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Guccini e Macchiavelli: ecco come nascono i nostri romanzi scritti all'insegna del… gioco

Con ironia e senso dell’umorismo, queste due brillanti penne (una del poeta-cantante, l’altra della vecchia volpe degli scaffali) raccontano - piacevolmente stuzzicandosi - come si inventano le loro storie, arrivate a quota otto con Tempo da elfi, edito dalla Giunti, da pochi giorni in libreria e già ai vertici delle classifiche di vendita


02/10/2017

di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli


Scrivere a quattro mani. Il titolo: Tempo da elfi (Giunti, pagg. 302, euro 18,00). Il sottotitolo: Romanzo di boschi, lupi e altri misteri.
Poi c’è la quarta di copertina: Due spari nel bosco. Le impronte di un lupo. Una ragazza selvatica. Nemmeno in montagna si può stare tranquilli… Ebbene, tutto falso. Gli elfi non sono quelli veri, quelli de Il Signore degli Anelli. E di lupi ce n’è uno solo, anzi ci sono le impronte di un solo lupo e Loriano ne voleva almeno un branco di sei. La ragazza è selvatica solo per modo di dire. In montagna, quindi, si può stare tranquilli. Magari non sempre, come capita al Ramingo del romanzo e a Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della forestale.
E anche “ispettore della forestale” è un falso da quando la forestale è stata accorpata ai carabinieri. Dunque, un romanzo pieno di falsi?
«Per noi, no. È un romanzo che abbiamo scritto credendoci e amando personaggi e luoghi. Ve ne renderete conto leggendolo. E noi lo speriamo».
Detto questo, c’è una domanda che il pubblico non manca mai di fare durante le presentazioni: come si fa a scrivere in due? «Noi non sappiamo come si fa a scrivere in due. Noi facciamo così: ecco, ad esempio, come si è svolto il primo incontro per scrivere Tempo da elfi».


Francesco: Ben arrivato, Loriano.
Loriano: Ti trovo in forma, Francesco. Ho pensato alla tua idea di partenza per il nuovo romanzo.
Francesco: Allora ti piace l’idea di ambientarlo fra gli elfi.
Loriano: Mi sembra un’idea geniale. Si tratta di trovare un motivo trainante all’altezza.
Francesco: L’abbiamo sempre trovato…
Loriano: Un’idea ce l’avrei. Si potrebbe partire con…
Francesco: Cominciamo male: se non sbaglio il capitolo d’inizio l’ho sempre scritto io.
Loriano: Vero, ormai è una specie di scaramanzia. Te lo lascio. Parti pure.
Francesco: Naturalmente mi cambierai tutto, come al solito...
Loriano: Veramente mi limito ad aggiornare il brano che scrivi tu con quello che scrivo io.
Francesco: … soprattutto non vorrei che raccontassi i personaggi partendo dal bisnonno partigiano o sovversivo.
Loriano: Un minimo di passato dovremo darglielo, specie se sarà il protagonista. Come Poiana, per esempio. Poi, come al solito, tu esageri: sono partito appena dal nonno con lo spazzaneve.
Francesco: Perché ti ho fermato in tempo, se no partivi da Adamo ed Eva.
Loriano: Mi hai dato un’idea. Per il prossimo ci penserò: Adamo ed Eva. Mi piace.
Francesco: Per fortuna Adamo ed Eva antenati non ne avevano.
Loriano: Sei proprio sicuro? Chissà che indagando, indagando…
Francesco: Sono convinto che ne troveresti e li infileresti tutti nel primo capitolo.
Loriano: Adesso però dobbiamo iniziare. Che ne diresti se cominciassimo con la morte misteriosa di Adùmas?
Francesco: Certamente. E dopo? È un personaggio che piace e mi fa specie che te ne voglia privare già nel primo capitolo.
Loriano: Se fosse dipeso da me l’avrei eliminato già in Malastagione, il primo della trilogia di Poiana, al secolo, Marco Gherardini ispettore della forestale. O meglio dell’ex forestale.
Francesco: Uccidere Adùmas non mi sembra una buona idea. Come faresti, senza di lui, a ricamarci sopra le tue storie di un vecchio bracconiere, che per me bracconiere non è mai stato, e le tue storie di ex montanaro, ora cittadino che torna sui monti?
Loriano: A proposito di monti: cosa ne sai degli elfi?
Francesco: Qualcosa ne so, ne ho incontrati e ne incontro all’emporio sulla statale, dove ogni tanto vengono a fare le loro spese. Sono anche capitato in un loro villaggio.
Loriano: Raccontare una storia di elfi… Non vorrei che i lettori pensassero ai personaggi delle leggende celtiche.
Francesco: Toccherà a noi raccontargli che sono elfi diversi. Che sono veri e che stanno ripopolando il nostro Appennino.
Loriano: Be’, intanto cominciamo con incontrarli, parlare con loro, sentire le loro storie, perché hanno scelto quel tipo di vita…
Francesco: Qualcosa ne so, te l’ho detto. Quando giravo per i monti sono capitato in un loro villaggio. Non hanno acqua corrente, luce elettrica, ovviamente non hanno il riscaldamento d’inverno…
Loriano: Insomma, una vita infame.
Francesco: Ecco che spunta il cittadino. No, si arrangiano bene. Sia per l’acqua che per l’illuminazione. Hanno animali, pecore, capre, maiali… Anche mucche. Tengono qualche orto…
Loriano: Ci vuole un bel fisico.
Francesco: Certo, per uno come te abituato agli agi della città. Quando d’inverno tira sotto zero e da voi partono i termosifoni, da loro partirà qualche stufa o qualche camino. E non è certo la cosa migliore. D’estate è sicuramente più confortevole e il numero degli elfi aumenta. Arrivano gli elfi turisti, quelli che loro chiamano raminghi…
Loriano: Be’, il romanzo è già pronto, basta scriverlo. C’è tutto. Arriva un ramingo, lo trovano morto e Poiana, ovvero Marco Gherardini, comincia l’indagine…
Francesco: Certo, ma ancora non sappiamo chi era il nonno del ramingo ucciso.
Loriano: Quello, se permetti, è compito mio. O vuoi scrivere tutto tu, stavolta?
Francesco: No, facciamo come sempre: io scrivo il titolo e tu scrivi il resto.
Loriano: Se vuoi ti lascio anche il sottotitolo e i titoli dei vari capitoli. Anche l’indice, guarda.
Francesco: D’accordo, a condizione che tu non me li cambi.
Loriano: Se lo faccio, è solo per uniformità di linguaggio. Per non far capire al lettore quali sono i capitoli che scrivi tu e quali i miei…
Francesco: … cosicché alla fine tutto sembrerà il linguaggio di Loriano Macchiavelli.
Loriano: Stai divagando. Torniamo al romanzo da scrivere.
Francesco: Direi che per oggi abbiamo lavorato abbastanza. Finiamo come al solito da Mimmo?
Loriano: Su questo sono sempre d’accordo.
Francesco: Forse è l’unica cosa che non mi cambierai.
Loriano: A proposito di Mimmo… Avrei una proposta da farti. Non si potrebbe andare…
Francesco: Basta così: si va da Mimmo.
Loriano: D’accordo. Il solito prepotente. Poi racconti che faccio tutto io.

«Ecco, adesso che avete capito come scriviamo in due, provate a leggere Tempo da elfi tenendo conto di quanto abbiamo raccontato. Siamo certi che vi piacerà di più. Per dimostrarvelo, trascriviamo le ultime due righe del romanzo: Gli scienziati sostengono che le ore del mattino sono le migliori per fare l’amore. Ci crediate o no, si può sempre provare».

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