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I “Maghi raminghi” di Baccalario e “Il mistero dell’Ombra dell’alba” di Roversi

Per i tipi de Il Battello a vapore due novità per ragazzi che amano storie di magia (che esiste: basta solo avere il coraggio di vederla) e di mistero


04/11/2019

di Vera De Ragazzinis


L’educazione dei giovanissimi alla lettura trova nelle pubblicazioni de “Il Battello a Vapore”, che fa capo alla casa editrice Piemme, una valida sponda, rappresentata da autori di livello: è il caso di Paolo Roversi (un giallista - oltre che sceneggiatore e autore di testi per il teatro, il cinema e per serie televisive - tradotto in otto Paesi, e precisamente in Francia, Germania, Spagna, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Stati Uniti) e di P.D. Baccalario, ormai una istituzione a livello mondiale: una penna capace di far felici i ragazzi con le sue storie immaginifiche, pronte a confrontarsi in epiche battaglie fra il bene e il male, sempre portate avanti nel segno del coraggio e dell’amicizia. 
Ma andiamo con ordine, partendo proprio da Pierdomenico Baccalario, giornalista, sceneggiatore e romanziere nato ad Acqui Terme (Alessandria) il 6 marzo 1974 e considerato uno dei maggiori scrittori italiani per ragazzi, peraltro tradotto in diciotto lingue. Lui che ha frequentato prima il liceo classico (periodo nel quale fingeva di prendere appunti e invece si inventava racconti) e poi la facoltà di Giurisprudenza; lui che con il suo lavoro d’esordio - La strada del guerriero - aveva vinto il Premio Battello a Vapore quando era ancora sui banchi universitari; lui che dopo la laurea si è occupato di musei e di progetti culturali, “cercando di far raccontare storie interessanti anche a vecchi oggetti polverosi”. Poi avrebbe iniziato a viaggiare e a cambiare orizzonti... 
E ancora: lui che per diversi anni è stato membro della giuria del Best of Show, il premio ludico assegnato ogni anno dal Lucca Games (del quale è stato dal 2005 al 2008 presidente); lui che nel maggio 2011 ha vinto la XII edizione del premio “Terre del Magnifico” con il libro Cyboria. Il risveglio di Galen; lui che quest’anno, con Le volpi del deserto, è stato finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi; lui che fa parte del gruppo Gli Immergenti che ha curato il progetto “Gran Tour”, serie di libri per ragazzi distribuita solo in librerie indipendenti; lui prolifico autore, come ad esempio della saga di Ulysses Moore, saga che ha venduto nel mondo più di 3,3 milioni di copie e i cui romanzi, scritti in un codice misterioso, sarebbero stati trovati dallo stesso Baccalario in un vecchio baule…; lui che ha riscosso vasti consensi anche con le serie The Lock e La vera storia di Capitan Uncino
E dalla penna di Baccalario ora è arrivato sugli scaffali delle librerie Maghi Raminghi. Il torneo del Re del Mondo (pagg. 232, euro 15,00), un lavoro che si nutre di una sorprendente affermazione: “La magia esiste. È segretissima eppure è sotto gli occhi di tutti. Basta solo avere il coraggio di vederla”. Sì, perché i maghi vivono tra noi, ben nascosti e sotto le sembianze più insospettabili. 
Succede che ogni quattro anni le diciotto scuole di magia si sfidino in un torneo per scegliere il Re del Mondo. Poi ci sono i maghi Raminghi, i senza scuola: sono maghi di strada, senza maestri, ma intuitivi e talentuosi. Gli altri maghi li temono, perché un’antica profezia dice che se un Ramingo diventerà Re una catastrofe si abbatterà sul mondo della magia... 
Per questo, ora che un nuovo torneo sta per cominciare, i Raminghi vengono braccati e uccisi in ogni angolo della terra. Ed è scappando per salvarsi la vita che la giovane Calaba incontra Floyd, un ragazzo all’apparenza comune, ma con un’innata capacità di imparare gli incantesimi... Calaba e Floyd decideranno di fare squadra e vincere il torneo a qualsiasi costo, con l’energia e il coraggio di chi non ha nulla da perdere. 
Detto questo, cari piccoli lettori, vi ricordiamo che il torneo non finirà qui. Continuerà infatti con il prossimo libro intitolato Maghi Raninghi. Gli incantatori di Varansi. Ne anticipiamo la trama: a bordo di un taxi sgangherato comparso chissà come sotto casa dei ragazzi, Calaba, Floyd, Spenser e il loro altrettanto sgangherato maestro Jack Cade percorreranno gli oltre seimila chilometri che separano Bardonecchia da Varanasi, dove si terrà la prossima sfida del torneo. E mentre la squadra dei Raminghi affronta gli avversari nella giungla in riva al Gange, tra liane, coccodrilli e piante carnivore, dal mondo della magia arriveranno notizie inquietanti. Sembra proprio che l’avvertimento di una saggia maga incontrata a metà viaggio sia vero: “Attento ai tuoi ragazzi, Jack Cade, perché questo non è un torneo come gli altri”. C’è infatti qualcuno che possiede una magia molto potente, in grado di incatenare i nemici nel regno dei morti... 


