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Il Gruppo Albini punta sulla sostenibilità valorizzata in partnership con i clienti

Intanto continua la crescita dell’azienda bergamasca, leader in Europa nella produzione di tessuti per camiceria, che dà lavoro a oltre 1.400 dipendenti


10/07/2018

Da sinistra: Stefano, Fabio e Andrea Albini

Il Gruppo Albini, maggior produttore europeo di tessuti per camiceria, ha chiuso il primo semestre dell’anno con risultati in crescita e con ordinativi per la nuova stagione che fanno prevedere una chiusura di anno moderatamente positiva. Il segnale di svolta arriva dopo un 2017 che, nonostante un fatturato in crescita, ha lasciato parziale insoddisfazione per il risultato economico. La risposta immediata del Gruppo non si è fatta attendere e ha riguardato numerosi fronti: stanno infatti dando i primi frutti gli investimenti in strumenti digitali avviati lo scorso anno a supporto delle aree commerciale e marketing, come il nuovo sistema CRM e la nuova funzione di analisi dati vendita. A questi si affianca una migliore struttura organizzativa a livello commerciale, l’avvio di importanti sinergie tra le vendite di filati e quelle di tessuti e infine l’ottimizzazione di alcune fasi produttive. 
Per quanto riguarda i prodotti, la proposta è sempre più orientata all’innovazione che oltre alla nota valenza stilistica, porta al mercato uno sviluppo di tessuti con nuove performance tecniche, come la resistenza all’acqua, ai raggi UV, allo stropiccio e antiodore, caratteristiche che il mercato dimostra di apprezzare sempre più. 
Nel semestre appena concluso segnali positivi giungono un po’ da tutte le divisioni prodotto e dalle varie aree geografiche con l’area EMEA, in particolare, che registra un andamento particolarmente positivo. Conferma infatti buone performance la divisione I Cotoni di Albini S.p.A., dedicata alla produzione di filati fini e finissimi e delle mischie nobili, che dimostra ancora di più come la riorganizzazione avvenuta nel 2016 sia stata strategica, in particolare per aver consentito una produzione più flessibile e veloce in risposta alle richieste del mercato sempre più orientato a prodotti innovativi e di qualità, lotti produttivi più piccoli e lead time ridotti. 
Positivo anche il trend di Albini donna, collezione di ricerca dedicata all’abbigliamento femminile, in cui il Gruppo Albini crede molto, dedicando attenzione e investimenti mirati. 
Da anni il Gruppo, che esporta circa il 70% del fatturato in oltre 80 Paesi, persegue la strategia di internazionalizzazione con un approccio globale ma con investimenti e attenzioni locali in grado di anticipare e rispondere alle esigenze di ogni singolo mercato. 
“Il Gruppo - ha spiegato il presidente Stefano Albini - ha reagito energicamente e con coraggio alla perdita del suo storico presidente Silvio, diventato negli anni un punto di riferimento non solo dell’azienda, ma dell’intero settore tessile a livello mondiale. La forza dei suoi valori, del suo esempio e della sua competenza ha unito ancora maggiormente tutta la squadra rendendola più impegnata e responsabile come dimostra l’andamento positivo del primo semestre”. 
I risultati del Gruppo Albini - giunto al 142esimo anno di attività e oggi guidato dalla quinta generazione con Andrea, Fabio e Stefano Albini - sono frutto di strategie avviate da anni con una visione di lungo periodo come la diversificazione di mercati e prodotti; la convinzione di rimanere azienda ambasciatrice del Made in Italy sinonimo di qualità, creatività, eccellenza e innovazione; il controllo diretto dell’intera filiera produttiva che rappresenta una unicità per il settore e consente di poter tracciare e controllare ogni passaggio produttivo garantendo massima qualità e innovazione in ogni fase della filiera, servizio efficiente e risposte immediate. 
“In particolare - spiega il presidente Stefano Albini – il controllo diretto della intera filiera consente da anni al Gruppo lo sviluppo di importanti progetti in tema di sostenibilità. La gestione diretta e completa della filiera è condizione essenziale per poter tracciare e controllare direttamente ogni passaggio assicurando la massima sostenibilità di ogni metro di tessuto prodotto.” 
La tracciabilità dell’intero processo a partire dalla produzione delle materie prime, infatti, è alla base di una vera sostenibilità, garantita dal Gruppo Albini anche grazie a un laboratorio dedicato in ogni fase della lavorazione. Inoltre, aver affrontato questi temi in largo anticipo rispetto ad altri competitor fornisce al Gruppo un importante vantaggio competitivo. 
Il Gruppo investe regolarmente importanti risorse nell’area della sostenibilità da ormai più di 10 anni, e ha avviato in tale ambito progetti in partnership con alcuni Clienti di riferimento del fashion mondiale. 
Da dicembre 2017 è inoltre membro dell’organizzazione no-profit Better Cotton Initiative (BCI), con lo scopo di rendere la produzione globale di cotone più sostenibile per le persone coinvolte nel processo, per l’ambiente e per il futuro del settore. Insieme a UNIDO, da aprile 2018, coopera ad un importante progetto in Egitto per il miglioramento delle condizioni lavorative dei coltivatori di cotone e il contestuale miglioramento della qualità del prodotto e della sostenibilità ambientale.  
“Per noi - continua il presidente - la sostenibilità non è un percorso individuale, ma una continua condivisione con clienti, fornitori e collaboratori con l’obiettivo di fornire al consumatore finale, anch’esso sempre più consapevole, informazioni trasparenti, chiare ed esaurienti”. 
La sostenibilità rappresenta per il Gruppo Albini il punto di partenza per la creazione di valori condivisi che si traducono in un percorso di crescita e in una migliore qualità della vita per le prossime generazioni, contribuendo al benessere dei dipendenti e delle comunità in cui opera. Il Gruppo si pone importanti obiettivi di miglioramento per l’eliminazione delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose dal ciclo produttivo, andando oltre il rispetto della normativa e da luglio 2018è diventato contributor del programma Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC). 
Importanti sono anche gli investimenti mirati a ridurre l’impatto ambientale degli stabilimenti del Gruppo Albini: la media dei risparmi annuali si attesta a 8 milioni di Kwh elettrici, 6.000 tonnellate di Co2, 46.000 m³ di acqua. 
Questi risultati vengono ottenuti anche grazie al know how di Albini Energia, società del Gruppo nata nel 2011 con l’obiettivo di tutelare l’ecosistema e che risulta sempre più apprezzata dal mercato per la progettazione e costruzione di impianti produttivi tessili in Italia e all’estero con attenzione particolare al contenimento dei consumi termici, elettrici e di acqua. 
L’offerta stagionale del Gruppo, che dà lavoro a oltre 1.400 dipendenti nei suoi sette stabilimenti (quattro dei quali min Italia) è composta da migliaia di varianti diverse e si sviluppa in 5 distinti marchi, capaci di rispondere alle specifiche esigenze di ogni mercato.

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