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Il Decreto Ristori-bis corre in aiuto di associazioni e circoli

In arrivo a partire dal prossimo anno un fondo di settanta milioni di euro destinato alle attività no profit escluse dal primo provvedimento


09/11/2020

di Damiano Pignalosa


Dopo essere stati esclusi dal primo decreto ristori, associazioni e circoli che non svolgono attività commerciale, e quindi privi di partita Iva, possono tirare un primo sospiro di sollievo grazie agli interventi a loro destinati attraverso il decreto ristori-bis varato il 7 Novembre scorso.
Il fondo messo a disposizione dal Governo a partire dal 2021 ammonta a 70 milioni di euro e, se da una parte non riuscirà a far fronte a tutte le richieste ricevute, dall’altra è una boccata d’ossigeno che aiuta a tenere duro ancora per un po’. Per sottolineare l’importanza della manovra si è espressa a riguardo la portavoce del Forum Terzo settore, Claudia Fiaschi: «Il dialogo con il Governo degli ultimi giorni ha portato ad un primo importante risultato. Nel nuovo decreto Ristori infatti è stato istituito un nuovo fondo a sostegno delle organizzazioni di Terzo settore che non svolgono attività di impresa e quindi per le migliaia di associazioni che stanno incontrando grandi difficoltà dato il blocco delle attività determinato dai decreti sull’emergenza sanitaria».
Il fondo è espressamente destinato a interventi in favore delle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus. Ma è proprio la dotazione a preoccupare in prospettiva il Forum del Terzo settore. «Sono stati finalmente inseriti - sottolinea ancora Claudia Fiaschi - nella platea dei beneficiari delle misure di sostegno anche le associazioni e i circoli, inizialmente esclusi perché non in possesso di partita Iva. Si tratta però di un fondo con una dotazione finanziaria probabilmente insufficiente e che chiederemo venga rafforzato. Siamo fiduciosi che il confronto costruttivo avuto con il governo sulle nuove misure possa proseguire nelle prossime settimane».
La partita inizia ora e sarà una vera corsa contro il tempo visto che si avvicina la scadenza per la presentazione dei progetti al ministero del Lavoro per l’erogazione della prima tranche pari a 50 milioni dei 100 messi a disposizione dal decreto Rilancio (Dl 34/2020) per il sostegno delle attività degli enti del terzo settore dirette a fronteggiare l'emergenza sanitaria. Entro martedì 10 novembre vanno inviati via posta elettronica certificata (Pec) al ministero del Lavoro. La partecipazione è riservata alle reti iscritte nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale (Aps) e alle reti composte da un numero di organizzazioni di volontariato (Odv) non inferiore a 100 e con presenza in almeno cinque regioni. Sarà necessario presentare un programma di attività per contrastare le emergenze sociali e assistenziali provocate dal coronavirus.
Insomma, le difficoltà diventano sempre più imponenti in ogni settore e il messaggio che deve passare riguarda l’omogeneità di intervento e l’importanza che qualsiasi attività occupa nel tessuto socio-economico del nostro Paese. Le difficoltà creano spaccature, ma questo non deve mai sfociare in una gara all’ultimo sangue con l’obiettivo di creare vie preferenziali per uno specifico settore piuttosto che un altro. Ogni ambito è fatto di persone, lavoro, sacrifici e dedizione, ora più che mai cerchiamo di aiutarci per riuscire a mantenere in piedi questo Paese…

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