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Il G7 certifica la nascita dell'asse fra gli Usa e la Gran Bretagna

Trump e Johnson concordano sull’uscita dall’Ue e si dicono pronti a stipulare il patto commerciale più grande di sempre


26/08/2019

di Damiano Pignalosa


In ogni relazione la fase che più si ricorda è quella del corteggiamento. La passione e l’incertezza la fanno da padrone, mentre le promesse e i pensieri di una lunga vita insieme vengono messi pian piano sul tavolo facendo leva su disastrose esperienze passate, che non devono più impaurire: il tempo guarisce le ferite e stavolta la strada è quella giusta. L’articolo potrebbe già finire qui, ma la realtà dei fatti è che questa volta non si parla di una coppia che scopre il primo amore, ma di un ritorno di fiamma che ha scritto di proprio pugno la storia mondiale almeno negli ultimi 200 anni. Stiamo parlando di una nuova sintonia tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Il tutto nasce dall’avvicendamento avuto solo pochi mesi fa sotto la corona inglese, che ha visto Boris Johnson prendere il posto dell’ex primo ministro Theresa May al numero 10 di Downing Street.
Il primo scoglio da superare ovviamente è quello riguardante la Brexit. A riguardo il nuovo premier britannico ha scelto lo scenario del G7 per affrontare l’argomento, mentre a Londra il suo staff lavora per fare in modo che il parlamento possa riunirsi solo il 9 settembre, al rientro dalle ferie, e chiudersi il giorno dopo fino al 31 ottobre a porte serrate. «Cerchiamo di essere chiari, penso che al momento ci sia una ragionevole possibilità che avremo un accordo», ha dichiarato Johnson dicendosi "ottimista", ma ha continuato: «Se usciremo senza un accordo è certamente vero che i 39 miliardi di sterline non sono più, a rigor di termini, dovuti. Ci saranno somme molto consistenti disponibili per il nostro Paese da spendere per le nostre priorità. Non è una minaccia. E' una semplice realtà di fatto». 
Ha le idee ben chiare il nuovo leader britannico e le incertezze riguardanti le possibili sanzioni o una possibile chiusura del mercato europeo stanno pian piano cadendo, soprattutto grazie all’appoggio di un vecchio alleato a stelle e strisce che, con il proprio presidente Donald Trump, dopo aver lodato il suo collega UK, promette un nuovo accordo commerciale, il più grande di sempre. Una promessa che vorrebbe rassicurare chi teme le ricadute economiche di un’uscita del Regno Unito senza accordo dall’Unione europea, più volte paventata da Johnson, il quale ha detto di essere determinato a portare fuori il Regno Unito entro il 31 ottobre a ogni costo.
Insomma, se tutto questo dovrebbe confermarsi, con l’uscita del Regno Unito dalla Ue senza l’esborso di un centesimo si creerebbe un precedente che andrebbe ad indebolire ancor di più il micro-mondo europeo che già deve fare i conti con la perdita di consensi della Merkel con annessa crisi bancaria della Germania, la situazione sempre più in bilico di Macron, che non è riuscito ad arginare il fiume in piena dei gillet gialli crollando nelle preferenze, per non parlare della crisi di governo italiana, che ancora non ha una chiara via risolutiva, in un momento in cui bisognerebbe già pensare a cosa inserire nella prossima legge di bilancio.
La rinascita dell’asse Usa-Regno Unito potrebbe decretare la parola fine all’Unione Europea per come la conosciamo. E’ indubbio che le cose dovranno per forza di cose cambiare perché il tempo delle speranze o delle belle parole, che non servono a nulla, è già scaduto. La palla ora passa a voi per cercare di non far affondare del tutto questa nave piena di ferite…

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