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Il Big Bang dei leghisti rivoluziona mezza Europa

E mentre Salvini se la gode (ha vinto anche a Lampedusa e Riace), i grillini non hanno più nemmeno le illusioni alle quali aggrapparsi


27/05/2019

di Sandro Vacchi


Una rivoluzione? Uno tsunami? No, quello che è accaduto è il Big Bang, la nascita di un nuovo mondo. Nell' Italia ostaggio dell'intellighenzia meno intelligente della storia, della magistratura manettara, dei falsi partigiani antifascisti, del pensiero unico ipocrita, della Chiesa anticattolica, paradossalmente rischia però di non succedere nulla per un po' di tempo ancora. 
In Parlamento ha più seggi di tutti un partito (Cinque Stelle) che dal 26 maggio 2019 è però soltanto il terzo del Paese. Il partito che ha invece incassato il doppio dei voti (la Lega) ha la metà dei seggi. E' normale? Nemmeno su Marte o su Saturno. 
I grillini sono ammutoliti: non si è mai visto un vice primo ministro e numero uno di un partito, tacere per mezza giornata dopo gli scrutini. Luigi Di Maio lo ha fatto, probabilmente alla ricerca di parole per spiegare l'agonia di un partito ancora in fasce. Vogliamo una spiegazione del tipo “si trattava di elezioni europee e non italiane”? Perfetto! Gran parte dell'Europa ha premiato in maniera impensabile i partiti cosiddetti sovranisti: Salvini in Italia, Le Pen in Francia, Farage in Gran Bretagna, Orban al 56 per cento in Ungheria; e le forze antiglobaliste e nazionaliste hanno guadagnato posizioni in tutto il continente. Sarà un Parlamento europeo molto diverso da oggi quello che indicherà le linee guida, i quadri di riferimento entro cui muoversi, i parametri economici da rispettare. Allora i Cinque Stelle sono fritti. 
Si è trattato invece di un referendum non soltanto sull'Europa, ma sulla politica italiana? Allora i grullini sono ancora più fritti, non possono nascondersi dietro un dito, arrampicarsi sugli specchi, fare i pesci in barile e menare il torrone: scusate per il profluvio di modi di dire, ma i Cinque Stelle non “sgovernano” forse in questo modo? A ogni consiglio dei ministri, in ogni messaggino, in ogni apparizione in televisione, Salvini martellerà implacabilmente su un punto: i voti li ha lui, gli italiani sono con lui, gli altri devono passare da lui. 
Fanno ancora finta di niente, come se il Big Bang non ci fosse stato, perché si ostinano a non capire come mai “intelligenze superiori” come le loro non hanno capito un beato tubo. Tanto per dirne una. Lunedì 27, alle 11 del mattino, il trionfatore Salvini, capo di un partito che alle Europee di cinque anni fa aveva raccolto il 6 per cento mentre oggi è al 34,57, ha tenuto una conferenza stampa. Nessuna rete Rai era collegata, alla faccia del servizio pubblico. Altroché lo stipendio di Fazio re Mida, è tutto il carrozzone che suscita scandalo. 
Ma a Roma, la capitale, la Lega ha preso il 26 per cento. Ripeto: a “Roma ladrona, la Lega non perdona”. Sarà cambiato qualcosa? Bisognerà buttare all'aria il Minculpop che non sa fare di meglio che insultare chi non è dei suoi, dandogli del fascista e buonanotte suonatori? 
Al bar, pensatoio formidabile per farsi un'idea della situazione, ho sentito un elettore del PD commentare sconsolato: «Questo Paese di merda è in mano ai fascisti». Capito i fini cervelli degli analisti cresciuti nelle cellule di partito? Con l'accusa di fascismo risolvono tutto e sognano che gli elettori continuino a votarli. Era un bar in piena Emilia, dove il PD ha perso l'egemonia, dopo settant'anni, a vantaggio della Lega. Lo stesso PD che festeggiava con Zingaretti e Gentiloni perché... ha perso. Infatti cinque anni fa, con Renzi, alle Europee prese addirittura il 40 per cento, oggi è alla metà, e con centomila voti meno delle Politiche del marzo 2018. Ma loro si accontentano di poco. 
I grullini non hanno neppure le illusioni alle quali aggrapparsi. 
