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Il Governo, i "gufi" della crisi e la sfida delle europee

Intanto consumi e investimenti restano al palo mentre il divario con l'Eurozona si allarga


01/04/2019

di Artemisia


Per Salvini sono soltanto “gufi” ma, nello zoo degli animali jettatori, gli economisti di Confindustria sono in buona compagnia. L'Associazione degli industriali si aggiunge alla lunga lista, dopo la Banca d’Italia, l’Istat e il Fondo monetario internazionale, di coloro che vedono buio nella mostra economia. Possibile che sia soltanto pessimismo o un complottone di chi vuole remare contro il Governo? 
Le previsioni indicano uno stop della crescita del Pil, con oscillazioni tra lo 0’1 e lo 0,2% che nemmeno il reddito di cittadinanza, sul quale il ministro del Lavoro e delle Attività produttive, nonché vicepremier, Di Maio, aveva riposto tutte le sue aspettative, è in grado di muovere. 
Consumi e investimenti restano al palo e il divario con l’eurozona si allarga. La nuova crisi che tutti gli economisti danno per imminente coglie il nostro Paese impreparato e debole. Questi anni dovevano servire a “mettere legna in cascina”, a irrobustire i settori produttivi, a redistribuire il reddito, invece non siamo riusciti a uscire dalle secche. “Ragazzi, fateci lavorare. Siamo qua da poco, abbiamo fatto mosse economiche che vedranno i loro effetti nei prossimi mesi”, è stata la risposta piccata, in diretta Facebook del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. “C'è una manovra economica approvata a dicembre, siamo a marzo: se il Paese è fermo, probabilmente qualcuno doveva svegliarsi prima, in passato, quando l'economia cresceva e l'Italia frenava” ha poi aggiunto il leader del Carroccio, convinto che «con i soldi che rimettiamo in tasca agli italiani si torna non dico a correre ma a crescere». 
Questo governo, impegnato in una campagna elettorale perenne, con obiettivi di breve termine (ora il traguardo sono le elezioni europee) rinvia di mese in mese gli interventi più sostanziali per dare una scossa all’economia. Il dibattito sulla Tav si sta prolungando oltre misura, i cantieri sono fermi, migliaia di posti di lavoro sono in stand by. 
In questa situazione il prossimo obiettivo è il Documento di economia e finanza che va presentato entro il 10 aprile. Nel testo sicuramente andranno aggiornate le previsioni economiche: questo porterà a una valutazione e alla verifica dei saldi che saranno oggetto del confronto con l'Unione europea. 
Il premier Conte ha negato l’ipotesi di una manovra correttiva nel prossimo autunno ma se l’andamento del Pil resterà inchiodato a questi livelli, sarà inevitabile per rispettare gli obiettivi del deficit. 
Il Governo non ha ancora digerito la legge di bilancio 2019, e le tensioni sul decretone (Quota 100 e Reddito di cittadinanza) sono un ricordo recentissimo. Mettersi a trovare la quadra sui progetti di Lega e M5s, diversi se non antitetici, sotto elezioni potrebbe nuocere al governo. 
La Lega pensa a una riforma fiscale. Si pensa a una riduzione della prima aliquota Irpef dal 23% al 20%. Oppure la flat tax, rilanciata dal sottosegretario Armando Siri: aliquota Irpef unica al 15% per i nuclei familiari che hanno redditi fino a 50 mila euro e l'Ires al 20%. I Cinque stelle lavorano a una riduzione del cuneo fiscale. Per finanziare i nuovi interventi una revisione delle cosiddette tax expenditures e un taglio della spesa pubblica. 
È probabile però che il documento di aprile contenga solo una cornice in attesa che i risultati delle Europee ridisegnino gli equilibri politici. A quel punto si vedrà chi ha i numeri per imporre il proprio programma.

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