoro sempre più controllata ed efficiente, sono i capisaldi per affrontare le continue richieste produttive con i maggiori standard di sicurezza utili ad ottenere il prodotto finito.
Se vogliamo continuare a viaggiare su questa Ferrari dobbiamo migliorare tutto l’ecosistema che ruota attorno alla prevenzione, solo in questo modo potremo essere soddisfatti di offrire al mondo intero la qualità dei nostri prodotti con incidenza degli infortuni pari a 0, perché anche questo dev’essere uno dei punti fondamentali del nostro caro Made in Italy…

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