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I "buoni"? L'Annunziata e Monti. I "cattivi"? La Meloni e Salvini. Ça va sans dire

Nella domenica calcistica che la vede in scena su Rai 3 con il programma “Mezzorainpiù” Lucia da Sarno, la replica incattivita di Lilli Gruber, ha incassato un gol per tempo - lasciandosi andare all'insofferenza - dalle prime guide di Lega e Fratelli d’Italia


13/05/2019

di Sandro Vacchi


Nella domenica calcistica Lucia Annunziata ha incassato un gol nel primo tempo e un altro nel secondo: risultato finale 0-2, battuta in casa nel programma “Mezzorainpiù”, che va in onda ogni domenica su Rai Tre, la rete una volta feudo del Pci e oggi dei suoi eredi. I gol glieli hanno segnati prima Giorgia Meloni e poi Matteo Salvini. La ducetta di Fratelli d'Italia indiavolata come mai, il Capitano della Lega insolitamente tranquillo, quasi sonnolento. 
Per chi l'avesse dimenticato, l'Annunziata è stata presidente della Rai stessa, il carrozzone che per non fallire è stato foraggiato con l'abbonamento obbligatorio da parte di tutti gli italiani: cosa dite, proviamo anche noi di Economia Italiana? Già che c'è, Lucia Annunziata da Sarno dirige l'edizione italiana dell'Huffington Post, edito nel nostro Paese in collaborazione con L'Espresso di Carlo De Benedetti, tessera numero 1 del Partito Democratico e residente in Svizzera. Chissà perché, vero? Questo per inquadrare la conduttrice, replica incattivita della apparentemente più morbida Lilli Gruber. 
Bene, la sora Lucia, forse pentita di invitare di rado esponenti del centro destra, ha fatto il pieno in una sola puntata. E le è andata malissimo. 
Di verde vestita come una leghista, Giorgia (l'Annunziata la chiama così, solo con il nome) sembrava avesse mangiato carne di falco condita col peperoncino. Comincia morbida, ma è un trucco: «Da tempo dico a Matteo (sarebbe Salvini, non Renzi, scomparso dai radar) che il premier Conte è un Cinque Stelle, quindi non super partes; che la maggioranza dei parlamentari sono Cinque Stelle; che molti ministri sono ancora Cinque Stelle. Perciò la politica della Lega corre rischi elevati, tanto che Salvini ha dovuto cedere più di una volta». 
L'Annunziata fiuta che forse sta per mangiare tartufo, però la Meloni dice chiaro che al posto dei grillini potrebbe andare lei con Fratelli d'Italia: «I Cinque Stelle sull'immigrazione sono come il PD, vogliono più migranti. La chiusura dei porti non è sufficiente, se si consente ai barconi di partire dalla Libia. Ma si mette in moto il concerto dell'intellighenzia. Ho sentito Gad Lerner dire che la mafia nigeriana esiste, però, poverini sono ragazzi senza grandi possibilità. E Roberto Saviano che ci fa le prediche sull'accoglienza dal suo attico di Manhattan?». 
Inserisce il turbo e non la ferma più nessuno, nemmeno l'Annunziata che, per abitudine, monta sulla voce a tutti e interrompe a raffica: naturalmente solo quelli che non sono d'accordo con lei. «L'unico modo di combattere gli sbarchi è chiedere all'Europa di trattare con la Libia e imporre il blocco navale. Come mai quando l'ha fatto Prodi nessuno ha eccepito?». 
Lucia prova a fare un take a piedi uniti, niente da fare, la furia la scavalca: «Sei milioni di euro! L'Europa ha versato questi soldi alla Turchia per fermare l'immigrazione dall'Est. Ma oggi siamo soli. E la ministra Trenta dice che il blocco sarebbe un atto di guerra». 
«Ma Orban e i polacchi hanno detto no all'Italia quando ha chiesto di accollarsi parte degli sbarcati», ci prova Lucia. 
