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Il 20 gennaio debutterà la “Lotteria degli scontrini”, discutibile misura anti-evasione

Previsti tre premi mensili da 10, 30 e 50mila euro nonché una maxiestrazione a fine anno


07/10/2019

Non è una novità, essendo già stata sperimentata, senza particolari riscontri, in Portogallo, in Slovacchia e a Malta: stiamo parlando della “Lotteria degli scontrini”, la misura per ridurre l’evasione fiscale che dovrebbe debuttare il prossimo 20 gennaio con l’estrazione mensile di tre premi da 10mila, 30mila e 50mila euro. Mentre a fine anno è prevista una maxiestrazione (nella quale saranno inclusi tutti gli scontrini rilasciati nell’arco dei dodici mesi) e un superpremio simile a quello messo in campo, ad esempio, nella Lotteria Italia. Al riguardo è previsto l’allestimento di un sito dedicato in cui i cittadini potranno controllare i biglietti loro assegnati e le estrazioni della lotteria. 
Questa “Lotteria degli scontrini”, già prevista dalla legge di Bilancio 2017 (quella varata dall’allora Governo guidato da Paolo Gentiloni), era stata più volte rinviata in quanto presupponeva l’obbligo dell’entra in servizio degli scontrini elettronici. Un obbligo che scatterà appunto dal prossimo gennaio, ma che è già in vigore da quasi quattro mesi per coloro che denunciano un volume di affari superiore ai 400mila euro. 
Questa iniziativa, che dovrebbe spingere i consumatori a pagare con moneta elettronica, fa parte delle misure anti-evasione che dovrebbero portare maggiori introiti nelle casse dello Stato - con una buona dose di ottimismo - per 7,2 miliardi, come peraltro previsto nella Nota di aggiornamento al Def. 
Ma come funzionerà la Lotteria degli scontrini? Su ogni acquisto effettuato dal consumatore verranno emessi dei biglietti virtuali che parteciperanno alle estrazioni dei premi. Tuttavia non tutti gli scontrini emessi saranno validi per la lotteria: varranno infatti soltanto quelli che supereranno una spesa minima di un euro. Varranno inoltre solo gli acquisti di prodotti e servizi da parte di consumatori finali; non saranno validi, ad esempio, gli acquisti di merci da parte dei commercianti. 
Come accennato, questa misura è volta a incentivare i pagamenti con moneta elettronica, mentre chi continuerà a pagare in contanti dovrà fornire al commerciante (una vera e propria stupidaggine, tanto per dare ulteriore slancio alla già farraginosa macchina burocratica) il proprio codice fiscale.

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