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Il Pd si è tolto di dosso la polvere delle idee marxiste, ma non sa dove andare

Come ha avuto modo di affermare lo svedese Nils Littorin "se la destra prende i voti della classe lavoratrice è perché i progressisti fanno battaglie che ai proletari non interessano"


23/12/2019

di Sandro Vacchi


Hanno ragione i comunisti, almeno quelli svedesi. Hanno infatti riportato il partito sui binari che avrebbero dovuto condurre al riscatto del proletariato e al sol dell'avvenir attraverso la difesa dei lavoratori, quegli stessi che la pseudo sinistra nostrana mesi addietro arrivò a definire “classi subalterne”. Sentite invece Nils Littorin, un cognome promettente per chi intende avanzare veloce verso nuove prospettive: «Se la destra prende i voti della classe lavoratrice è perché i progressisti fanno battaglie che ai proletari non interessano». 
Ma guarda un po'. Ai compagni pariolini sono almeno vent'anni che questo concetto è sfuggito dalla testa, e ha voglia Luca Ricolfi di predicare lo scivolamento a destra del partito sedicente dei lavoratori. Il mese scorso gliele ha cantate allo stesso modo anche Romano Prodi. 
Posto che in Italia si lavora sempre meno, e gran parte della responsabilità è proprio di Pci-Pds-Ds-Pd e sindacati, aver tolto la polvere dalle idee marxiste fa da un lato, inorridire chi, come noi, preferirebbe si prendesse apertamente atto del totale fallimento sociale ed economico, oltre che morale, del pensiero rosso. D'altro lato, però, ci rendiamo conto che da quelle parti c'è chi comincia ad ammettere gli errori: cosa non da poco per chi da sempre crede ciecamente e senza dubbio alcuno nel comunismo. 
Il compagno Littorin e i suoi sodali sono singolarmente conterranei di uno dei simboli del pensiero fighetto che sta inquinando il mondo che vorrebbe purificare. Mi riferisco alla suffragetta adolescente dell'estremismo verdastro, all'adolescente ex studentessa delle scuole medie Greta Thunberg che viaggia sulle barche dei miliardari per non inquinare la Terra volandole sopra, che viene ricevuta dai potenti, papa compreso, proni e silenti mentre ella pontifica il proprio “pensiero” su come siamo cattivi e puzzoni appena cogliamo un fiorellino per la fidanzata oppure osiamo andare a lavorare in automobile anziché in monopattino. 
Chi c'è dietro l'ormai ricchissima sedicenne non lo dicono, ma tutti sanno che i gretini non sono che un'emanazione di quella corrente ideologica, e soprattutto economica, che va tanto di moda dalla Chiesa di Bergoglio ai partiti progressisti di nome ma retrogradi di fatto, sostenitori dell'accoglienza indiscriminata, della superiorità altrui e dell'inferiorità nostra, del “vengono prima loro”, i diversi di ogni genere: per nascita geografica, credo religioso, orientamento sessuale. Diversi dalla maggioranza, intendo. 
Si dà tuttavia il caso che, essendo la maggioranza più numerosa della minoranza, cioè il proletariato e la classe media più degli abbienti, i cattolici più dei musulmani, gli etero più dei gay, fare battaglie per chi è meno dei tanti non può che portare a perdita di consenso: lo capirebbe un idiota, ma non i nostri progressisti al contrario, i quali però si credono intelligentissimi. Non intendo affatto dire che le minoranze non vadano salvaguardate, per carità, ma se lo si fa a svantaggio delle maggioranze ci si deve assumere il rischio elettorale connesso di contare sempre meno. 
In parole povere, se le Ong continuano a scaricarci nordafricani che poi a volte combinano quello cui assistiamo (stupri, infibulazioni, furti, picconate ai passanti, ammazzamenti di figlie emancipate...) si crede di far contenti gli italiani? Se costoro, poi, si accaparrano lavori, sovvenzioni, case, cure mediche, pensioni che useranno in patria, saranno soddisfatti gli italiani? Se la tutela delle coppie gay e l'utero in affitto vengono prima del sostegno alle madri che lavorano o ai bambini handicappati, gli italiani saranno felici? Se esplodono bombe sociali come quella degli affidi di Bibbiano, sui quali è da mesi calata la sordina, i credenti, i cattolici, i “semplici” di mente non si scandalizzano forse? Ma provate a dirlo ai fenomeni (milionari) Lerner, Gruber, Saviano, Fazio e compagnia cantante, se volete essere iscritti d'ufficio nelle liste dell'ostracismo ed essere accusati di razzismo-fascismo-omofobia-che palle!... Ma soprattutto della cosa più nefanda: il populismo! Come se tale Gesù, stando ai Vangeli, e tale Maometto, stando al Corano, fossero invece stati esponenti del sinedrio o dell'alta finanza. O come se non fosse stato ultra populista tale Marx Carlo da Treviri, predicatore del trionfo del paradiso in terra sotto forma di comunismo: “A ciascuno secondo i suoi bisogni! Il potere al popolo! Proletari di tutto il mondo, unitevi!”.
