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Gli italiani vedono nero e risparmiano, mentre cresce la sfiducia verso l’Europa


02/11/2020

di Artemisia


Gli italiani non si fidano. Vedono nero nel loro prossimo futuro e aumentano i depositi nei conti correnti. Il Covid ha accentuato la propensione al risparmio favorito anche dalla scarsa mobilità per le restrizioni di sicurezza che induce a spendere meno. La prospettiva di una grave crisi economica, della perdita del lavoro, di una maggiore incertezza, inducono le famiglie ad avere un atteggiamento più prudente. Si affrontano quindi solo le spese necessarie, legate alla vita di ogni giorno e si taglia su tutto, perfino sulle cure mediche.
Lo ha certificato l’Acri, l’Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio che in occasione della giornata mondiale del risparmio, ha reso nota una ricerca insieme all’Ipsos. Il 58% degli intervistati ha risparmiato nell’ultimo anno senza fare rinunce, dieci punti in più rispetto al 2018, e il 42% riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 10mila euro.
Tuttavia un terzo degli intervistati ha dichiarato di non aver risparmiato nell'ultimo anno. E una minoranza, degli italiani, soprattutto giovani, donne e poveri, ha visto intaccati allo stesso tempo consumi e risparmi.
Per il 61% degli intervistati, il contesto economico familiare consente di affrontare un nuovo lockdown, mentre per il 30 per cento l'impatto non sarebbe gestibile. Peggiora, però, la percezione del futuro: se per la situazione personale c'è più ottimismo, prevale l'idea che si vada vedo un peggioramento della situazione economica generale per il prossimo triennio.
Il 65 per cento degli italiani è preoccupato per il contagio (sé o famigliari) dal Covid-19, mentre il 23% teme per la perdita del lavoro o dei risparmi.
Si aggravano le condizioni di chi già stava male, mentre chi stava meglio è riuscito a migliorare il proprio tenore di vita.
Il 63% degli italiani continua a preferire la liquidità e il 46 per cento associa il risparmio a un senso di sicurezza. La propensione a investire aumenta in modo contenuto, ma solo per una piccola parte dei risparmi.
Cresce la sfiducia verso l'Europa, dal 51 al 57 per cento, in senso generale, ma il 69% degli italiani sa cosa è il Recovery fund e ritiene che possa essere uno strumento utile per uscire dalla crisi.
L’incertezza del futuro induce a ridurre le spese che sono percepite come superflue e tra queste alcune cure della salute e la prevenzione.
Uno studio realizzato da Key-Stone, istituto torinese di ricerche di mercato specializzato in ambito salute, ha rilevato che il 61% degli italiani rinuncia al dentista: il 36% a causa del peggioramento della situazione economica e il 25% per paura di essere contagiati. Il timore di contrarre il virus è maggiore per chi aveva previsto cure di routine, mentre le problematiche economiche incidono maggiormente su interventi di un valore superiore ai 1.500 euro. Il 21% delle famiglie intervistate manifesta serie problematiche economiche: il 6% dichiara di aver già avuto un impatto molto negativo con la perdita del lavoro di uno o più membri familiari, un altro 15% dice di vivere una situazione difficile per cassa integrazione o instabilità lavorativa, che secondo gli intervistati potrebbe perdurare nel tempo o aggravarsi ulteriormente. Un ulteriore 22% ha avuto ma risolto problematiche relative a incertezza lavorative e cassa integrazione, mentre solo il 57% delle famiglie pare indenne dalle problematiche relative alla sicurezza lavorativa.
In questo scenario di grande incertezza l’Europa appare sempre più lontana. I fondi del Recovery Plan stentano ad arrivare e chissà se vedranno la luce la prossima primavera.

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