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I travagli della Chiesa nelle rivelazioni dei suoi profeti

Dalle profezie di Malachia, alle visioni delle mistiche di Emmerick, Kowalska, Piccarreta e Valtorta, Saverio Gaeta ci svela il significato delle predizioni sulla fine della Chiesa cattolica ai tempi dei papi Francesco e Benedetto


03/12/2018

di Giambattista Pepi


Dall’apocalisse di San Giovanni alle profezie di Malachia, dalle rivelazioni della Madonna alla veggente Lucia a Fatima, sino alle visioni delle mistiche Faustina Kowalska, Luisa Piccarreta e Maria Valtorta. Tra il vero ed il falso, tra la suggestione e la realtà, è tutto un susseguirsi dall’antichità ai giorni nostri, di libri e testimonianze, di donne ed uomini, che hanno scritto o hanno dichiarato di avere avuto, durante la veglia o nel sonno, visioni mistiche e sante rivelazioni da parte di Gesù Cristo e della Madonna. Tutte (o quasi) queste profezie si inscrivono nel filone del genere letterario apocalittico le cui principali caratteristiche sono le visioni, le immagini ed i simboli. 
Nella Rivelazione o Libro della Rivelazione (come più comunemente è conosciuta l’Apocalisse, ultimo libro del Nuovo Testamento attribuito a San Giovanni l’evangelista, secondo alcune fonti, ad un mistico che avrebbe nascosto la sua vera identità dicendo di chiamarsi Giovanni, secondo altre), come nelle antiche profezie di Malachia e nelle visioni escatologiche delle veggenti si parla di visioni, ricorrono immagini e sono citati simboli che si possono (secondo gran parte dei credenti si debbono)  interpretare come segni dei giorni nostri o del futuro prossimo che attende l’Umanità, la Chiesa di Cristo ed il Nuovo mondo. 
Saverio Gaeta nel libro La profezia dei due papi (Piemme, pagg. 211, 16,90 euro) ci svela, attraverso un excursus documentato, le più significative rivelazioni sulla fine della Chiesa ai tempi dei Papi Francesco e Benedetto. 
Giornalista e vaticanista, collaboratore di Radio Maria e di altre testate nonché autore di libri di successo (Il segreto di Madre Teresa e Medjugorje. È tutto vero pubblicati da Piemme e Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane edito da Salani), Gaeta nel prologo del suo libro si domanda “cosa ha a che fare una beata di due secoli fa, Katharina Emmerick con le vicende attuali della Chiesa nella quale vide che sarebbero coesistiti due papi”. E “come mai a La Salette la Madonna preannunciò in sequenza “un papa che sarà perseguitato da ogni parte, gli si sparerà addosso, si vorrà metterlo a morte, ma non gli si potrà far nulla” e “un capo della Chiesa che otterrà la palma del martirio”.  E che dire della visione che ebbe la veggente Lucia a Fatima che descrisse il Santo padre e un vescovo vestito di bianco percepiti contemporaneamente come in uno specchio? 
Si moltiplicano, secondo l’autore i segnali d’allarme lanciati dalla Vergine Maria sui rischi immanenti che scuoteranno (stanno già sconvolgendo?) la Chiesa ed i cristiani attraverso i nuovi profeti, che si vanno ad aggiungere a quelli del passato di cui riferisce il Vecchio ed il Nuovo Testamento. 
Come già nell’antichità i profeti rappresentavano Dio e ne comunicavano la volontà per accompagnare la comunità umana lungo il cammino della salvezza, così i profeti di oggi manifestano con i segni e le visioni, i pericoli che ci sovrastano, e ci ammoniscono a prenderli sul serio, a rimediare alle nostre iniquità, a non rinunciare ad essere apostoli della Verità rivelata, a predicare e dare attuazione al Vangelo, la parola di Cristo che si è fatta carne e vive tra gli uomini. 
L’autore inizia il proprio “viaggio” dalle profezie di Malachia. Il suo libro profetico è l’ultimo di quelli dei profeti minori, sia per la tradizione ebraica, secondo la quale Malachia è appunto il “sigillo dei profeti”, che secondo quella cristiana.  Si compone di sei brani costituiti sullo stesso tipo; Jahvé (il nome di Dio) o il suo profeta, lancia un’affermazione, che è discussa dal popolo o dai sacerdoti e che è sviluppata in un discorso in cui si alternano minacce e promesse di salvezza. Sono soprattutto due i temi che lo riguardano: le colpe culturali dei sacerdoti e dei fedeli e lo scandalo dei matrimoni misti e dei divorzi. 
Dall’antichità si giunge a nostri giorni con le apparizioni mariane più recenti: da quelle italiane di Tre Fontane e Civitavecchia a quelle europee di Amsterdam e Medjugorje fino a quelle brasiliane di Anguerra e Itipiranga, di Akita in Giappone e di Kibeho in Rwanda per giungere alle visioni di Faustina Kowalska, Luisa Piccarreta e Maria Valtorta. Tutte testimoniano le rivelazioni ricevute da Maria di segni e premonizione su eventi di eccezionale portata e conseguenze: il dilagare dell’apostasia, il rinnegamento della fede da parte di sacerdoti e laici, l’espansione della massoneria, e di una lobby gay tra gli ecclesiastici, gli scandali che ne stanno colpendo a ripetizioni sacerdoti e prelati, i dogmi rimessi in discussione (il matrimonio indissolubile colpito dal divorzio, la protezione della vita dal suo concepimento fino alla morte, limitata dall’aborto e dall’eutanasia; l’omosessualità che altera il rapporto naturale tra uomo e donna), la persecuzione dei cristiani, l’assassinio del papa e l’attentato terroristico in Vaticano. Tutti questi segnali confluiscono in un quadro drammatico che annuncia la fine dei tempi e l’avvento di un’era nuova. 
I cristiani e la Chiesa di Cristo, ricorda Gaeta citando il Catechismo della Chiesa Cattolica dovranno patite come patì il Figlio dell’Uomo: saranno perseguitati, flagellati, messi a morte, ma poi risorgeranno, con Cristo e la sua sposa, la Chiesa, nell’ultimo giorno. Nel giorno del Giudizio universale, quando Gesù tornerà sulla Terra nella gloria e giudicherà i vivi ed i morti. E i giusti, separati dagli empi, trionferanno sulla morte e sul male e ascenderanno con Lui nei Cieli e nella Gerusalemme celeste dove vivranno in eterno.   

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