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I racconti del passato di una poetessa che non sa di esserlo

Il libro Fili di seta di Bruna Chiarcos nasce dai suggestivi paesaggi di Cortina, che le hanno stimolato la creatività


17/09/2018

di Mario Pinzi


La scrittrice è una donna di origini friulane trapiantata a Cortina d’Ampezzo con un percorso di vita quanto mai magico e significativo, che ha tessuto i suoi ricordi poetici come dei fili di seta delicatamente intrecciati negli abiti d’ispirazione tirolese che lei stessa vendeva nella sua esclusiva boutique d’abbigliamento. Questa fantastica donna è Bruna Chiarcos, nata a Biauzzo da genitori di tradizioni contadine. 
Agli inizi degli anni ’60 l’autrice di Fili di seta (Mario Adda Editore, 2018) abbandona quella terra rurale e si trasferisce a Roma dove conosce la contessa Mauricia Perzisky, fuggita da Odessa durante la rivoluzione russa, che la inserisce in un circuito letterario legato al cinema d’autore. 
Nel 1968 la “poetessa che non sa di esserlo” sceglie di vivere nella rinomata località turistica delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, dove si impegna in una attività commerciale nell’ambito dell’abbigliamento che le consente di mantenere il contatto con nuovi intellettuali e artisti di teatro. 
Da questa immersione nella letteratura e nello spettacolo le nasce il desiderio interiore di dare vita al suo straordinario passato e, coadiuvata dalla splendida località delle Dolomiti, colme di luoghi che stimolano la sensibilità di un’artista, inizia a scrivere.
I propri testi sono brani poetici di spessore intrisi di sentimenti così profondi che la illuminano di saggezza e i suoi valori cristiani sono un insegnamento anche per questa Europa che si è persa nei meandri del Dio denaro. L’autrice ha fatto proprie le regole della natura e i suoi brani sono intrisi di quella sensibilità che ha reso grande la sapienza del passato, che oggi si è persa.
Leggendo i brani poetici di Bruna Chiarcos si comprende l’importanza delle regole della natura, delle nostre tradizioni e dei valori del passato, ma soprattutto l’amore e il rispetto per i ricordi che ci hanno fatto crescere e sognare. Fili di seta è un patrimonio di affinità culturali e di preziosi insegnamenti che, per non essere dimenticati, dovrebbero essere accolti in tutte le scuole italiane come punto di riflessione per le nuove generazioni.

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