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Il Comune vuole abbassare le tariffe, vince il ricorso ma i cittadini pagano più di prima

Il paradosso della burocrazia che, a causa della sua lentezza e inefficienza, uccide anche la... giustizia. Tutto questo succede in Sicilia, a Francofonte


25/01/2021

di Salvina Morina e Tonino Morina


La burocrazia italiana è esasperante e complicata, e, in alcuni casi, la sua lentezza e inefficienza beffano anche la giustizia. A farne le spese sono sempre i cittadini. Un esempio di vittime della burocrazia è quella che stanno subendo, da più di dieci anni, i cittadini di Francofonte, in provincia di Siracusa. 
Il paradosso è che questo Comune ha vinto il ricorso per fare abbassare gli estimi catastali, ma i cittadini pagano più di prima. “Caro contribuente il tuo ricorso è stato accolto, hai vinto, ma per ora devi pagare più di prima, in attesa che sia pubblicato il nuovo decreto. Vedi che è questione di giorni (questa era stata la promessa), perché non appena sarà pubblicato il decreto, considerato che il ricorso è stato accolto, pagherai di meno”. Ma così non è stato. Per capire la vicenda, è bene raccontarla. 
I fatti - Il Comune in questione ha vinto il ricorso vedendosi riconosciute le ragioni sulle esagerate tariffe catastali applicate sugli immobili, che sono superiori, ad esempio, non solo a quelle di Comuni vicini quali Scordia, Lentini o Carlentini, ma anche a quelle di città come Catania, Siracusa o Palermo. Con la differenza che una casa a Francofonte, di circa 100 metri quadri, in buone condizioni, si può comprare a prezzi variabili da 40mila euro e 80mila euro, mentre a Catania, Palermo o Siracusa, per lo stesso immobile, ci vogliono cifre variabili da 200mila, in periferia, fino a 500mila euro al centro della città. 
A seguito del ricorso presentato, il Consiglio di giustizia amministrativa ha acclarato e dichiarato l’illegittimità delle tariffe d’estimo impugnate dal Comune di Francofonte, ritenendo che la fondatezza dell’appello risulta incontrovertibilmente dagli esiti dell’istruttoria disposta, evidenziando la disparità, rispetto a quella degli altri Comuni viciniori, delle tariffe d’estimo impugnate e la loro oggettiva irragionevolezza. 
La nota dell’agenzia del Territorio di Roma - Dopo la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, depositata il 2 marzo 2009, l’agenzia del Territorio di Roma, comunica, con nota del 26 ottobre 2010, che, essendo stato accolto il ricorso, sarà cura “della scrivente richiedere il parere propedeutico al procedimento di revisione parziale degli estimi alla Commissione censuaria centrale, che all’attualità risulta costituita, ma non ancora operante, in attesa del completamento dell’iter di nomina dei relativi componenti”. Insomma, in pochi giorni si sarebbe dovuto risolvere il tutto. 
Il recepimento sulla Gazzetta ufficiale - Il “problema”, che si sarebbe dovuto risolvere in pochi giorni, è stato riportato sulla Gazzetta ufficiale 254 del 29 ottobre 2010, con la nota dell’agenzia del Territorio di Roma che rendeva noto l’accoglimento del ricorso, facendo presente che, in attesa del decreto che doveva recepire le nuove più basse ed eque tariffe elaborate e condivise sia dal Comune di Francofonte, sia dall’ufficio del Territorio di Siracusa, nel frattempo erano state ripristinate le tariffe precedenti di cui al decreto del 27 settembre 1991. 
Il doppio paradosso è che le vecchie tariffe erano ancora più alte ed esagerate di quelle che dovevano essere corrette. Ma, come si è detto, doveva essere questione di giorni. Il guaio è che i “pochi giorni”, dal 29 ottobre 2010, si sono prolungati fino ad oggi, in pratica sono passati più di dieci anni, e i cittadini di Francofonte sono doppiamente beffati. 
In parole povere: le vecchie rendite, fino al 2002, erano, ad esempio, 120, dal 2002, le nuove rendite erano 100, ma il ricorso del Comune era stato accolto, riconoscendo che le giuste rendite, viste e confrontate con quelle dei Comuni più ricchi, dovevano essere 50. 
Come si è detto, però, in attesa della correzione ufficiale e definitiva, di 50, si dovevano applicare le rendite di 120, superiori a quelle altissime e sbagliate di 100. La beffa è doppia, perché il Comune di Francofonte ha vinto il ricorso, ma, come si è detto, i cittadini devono pagare di più in termini di imposte dirette, Imu, Tasi e altre imposte indirette. La lentezza del legislatore o degli uffici competenti, che devono recepire le nuove tariffe condivise da tutti, è ingiustificata per la ragione che punisce un Comune che ha vinto il ricorso, penalizzando ingiustamente i cittadini. 
Le interrogazioni parlamentari ed il silenzio dei Ministri - Per risolvere il problema dei cittadini di Francofonte, nel corso degli anni sono state presentate delle interrogazioni parlamentari ai vari ministri dell’Economia e delle Finanze. Nelle interrogazioni, sono stati chiesti i motivi per i quali non si è ancora provveduto all’emanazione del decreto per la revisione delle tariffe degli estimi catastali degli immobili siti nel Comune di Francofonte. Alle interrogazioni parlamentari, ha fatto seguito il silenzio dei vari ministri che si sono succeduti dal 2009. 
A tutt’oggi però i cittadini non hanno visto alcuna modifica, né perequazione delle tariffe d’estimo, alla quale hanno diritto. È in ogni caso intollerabile e inaccettabile il ritardo che crea danni ai cittadini, considerato che il piccolo Comune in questione si trova nella situazione paradossale di avere vinto il ricorso nel 2009 perché le tariffe degli estimi catastali erano esagerate, ma, a seguito della sentenza favorevole, i cittadini pagano più di prima. In questo caso, non si può nemmeno sperare nel famoso “giudice di Berlino”, perché il giudice ha già dato ragione al Comune di Francofonte.

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