Share |

I servizi segreti delle SS raccontati dall'inglese Edmund L. Blandford

Fra le pieghe operative di una odiata quanto spietata organizzazione che individuava, e duramente puniva, i nemici del nazismo


07/05/2018

di Valentina Zirpoli


“All’inizio degli anni Trenta, Adolf Hitler comprese che per soddisfare le proprie ambizioni di potere in Europa sarebbe stato assolutamente necessario riuscire ad avere il controllo totale sulla situazione interna della Germania. Affidò dunque questo delicato compito a Heinrich Himmler quale capo delle SS, il qual intuì le potenzialità di un servizio segreto di informazioni interno che controllasse i membri del partito nazista e le fazioni antinaziste. Il Sicherheitsdienst (Sd) nacque proprio con questo scopo”. 
In estrema sintesi è questo il filo conduttore de I servizi segreti delle SS (Newton Compton, pagg. 288, euro 12,00, traduzione di Gianni Pilo), un saggio frutto di un approfondito lavoro di ricerca proposto dal novantenne inglese (è infatti nato a Londra nel 1928) Edmund L. Blandford che, in gioventù, aveva prestato servizio per tre anni nella Royal Air Force, per poi lavorare nella pubblicità, nell’editoria e infine come artista freelance specializzato in copertine di libri di guerra. Lui autore anche di diversi libri imparentati con le vicende hitleriane, sinora inediti in Italia. 
Blandford che, nell’accurato lavoro che stiamo proponendo, non lascia nulla al caso, rendendo partecipe il lettore della nascita e l’evoluzione, le difficoltà e i successi di una delle organizzazioni spionistiche più temibili del mondo. Ovvero le Schutzstaffel, letteralmente squadre di protezione o squadre di salvaguardia, entità paramilitare d’élite del Partito Nazionalsocialista tedesco formata nel 1925 reclutando appartenenti alla SA, la guardia personale di Adolf  Hitler addetta alla sorveglianza dei raduni del partito.  Il 6 gennaio 1929 il Führer nominò Heinrich Himmler capo delle SS, squadra in quel periodo composta da soli 280 uomini. Il quale ne ampliò i ranghi, tanto che alla fine del 1932 questa organizzazione contava già su 52.000 membri, arrivando nell’arco di un altro anno a superare quota 209.000. Per poi etichettarla, nel 1939, come “supporto dell’ordine nazionalsocialista” e necessaria alla “alla vita eterna del popolo tedesco-germanico”. 
A titolo di curiosità, prima del 1932 le SS vestivano la stessa uniforme delle SA, a eccezione di una cravatta e di un berretto nero con un simbolo a forma di teschio. Successivamente adottarono un’uniforme nera e, poco prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale, una grigia, mentre quella nera rimase come alta uniforme, soprattutto per gli ufficiali e per i membri della guardia personale del Führer. Ricordiamo inoltre che il sistema dei gradi era unico, in quanto le gerarchie non riflettevano quelle usate nella Wehrmacht, le forze armate regolari tedesche (Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine), i cui quadri, a parità di organici comandati, venivano considerati in subordine. 
A far lievitare il potere e la forza delle SS, Heinrich Himmler si avvalse del suo braccio destro Reinhard Heydrich che, nel 1931, costituì un servizio interno di intelligence, l’SD appunto, che sotto la sua direzione - scrupolosa, precisa, efficace e spietata - divenne uno dei servizi spionistici più temibili al mondo. Non a caso durante il Secondo conflitto questa forza si sarebbe macchiata di chissà quanti crimini a danno delle popolazioni civili dei Paesi occupati. Tanto che il loro nome e la loro reputazione erano sufficienti a infondere paura se non addirittura terrore. 
Di fatto Blandford, in questo volume, ricostruisce la nascita delle SS e la lotta contro le organizzazioni rivali, fino ai trionfali successi in Europa, comprese le fortunate operazioni di spionaggio nei Paesi Alleati. Particolarmente interessanti risultano alcuni eventi accaduti alla fine dell’estate del 1940, allorché Hitler individuò - ad esempio - negli esuli Duca di Windsor e Wallis Simpson dei potenziali alleati nella sua battaglia contro la Gran Bretagna. Fu quindi elaborato un piano per riuscire a fermare la coppia in Portogallo prima che la loro nave salpasse per l’Atlantico. Si tratta di un episodio avvincente che coinvolse, oltre agli agenti di Hitler, la Spagna, il Portogallo, Churchill e i servizi segreti britannici. 
Il libro rivela inoltre diversi particolari inediti e offre un quadro inquietante e complesso della storia del Terzo Reich nonché dello spionaggio internazionale, angolature destinate ad appassionare sia i lettori che gli studiosi di questa materia. 
Ferma restando - e qui siamo alle conclusioni - l’ingloriosa fine dei gerarchi nazisti che ne avevano fatto parte, alcuni dei quali si rifugiarono in Argentina, dove attivarono una rete battezzata Odessa (acronimo di Organisation der ehemaligen SS-Angehörigen) con diramazioni in Germania, Svizzera e Italia. Quella stessa che aiutò Adolf Eichmann, Josef Mengele, Erich Priebke e molti altri criminali di guerra a trovare rifugio in America Latina. 
Che altro? Il 30 settembre 1946 i giudici del tribunale del processo di Norimberga condannarono le SS, etichettandole come un’organizzazione criminale utilizzata per la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, per la brutalità e le esecuzioni nei campi di concentramento, gli eccessi nell’amministrazione dei territori occupati, l’amministrazione del programma di lavoro schiavistico nonché il maltrattamento e l’assassinio di prigionieri di guerra.

(riproduzione riservata)