«Hanno ragione. Non prendono i clandestini che avete fatto entrare voi», risponde la Meloni, inserendo senza esitazioni l'Annunziata fra i campioni della sinistra. «Orban propone le stesse cose che proponiamo noi. Ha mandato una lettera a Gentiloni, sapete che cosa gli ha risposto? Niente, perché non ha risposto». 
«Accusate i cosiddetti radical-chic a Roma», dice Lucia. 
«Io sono nata alla Garbatella e abito quasi sul raccordo anulare. E' facile parlare dagli attici, quando si è in condizione agiata e si ragiona senza vedere le cose. A Tor Sapienza danno dei razzisti a chi si oppone ai rom. Ma se ci sono due centri di accoglienza e uno dei più grandi campi rom d'Italia? E' normale aggiungere degrado a degrado?». 
L'Annunziata balza a cavallo, quello che la sinistra cavalca sempre più volentieri: il fascismo nascente, rinato o nascituro. «Nelle periferie romane succedono casini ed è sempre presente Casa Pound...». 
«E a me che me frega? Sa che se uno è rom e chiede una casa a Roma ha un punteggio pari a 18 punti, mentre chi ha un disabile a carico ha solamente 16 punti? Ma è più facile lavorare per un rom o per un disabile? I più deboli sono dimenticati. Razzista è l'amministrazione di Roma». 
«Sì, ma Casa Pound e Forza Nuova...», insiste l'Annunziata. 
La Meloni sembra Cristiano Ronaldo lanciato a rete: «Le periferie sono abbandonate e a nessuno importa niente. Quando la sinistra lo capirà, allora prenderà qualche voto. Qui è discriminata un sacco di gente non ideologizzata». 
L'Annunziata continua col suo mantra: «Spesso i suoi militanti stanno con quelli di Forza Nuova...». 
«Noi siamo coi ceti popolari. Sono una donna pericolosa? Chi se ne frega. Un sacco di gente è passata a noi dalla sinistra». 
«Sì, ma la Le Pen è di destra. Sta tornando il fascismo?», non demorde l'Annunziata. 
«Quaranta giorni prima delle ultime elezioni politiche la sinistra agitava lo spettro del fascismo, poi non ne ha più parlato. Adesso ci riprova perché stiamo nuovamente per votare. E' triste che il servizio pubblico della Rai conceda tanto spazio ai fantasmi. Oppure lei mi assicura che a Nicola Zingaretti, segretario del PD, domanderà che cosa pensa dell'Unione Sovietica, che ha tanto onorato? In Europa noi cambieremo tutto, vogliamo un'Europa diversa, una confederazione di Stati sovrani su ciò che riguarda i grandi temi, ma liberi di autogovernarsi sui temi nazionali». 
Gol a porta vuota e reciproci auguri per la festa della mamma. Poi tocca al papà, nella persona di Matteo Salvini, collegato a distanza con addosso la solita felpa, stavolta quella degli alpini. Sorride pacioso, non sembra neppure Salvini. Allora la sora Lucia tenta di svegliarlo. 
«Berlusconi dice che lei è stato umiliato dal premier Conte». 
«Sarà. Io sono orgoglioso delle 200 mila nuove partite Iva in pochi mesi. E grazie a Quota 100 trecentomila italiani quest'anno potranno andare in pensione, e la pace fiscale eviterà qualche suicidio. Noi vogliamo mettere le telecamere negli asili e negli ospizi. E non sono parole. Gli sbarchi sono calati del 91 per cento, i reati del 15 per cento, quindi credo di guadagnarmi lo stipendio che mi pagano gli italiani». 
«Il PD e Forza Italia la criticano». 
«Fanno il loro mestiere di opposizioni. Io devo migliorare i contratti di insegnanti e poliziotti. E aspettiamo risarcimenti per i risparmiatori truffati. Se saremo il primo partito anche in Europa...». 