Approfittano della vera epidemia del mondo moderno, l'ignoranza colpevole, per prendere la gente per i fondelli facendola abboccare alle loro pinzillacchere ideologiche, alle loro fantasie oniriche, alle loro nullità intellettuali, o peggio alle loro truffe continuate: è una circonvenzione d'incapace allargatissima, diffusa, generale, questa sì globale e globalista. 
E' molto più onesto lo svedese Littorin col suo recupero nostalgico dei valori della vecchia sinistra che non gli ipocriti ex comunisti nostrani i quali del tutto ex proprio non sono, ma viaggiano camuffati. Presentano candidati democristiani che possano sdoganarli (Prodi); cambiano per tre volte nome al partito sperando che la gente dimentichi da dove provengono; arrivano a toglierne simbolo e colori dai manifesti per le elezioni regionali in Emilia-Romagna nascondendosi dietro un verdeazzurro che sa tanto di Lega, chissà che i gonzi non abbocchino. 
Li avete mai sentiti, per caso, fare le tanto amate autocritiche a proposito di quanto i loro cugini sovietici, cinesi, cubani e cambogiani hanno combinato nel mondo? Parliamo di decine e decine di milioni di vittime, roba che a confronto Hitler era una specie di Greta. E proprio con Hitler si allearono per un paio d'anni allo scopo di spartirsi l'Europa: bolscevichi a Est e nazisti a Ovest. E chi fece da scuola al pazzo Baffino? I pogrom degli ebrei sono di marca russa, e i gulag altrettanto. E già, ma da certe parti se il popolo respinge le scelte del partito va cambiato il popolo, si sa. Anzi, prima va rieducato. 
I compagni si riciclano, ma non pensiate che cambino più di tanto: il comunismo è un morbo incurabile, se non in rari casi documentati dalla scienza politica e comunque pagati spesso con sofferenze indicibili. La fabbrica del falso è da sempre la loro specialità. Una per tutte. La nuova nomenklatura voleva liberarsi di Amadeo Bordiga, fra i fondatori del Pci a Livorno nel 1921. Non si fece scrupolo di sostenere che sua figlia avesse sposato un fascista, diffondendo anche una foto delle nozze. Peccato che fosse un fotomontaggio, e che, soprattutto, la Bordiga junior era e rimase nubile. 
C'è dunque da stupirsi se non guardano in faccia niente e nessuno? Se molti di loro hanno lo stesso senso morale di un criceto? Se per il Potere, altroché il Popolo, sono disposti alle peggiori nefandezze?
<p">In Italia anche queste sono piccole, meschine, farsesche. Per anni hanno detto peste e corna dei Cinque Stelle, oggi ci governano insieme con l'unico scopo di opporsi a Matteo Salvini, dipinto ovviamente come il Male assoluto e accusato di: fascismo, xenofobia, razzismo, omofobia, occultamento di denaro, sequestro di persona, associazione a delinquere, pirateria, vilipendio della Costituzione, travestitismo, alcolismo e perfino di tifare per il Milan, che di questi tempi è masochismo puro. Manca l'abigeato, poi c'è tutto. 
Ma si può fare politica solamente “contro” qualcuno e qualcosa? Eccome se si può, in Italia! Per un quarto di secolo hanno preso di mira Silvio Berlusconi, oggi tocca all'altro milanese, al nuovo che avanza a passo di marcia minacciando di travolgere tutto e tutti. 
Ma non è consentito, ohibò! Santa Madre Chiesa Comunista deve governare sempre e comunque, indipendentemente da ogni elezione, da ogni smacco, da ogni schiaffone preso dagli italiani. Un popolo sempre più (meschinamente?) barricato a difesa di sé stesso, dei pochi diritti che gli sono rimasti, dei pochi soldi che ancora riesce a salvare dalle zanne delle tasse, del poco lavoro che trova, delle poche pensioni ancora degne di tale nome. Un popolo sempre più (egoisticamente?) contrario a spartire quanto ha conquistato in decenni con persone che arrivano dal Nulla e, in un istante, ottengono le stesse cose. Uguaglianza? 'Sta cippa! Rispondono i salviniani, mentre viene intaccata perfino la libertà: di critica, di stampa, di pensiero, di vocabolario, in nome di una marmellata “culturale”, dell'omologazione, della difesa delle minoranze mentre si lascia andare a ramengo la maggioranza dei cittadini. 