Di tutt’altra farina risulta impastato Il mistero dell’Ombra dell’alba (pagg. 168, euro 9,90), un romanzo inserito nella collana “Giallo e Nero” del Battello a Vapore, firmato dall’eclettico Paolo Roversi, nato a Suzzara (Mantova) il 29 marzo 1975 e oggi di stanza a Milano. Un personaggio dagli interessi allargati, forte di una laurea in Storia contemporanea all’Università francese di Nizza-Sophia Antipolis con una tesi sull’occupazione italiana in Costa Azzurra durante la Seconda guerra mondiale. Lui studioso di Charles Bukowski, alla cui opera avrebbe dedicato tre libri, a partire dalla biografia scritta a quattro mani con Fernanda Pivano, che strada facendo si sarebbe dimostrato giallista di talento, pubblicando una serie di romanzi con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi. 
Fra i suoi lavori anche un libro-guida su Mantova e la sua gente, un volume umoristico sulla professione dell’informatico, una guida sui misteri di Milano, alcuni soggetti per la televisione nonché alcuni libri e diversi racconti per ragazzi. Non bastasse ha fondato e diretto la rassegna “NebbiaGialla Suzzara Noir Festival” e ideato “Il Premio NebbiaGialla” per la narrativa noir e poliziesca. Lui che strada facendo si è portato a casa diversi riconoscimenti, come il Premio Camaiore con La mano sinistra del diavolo o il Premio selezione Bancarella e il Garfagnana in giallo con Solo il tempo di morire
Detto questo, di cosa si nutre Il mistero dell’Ombra dell’alba? Di una serie di variabili, come accennato in quarta di copertina. A fronte di una semplice equazione: “variabili uguale a cane randagio più rapimento più oggetto antico”. Soluzione: elementare, Ricky. Ricky, ovviamente, è il protagonista di questa storia, un ragazzo con pochi amici e tanto computer, che passa tutti i pomeriggi nell’hangar di Mac, il compagno della madre, impegnato a restaurare piccoli aerei d’epoca. 
L’hangar è un posto insolito dove è impossibile annoiarsi, ma un giorno il ragazzo assiste a un fatto insolito: un uomo armato trascina con la forza un altro entrato poco prima. È solo il primo pezzo di un puzzle (giocato sul furto, da parte di una donna, di alcuni preziosi reperti rinvenuti in un sito archeologico) che Ricky cercherà di ricomporre, tra deduzioni e ricerche online. Ma non tutte le risposte si trovano su internet, e certi segreti si possono svelare soltanto ricorrendo all’esperienza e scavando a fondo. In questo caso, scavando in un passato molto lontano...

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