«Secondo gli exit poll la Lega è in calo», gongola Lucia. 
«Noi saremo primi in Europa come lo siamo in Italia. Questo calo non lo vedo. Due anni fa avevamo la metà dei consensi». 
«Ammetterà che l'ultima settimana è stata dura per quanto riguarda i rapporti fra lei e i Cinque Stelle», domanda finalmente l'intervistatrice. 
«Mi attaccano ogni giorno, ma io non rispondo e vado avanti. Sa che a Napoli ci sono dodicimila camorristi a spasso pur essendo stati condannati? Chiederemo un inasprimento delle pene per chi aggredisce le forze dell'ordine: costo zero. Proponiamo intercettazioni contro gli scafisti e il sequestro delle imbarcazioni che non rispettano gli ordini delle capitanerie: costo zero». 
«Ma il codice penale impone di salvare le vite in mare». 
«Perché, io voglio forse lasciarli annegare? Però se si trovano in acque tunisine vadano in Tunisia, se sono vicini a Malta vadano là. 
Non esiste che una nave dei centri sociali giri per il Mediterraneo a raccattare chi passa. Chi scappa dalle guerre arriva qui in aereo, non in barca. Finora sono stati lasciati entrare troppi spacciatori e stupratori che la guerra ce l'hanno portata in Italia». 
«Conte ha fatto riaprire i porti». 
«Se cento persone rischiano di annegare davanti a Crotone cosa bisogna fare? Io non voglio certo la morte di nessuno. Quanti soldi abbiamo risparmiato? E quanti reati, e quante vite? I rapporti in seno al governo comunque non cambiano, e dai Cinque Stelle mi aspetto il rispetto del contratto di governo, la riduzione delle tasse, l'autonomia delle Regioni, la sicurezza. Mantengano le promesse». 
«L'hanno accusata di disonestà sul caso del sottosegretario Siri». 
«Ho tanti difetti, ma non certo la disonestà, non mi sono mai intascato soldi. La sindaca Raggi è indagata, eppure rimane al suo posto, mentre chi non era nemmeno rinviato a giudizio è stato massacrato». 
«Ma non le dà fastidio?». 
«Mi danno fastidio le minacce. Le scritte sui muri, gli auguri di morte. Ho due figli che leggono queste cose. Mi hanno attaccato addirittura perché ho fatto gli auguri di guarigione a Berlusconi. I Cinque Stelle hanno forse visto che hanno perso voti e noi li abbiamo guadagnati. Non possono sempre, però, dire no ai nuovi cantieri, alla Tav, agli aeroporti». 
«Renzi su Repubblica le chiede conto dei famosi 49 milioni della Lega». 
«Se dovessi querelare Renzi ogni volta... Lo stanno giudicando gli italiani. Noi siamo senza amici fra i banchieri e i finanzieri». 
«E il libro edito da un editore vicino a Casa Pound?». 
«Parlare di fascismo e comunismo nel 2019 è fuori dal tempo. L'Italia è e resterà una democrazia. Lwe censure, piuttosto, mi preoccupano perché sono le anticamere dei regimi. E poi, non esiste un partito che si chiama della Rifondazione Comunista? Io ho rilasciato un'intervista che poi è finita su un libro». 
«Sì, ma la casa editrice è vicina a Casa Pound...», insiste l'Annunziata. 
«Io condanno ogni estremismo. E la censura non mi piace, mai. Al Salone del libro si dovrebbe dibattere di idee, nessuno andrebbe isolato o censurato». 
«Ma che problema ha a dichiararsi di destra?», Lucia non demorde. 
Salvini ridacchia: «L'unico sangue che è stato sparso in Europa in questi anni l'hanno sparso i terroristi islamici. Questi vanno combattuti, non i fantasmi». 
«Sì, ma che problema ha a definirsi di destra?», L'Annunziata sembra un agente del KGB nella Lubianka. 
