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Gti: stare fermi a causa del Covid-19 è controproducente. Serve ripartire con un Sistema Turismo Italia


30/03/2020

Dal 24 febbraio - a causa del Covid-19 - il turismo è piegato, le guide a casa e la ripresa non è dato sapere quando sarà. Ma stare fermi è controproducente. Serve quindi usare questo tempo per programmare un Sistema Turismo Italia capace di superare le frammentazioni legislative ancor oggi esistenti in virtù di princìpi di territorialità che dovrebbero essere superati. È, in sintesi, la sollecitazione che Gti, Guide Turistiche Italiane, per voce del presidente, Simone Fiderigo Franci, e della vice, Claudia Sonego, lanciano al MibAct guidato da Dario Franceschini. 
“Nell'attesa che l'emergenza finisca, dobbiamo dire chiaramente su quale idea vogliamo poggiare il meccanismo di ripresa e cogliere l’occasione di questo stallo generale per migliorare, crescere e agire in una direzione nuova”. Non si fa che dire che il turismo è il motore del Paese, “dimostriamolo”. 
Secondo Gti, che ricorda come “da anni si sia in attesa di una legge di regolamentazione chiara ed uniforme su tutto il territorio nazionale”, il turismo è “un grande sistema, paragonabile all'industria, la cui catena è fatta di tante parti: chi produce le materie prime, chi le trasporta, chi le lavora, chi le distribuisce etc etc. Il turismo, allo stesso modo, consta di una filiera lunga e articolata e non può essere concepito come un insieme di compartimenti chiusi e separati. Noi guide turistiche dobbiamo essere considerate una parte importante della filiera composta da frazioni di eguale peso, ognuna con le sue specificità e funzioni. Il sistema deve integrare le proprie componenti favorendo il dialogo ed il confronto per una crescita generale. Siamo l'interfaccia del turista che vuole conoscere il Paese nelle sue molte peculiarità”. 
In conclusione: “Come Gti siamo da sempre convinti che il ministero che detiene le competenze del Turismo debba avere più poteri assumendo un ruolo chiave significativo oltre il freno imposto dalle autonomie regionali. La loro incidenza sui finanziamenti e sulla promozione del territorio dividono l’Italia e i suoi cittadini in aree di serie A e di serie B e in lavoratori di serie A e di serie B”.

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