Guardiamo le Europee? Nel 2014 avevano il 21,2 per cento. Guardiamo le Politiche 2018? Avevano addirittura il 32,7. Oggi sono ridotti al 17 per cento, dimezzati in un anno. Si è trattato di elezioni europee e basta? Bene, i Cinque Stelle avranno 14 deputati, la Lega esattamente il doppio, cioè 28. Soltanto la CDU di Angela Merkel avrà più parlamentari, cioè 29. Uno in più della Lega: uno appena. 
Il vento leghista soffia impetuoso, ma Salvini non fa il gradasso. 
Dice che parlerà con le istituzioni, che chiederà garanzie, che non reclamerà altre poltrone e così via. Aggiunge che adesso è ora di lavorare e di pensare a ridurre le tasse. Ricorda che in due luoghi simbolo della pseudo-sinistra italiana “accogliente”, vale a dire Riace e Lampedusa, la Lega è il primo partito. A Lampedusa, ci pensate? Il punto più meridionale d'Italia. Gli danno dell'antieuropeista e lui rovescia l'accusa: contro l'Europa sono semmai gli attuali falsi europeisti, quelli che hanno ridotto in questo modo l'Unione Europea, facendone un Moloch che massacra i popoli. 
Se si tiene conto di chi ha avuto contro Salvini, il risultato della Lega è ancor più sorprendente, e anche sconcertante per chi si ritiene sempre e comunque nel vero e nel giusto. Prendiamo il crocifisso e il rosario branditi da Salvini. E' stato accusato di cercare i voti dei cattolici. Ma sicuro! In un Paese dove i crocifissi si nascondono e le chiese diventano moschee. Vittorio Sgarbi dice una cosa che molti pensano, provocatorio quanto si vuole, ma sincero: «Il papa ateo Francesco ha perso contro il cattolico Salvini. Mi vergogno di un papa che fa politica. I vescovi che accusavano Salvini per l'esposizione del rosario sono quelli che per decine di anni hanno calpestato il laicismo dello Stato». E' blasfemo dirlo? No, è ipocrita non dirlo. 
Come è ipocrita indignarsi perché Maurizio Belpietro, giornalista di destra, avrebbe osato intaccare la sacralità dell'Unità, firmando il giornale già del Partito Comunista per consentirgli di vivere. Proprio così. Lo hanno forse fatto Concita De Gregorio, Walter Veltroni, Massimo D'Alema, tutti ex direttori del quotidiano che hanno affossato? Lo ha fatto il comunista col Rolex Gad Lerner, capace invece di redigere liste di proscrizione, una cosa da Cremlino, da Lubianka, da Gulag? Bravi, compagni che capite tutto e lo distruggete meglio. 
“La Repubblica”, che ha preso il posto dell'“Unità” come organo ufficiale della sinistra radical-shit, ha titolato a tutta prima pagina “Ombre nere”. E ridagli col fascismo! “I giovani salvano l'Europa” sul successo dei verdi spinti dalla scimmia ammaestrata Greta, sedicenne svedese divenuta nuova icona dei ben” non pensanti”. 
Nelle pagine interne si paventano perfino rischi per i diritti delle donne. Seminano il terrore; non hanno vinto loro ma i non comunisti, che automaticamente sono fascisti; sono preoccupati per l'ordine democratico, per l'Europa che ci fa tanto bene e ci ha regalato l'euro, per l'elegante pedofilizzato Emmanuel Macron sovrastato dall'impresentabile Marine Le Pen... Qualcuno che ammetta di non aver capito niente di come va il mondo? Solamente Federico Rampini, autore anche di un libro sui disastri della “sinistra”. 
In attesa di estinguersi si preoccupano. Ma vah! Mentre la Merkel tiene per il rotto della cuffia, Salvini accarezza un Comune che si chiama Cavarnia, in provincia di Cunero, 83 per cento di voti leghisti. E 55,89 per cento a Cassano Irpino. Ma non si chiamava Lega Nord? E il Piemonte va alla Lega. E l'Umbria scarlatta dell'ex governatrice Catiuscia Marini vede il Carroccio passare dal 2,5 al 38 per cento, più della media nazionale. 
Altroché reddito di cittadinanza, “ius soli”, accoglienza senza limiti, grandi opere bloccate, con l'intento di asservire ancor più l'Italia. Salvini promette che ridurrà le tasse. Vedremo. Per ora vediamo che lo criticano anche per questo. Per forza: è un “fascista”, no? Eia Eia, ma va' là!

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