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Grinzane Cavour: la residenza preferita del Conte Camillo Benso


19/10/2017

di Valentina Zirpoli

Totalmente circondato da vigneti di uve Nebbiolo della Bassa Langa, Grinzane Cavour (CN) è un piccolo borgo il cui nome rende omaggio (dal 1916) allo statista risorgimentale e piemontese Camillo Benso conte di Cavour, che fu sindaco del paese per 17 anni (dal 1832 al 1849) e che qui si occupò di innovazioni nel settore agricolo e nella vinificazione.
Il conte Camillo Benso sperimentò nuove tecnologie in cantina per cui, insieme alla marchesa Vitturnia Colbert Falletti, che all’epoca dimorava nel castello di Barolo, dirimpetto a Grinzane, può essere considerato uno dei padri del vino Barolo.


Il paese, adagiato ai piedi del castello, è un insieme di case ottocentesche con una piccola chiesa parrocchiale dedicata a Maria Vergine del Carmine. Dalla spianata del castello si gode uno splendido panorama che spazia sulle colline del Barolo.

Il Castello

Il piccolo borgo di Grinzane Cavour è dominato da un Castello medievale, imponente edificio in laterizio, a pianta quadrilatera con un’alta torre, risalente al XIII secolo e poi rimaneggiato e ingrandito nel ‘600, da cui si gode uno splendido belvedere sulle colline circostanti.
Le origini del Castello risalgono alla metà dell’XI secolo, quando fu edificato il primo corpo della torre centrale ad opera della contessa Adelaide Manfredi, che andò sposa in terze nozze a Oddone di Savoia. Verso la metà del XII secolo il feudo di Grinzane, situato attorno alla torre, fu dato in vassallaggio dalla città di Alba ad una famiglia detta De Grinzaneis. Verso la metà del XV secolo il Castello era di proprietà dei Marchesi di Monferrato.
Le attuali forme architettoniche risalgono alla metà del XVI secolo, quando Pietrino Belli, signore del castello, andò a nozze con Giulia Damiani di Asti: a quel periodo risalgono le decorazioni del “salone delle maschere”, perfettamente conservate.
All’inizio del 1800 il castello di Grinzane, con 200 ettari di terra, fu acquistato dalla famiglia dei Benso marchesi di Cavour, grandi proprietari terrieri. Nel settembre del 1832, il conte Camillo Benso giunse a Grinzane con in tasca la nomina di sindaco ottenuta per intercessione del padre Michele, che l’anno successivo sarebbe diventato sindaco di Torino. Camillo aveva 22 anni e alle spalle una carriera militare mai veramente intrapresa e terminata l’anno precedente. Camillo, di animo liberale, non aveva mai nascosto le sue antipatie verso la divisa militare indossata suo malgrado per compiacere la volontà paterna. Venne quindi a Grinzane a fare il sindaco (e lo fece fino al 1848) e ad amministrare i suoi fondi agricoli. Occupazioni che portò avanti con onore, come del resto quella di statista: deputato del regno di Savoia dal 1848 e grande tessitore del costituendo regno d’Italia.
Alla morte di Camillo, avvenuta nel 1861, il castello di Grinzane e le proprietà terriere andarono alla nipote Giuseppina Benso, sposa di Carlo Alfieri di Sostegno. Fu la loro figlia, Adele, a donare il castello e i fondi agricoli al Comune di Alba nel 1932. Nel frattempo, il Comune di Grinzane, che nel 1916 aveva aggiunto la denominazione “Cavour” in onore del suo più illustre sindaco, era stato inglobato in quello di Alba (1931).
Attualmente, essendo tornato Grinzane comune autonomo nel 1948, la proprietà del castello è di entrambi, Alba e Grinzane, in modo indiviso.


La gestione del Castello è curata dalla fondazione Adele Alfieri di Sostegno, eretta in Ente morale nel 1957 e amministrata da un consiglio paritetico eletto dai due consigli comunali. Oggi ospita l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, una prestigiosa vetrina dei migliori vini e grappe piemontesi, il Museo Etnografico, che raccoglie numerose testimonianze della civiltà e della cultura contadina, soprattutto quella legata all’attività vitivinicola, e il Museo dei cimeli cavouriani. Vi hanno, inoltre, sede l’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei vini di Alba e l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (ONAF).

La Parrocchiale

A pochi passi dal Castello, si può visitare anche la Parrocchiale della Madonna del Carmine, fatta erigere dal Conte Cavour.
L’antica chiesa venne ricostruita nella prima metà del XVII secolo e successivamente ampliata nel 1890. La facciata, in cotto, di gusto neoclassico, è articolata su tre ordini e sormontata da un timpano. Quattro lesene con capitelli corinzi la scandiscono insieme ad una grande lunetta dipinta. Il campanile con cella in mattoni a vista è in parte inglobato tra chiesa e canonica. Tra il 1636 e il 1639 la chiesa venne ricostruita. E' dotata, oltre al maggiore, degli altari di Santa Lucia e San Bovo.
La sua erezione in parrocchia risale al 1833, su iniziativa di Camillo Benso, Conte di Cavour, sindaco del paese. Le decorazioni sono dell’albese Fedele Finati e le figurazioni di Paolo Gaidano, risalenti entrambe al 1895.


Il Barolo

Tra il 1830 e il 1850 nel Castello di Grinzane Cavour il Conte Camillo Benso e, nel Castello di Barolo, la Marchesa Juliette Colbert, con la consulenza tecnica di un commerciante vinicolo francese, il conte Oudart, enologo, diedero il via alla produzione di un vino rosso adatto a poter sopravvivere ai lunghi viaggi e affrontare la concorrenza con i grandi vini rossi d'Oltralpe. Migliorando la tecnica di fermentazione e con l'aggiunta al Nebbiolo di piccole quantità di Neirani (uva locale ormai abbandonata), nacque il vino Barolo.

Il vino che si otteneva prima della nascita del Barolo della Marchesa era un vino adatto ai gusti di allora: chiaretto, abboccato o addirittura dolce, di scarsa conservabilità, poco adatto al trasporto. A fine '800 nacquero le grandi industrie del Vermut e degli spumanti (Cinzano, Martini, Carpano, Gancia, ecc…), ma arrivò la grande crisi della vitivinicoltura, non solo in Langa ma in tutta l'Europa, che mise in ginocchio il settore. Fino agli anni '50 avremo ancora una viticoltura basata sulla produzione di quantità. Ma questa tendenza cambierà gradualmente in viticoltura di qualità grazie all’attività piccole e medie aziende in cui opereranno i primi enologi diplomati alla Scuola Enologica di Alba. 
Il Barolo è oggi uno dei vini più rinomati al mondo.


Fonti: 
http://www.comune.grinzanecavour.cn.it 
http://www.castellogrinzane.com

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