«Il dibattito è vecchio, le etichette sono superate», risponde Salvini. 
«Sì, però i comunisti non ci sono più!», afferma Lucia. 
Ah no? E lei cos'è? E Zingaretti che rimpiange l'URSS? E D'Alema e Bersani sono forse dei boy scout in pensione? E una robusta parte degli elettori del PD? E l'intellighenzia che predica bene e razzola male? L'Annunziata incassa il secondo gol e tenta di recuperare. 
Salvini le promette che la prossima domenica sarà in studio con Zingaretti: «Vengo anche a piedi». 
A proposito degli intellettuali (o presunti tali) italiani. Se fossimo a rischio di una resurrezione del fascismo, o addirittura già in regime neo-mussoliniano, come mai il 90 per cento dei giornali, dei periodici, dei saggisti, degli scrittori, degli opinionisti, della scuola, dell'università, della televisione, degli artisti, dei cantanti, dei presentatori, dei conduttori televisivi, insomma, di tutto quello che fa opinione, è contro Salvini e quello che rappresenta? Non contro Di Maio, si badi, perché il PD potrebbe sperare di tornare a Palazzo Chigi solo coi Cinque Stelle, ma contro Salvini? 
Semplicemente perché il fascismo in Italia esiste solo in due tipi di teste: quelle dei simpatizzanti di Casa Pound e Forza Nuova, che rappresentano percentuali omeopatiche, ma soprattutto in quelle, che invece sono milioni e a volte anche milionarie, dei piddini ex comunisti ma mica tanto ex. I quali, questi ultimi, non perdono mezza occasione per riesumare cadaveri: fascismo, leggi razziali, pericolo nero, O bella ciao, Anpi dei morituri... Sono totalmente fuori dalla storia e lontani dalla gente, la loro regressione elettorale lo dimostra. 
La controprova? Sentite mai Salvini, la destra moderata o quella estremista, agitare il fantasma comunista? L'ultimo che lo ha fatto è stato Silvio Berlusconi, ma parliamo di un ex leader in disarmo. 
Piuttosto, cosa dire dell'antifascismo a orologeria elettorale? La casa editrice Altaforte, che ha pubblicato il libro su Salvini, non si è presentata al Salone di Torino sfondando la porta e piazzando una bancarella di libri senza che nessuno avesse da ridire qualcosa. Ha pagato invece sessantamila euro per un mini-stand di otto metri quadrati, dunque qualcuno l'ha autorizzata. Poi ci si accorge che è vicina a Casa Pound e la si espelle? Complimenti per la tempestività! 
Prima andava bene, come vanno bene i suoi libri venduti nelle librerie Feltrinelli e in quelle delle cooperative, ma adesso scatta la mobilitazione antifascista preelettorale. Se Nicola Zingaretti fa una mezza apologia del comunismo, invece, è tutto normale. 
Normale come la storia del riscaldamento del pianeta. Date un'occhiata al termometro in questi giorni di metà maggio, soprattutto se siete sotto la neve, e mandate a quel paese gli ecologisti, i politicamente corretti, la scimmietta ammaestrata Greta, nuova icona mondiale dei benpensanti che detestano l'anti-ecologista Trump, l'anti-scafista Salvini, il costruttore di muri Orban, ma amano tanto le Organizzazioni non governative, gli scafisti, i sinti, i poveracci che però non accolgono (vero, Bergoglio?), l'Europa di Bruxelles che ha reso poveri gran parte di noi. 
Sono spacciatori di bufale, fake news, agitatori di fantasmi come quello del neofascismo pronto a uscire dalla tomba, o addirittura veggenti ad alto tasso alcolico. «Se vincono i populisti scoppierà la guerra mondiale», ha messo in guardia Mario Monti: uno che di guerre e di stragi si intende, visti i fallimenti, perfino i suicidi, provocati dal suo indimenticabile governo. Attenti ai cattivi, dunque. Si tratta soltanto di capire quali sono.

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