Caso unico al mondo, in Italia la sinistra – vera o falsa o ex che sia – controlla sempre e comunque l'informazione, la tivù pubblica (pagata anche dagli oppositori con un canone forzoso), la massima parte dell'editoria libraria, le fondazioni culturali, le banche e, dulcis in fundo, la magistratura. Quando non vince alle urne, cioè sempre più spesso, la famiglia “progressista” che più reazionaria non potrebbe essere ricorre al suo braccio armato, ai Vishinskij di casa nostra, ai professionisti dei processi, delle purghe e dei ribaltoni giudiziari. Non si cominciò con Mani Pulite, ma molti anni prima. In seguito, Berlusconi fu sottoposto a più di cento processi ma molto raramente condannato. Adesso tocca a Salvini, che a un osservatore straniero potrebbe ormai sembrare un accolito dell'Anonima Sequestri anziché un maniaco sessuale come chi lo ha preceduto. 
Gli vogliono affibbiare il sequestro di persona per i migranti tenuti quattro giorni a bordo della nave “Gregoretti”, a pochi mesi di distanza dall'archiviazione della stessa accusa per la “Diciotti”. Il giovane venditore di chinotti Gigi Di Maio non ha studiato molto, ma è un ragazzo sveglio e impara in fretta. Dai suoi alleati di governo del PD ha appreso la sottile arte della giravolta e sostiene che Salvini decise tutto da solo, quand'era ministro dell'Interno, senza informare il resto del governo. Ma certo! Salvini si alza girato storto, sequestra una nave e gli altri ministri vengono a saperlo dalla radio. Come se un giornalista prendesse su e andasse a intervistare Di Maio senza avere l'autorizzazione del direttore. Credono che abbiamo scritto Giocondo in fronte? 
Non solo. Per la “Diciotti” gli stessi grillini votarono contro il processo all'allora alleato Salvini per un'accusa identica, mentre oggi vogliono l'esatto contrario. Ergo, due pesi e due misure a seconda di con chi si sta al governo. 
Vedete dunque quale coerenza muova i pentastellati, gente senz'arte né parte che è palesemente alla frutta: diversi loro parlamentari stanno per partecipare a concorsi nella pubblica amministrazione, in quanto non potranno incassare neanche il “loro” reddito di cittadinanza, una volta perduto lo scranno. I meno pessimisti migrano invece in forze verso la Lega: salire sul carro del vincitore è la specialità nazionale italiana, insieme con la pizza e il pizzo. 
Salvini, per la verità, non ha ancora vinto il Superenalotto per Palazzo Chigi, ma è dato universalmente sul punto di farlo. Sennonché, a ulteriore dimostrazione – sempre che ce ne fosse bisogno – del pressapochismo e dell'autolesionismo dei grillini, sapete quando la Giunta delle immunità parlamentari del Senato deciderà se autorizzare o meno il processo a Salvini? Il 20 gennaio. Ho idea che il Ruspa sgrani tutti i suoi rosari per essere mandato a processo, visto che sei giorni più tardi si andrà a votare in Calabria ma, soprattutto, in Emilia-Romagna. Se vince qui fa bingo anche alla lotteria degli Stati Uniti, altroché Superenalotto, e fa saltare il banco. Qualcuno crede che il popolo sia tanto bue da bersi la favoletta dell'“inchiesta dovuta” e non a orologeria? Beh, stavolta sembra che abbiano regolato male le lancette, col rischio che la bomba gli esploda in mano. 
L'odiatissimo (dalle élite) più amato d'Italia dà perciò degli omuncoli a Conte e Di Maio, si presenta al congresso rifondativo della Lega imbracciando un presepe in pietra per testimoniare i valori cristiani (detto fra noi, credo che ci marci non poco), e lancia il guanto di sfida. 
«Gli italiani daranno il loro giudizio nella cabina elettorale, mentre questi qua cambiano ormai mestiere e prendono il reddito di cittadinanza. Il prossimo anno sarà straordinario, con lo scopo di tornare al governo. Gli italiani contano su di noi, e chi guarda al passato è morto. Vogliono processare chi ha difeso l'onore, la dignità e la sicurezza? Roba da folli. Invito i giudici a cercare un'aula abbastanza grande per processare un intero popolo. Arrestateci tutti! Siamo l'ultima ancora di salvezza per un popolo cristiano e occidentale. Oggi lo scontro è fra libertà e dittatura e noi siamo un baluardo della libertà. Non bisogna avere paura. Siamo l'ultima speranza di cambiamento…». 
Auguri! A Conte, a Di Maio e al PD perché capiscano qualcosa, ma sono auguri vani. 
Auguri a tutti voi, amici lettori, e questi sono auguri sinceri.

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