Share |

Herambiente: a Pozzilli al via il biomonitoraggio delle api

Con il progetto “Capiamo” questi insetti diventano sentinelle della qualità ambientale dell’area circostante al termovalorizzatore molisano


20/11/2020

Ha preso il via a Pozzilli il progetto di biomonitoraggio “Capiamo”, promosso dal Gruppo Hera, con l’obiettivo di studiare il comportamento delle api come indicatori efficaci per valutare lo stato di qualità dell’ambiente nella zona circostante il termovalorizzatore della multiutility. 
In particolare, sono tre gli alveari installati la scorsa primavera all’interno del perimetro dell’impianto e l’area monitorata dal progetto è la zona est della Piana di Venafro, tra i monti della Meta e quelli del Matese, dove, oltre al termovalorizzatore, sono presenti industrie del settore chimico, aziende sanitarie private, cantieri edili abbandonati e piccoli centri agricoli abitati. 
Le api hanno delle caratteristiche particolarmente adatte per il biomonitoraggio. Prima di tutto sono insetti sociali, che vivono in colonie numerose e facili da allevare. Inoltre, il corpo coperto di peli e la regolare attività di bottinamento, cioè la raccolta di nettare e polline, consentono alle singole colonie di svolgere circa 10.000 prelievi giornalieri da aria, acqua e suolo con cui entrano in contatto. Da considerare che la singola ape, nel corso delle sue migrazioni giornaliere, si muove normalmente su un'area di 7 km quadrati. Le sostanze presenti nell’ambiente si accumulano quindi all’interno dell’alveare, sulle api e sui loro prodotti, miele, propoli, cera, polline e pappa reale, rendendo facile e veloce il recupero di campioni altamente rappresentativi da analizzare. 
L’ape come bioindicatore offre molte informazioni utili sia a breve che a lungo termine: il miele, ad esempio, permette di valutare l'inquinamento nel breve periodo, in quanto costituisce il primo prodotto in cui possono accumularsi i contaminanti; la cera, invece, consente di valutare i livelli di inquinamento a lungo termine, in quanto per la sua natura lipidica può assorbire e trattenere i contaminanti non volatili, lipofili e persistenti. 
I progetti di biomonitoraggio come questo di Pozzilli utilizzano organismi definiti markers, in questo caso le api, che sono altamente sensibili ai cambiamenti ambientali causati da agenti inquinanti e quindi in grado di segnalare precocemente l'insorgenza di squilibri per la biodiversità, per l'ecosistema e per la salute umana, permettendo così di pianificare tempestivamente azioni correttive. 
“Il progetto è appena iniziato e, all’insegna della più ampia trasparenza, la nostra volontà è di dare la massima divulgazione ai risultati man mano che procederà - ha commentato Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente -. Tutti gli studi effettuati fino a ora, l’ultimo dei quali durato due anni, dimostrano inequivocabilmente con evidenze scientifiche che l’impianto è sicuro e controllato, tanto da non produrre alcun pregiudizio sulla qualità dell’aria e dell’ambiente. Questo biomonitoraggio vuole essere una ulteriore garanzia a beneficio e tutela della comunità e del territorio che ospitano l’impianto”.  

(riproduzione riservata)