Share |

Il Sessantotto "raccontato" ai ragazzi. E poi il tuffo fra i banchi di scuola di tre "celeb" dell'Olimpo

Due tematiche che hanno il loro perché messe nero su bianco dalla francese Adeline Regnault e dalla nostra Lia Celi


17/12/2018

di Vera De Ragazzinis


Ha trentadue anni, la debuttante francese Adeline Regnault, e il Sessantotto non lo ha certo vissuto in prima persona. Ma, come si conviene a chi vuole fare le cose per bene, si è documentata alla grande per la sua prima volta sugli scaffali. In quanto dare voce a un romanzo indirizzato ai ragazzi per certi versi unico - che rappresenta un apparentamento lontano anni luce fra quel periodo di rottura che scombussolò il mond e un presente che ben poco ha a che vedere con quello che successe mezzo secolo fa - non deve essere stato facile. 
Eppure c’è riuscita in un libro dal titolo Chiediamo l’impossibile (Piemme, pagg. 208, euro 16,00, traduzione di Maria Bastanzetti). Forse nel ricordo dei suoi trascorsi in Francia, dove è peraltro nata nel 1986 e dove, dopo aver studiato letteratura ed editoria, aveva lavorato per una casa editrice. Per poi volare in Austrialia (perché al cuore e all’amore non si comanda) dove oggi si dà da fare come bibliotecaria e traduttrice. 
Un lavoro peraltro supportato da una ricca appendice a cura di Elsa Neuville, dove viene messo a nudo il quadro di una società messa alle strette con il cambiamento dalle contestazioni studentesche e dai movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti, passando per le proteste contro la guerra del Vietnam e quindi dalla Primavera di Praga. Eventi seguiti da mobilitazioni giovanili che avrebbero contagiato mezzo mondo, passando dal Giappone al Messico, dall’Italia alla Germania Ovest, dalla Spagna alla Polonia. Ma fu soprattutto in Francia che il Sessantotto rappresentò una specie di cataclisma che avrebbe finito per scombussolare un Paese reduce da un trentennio di crescita felice. Con il risultato di veder nascere una società dei consumi diversa, pronta a modificare gli stili di vita e i modelli sociali. 
Ed è appunto in Francia che, partendo dal 1967, incontriamo Madeleine, una ragazza che si è appena trasferita a Parigi, lontano dalla famiglia benestante e dalla noiosa provincia in cui è cresciuta, per frequentare l’università. Ed è appunto lei che in un diario racconta, giorno dopo giorno, la sua vita piena di sorprese e di nuovi incontri, mentre attorno il fuoco della contestazione studentesca cova in ogni angolo, fino a esplodere nel maggio del 1968. Lei che, insieme agli amici più cari e al magnetico Jean, lo studente anarchico del quale ben presto si innamora, vivrà mesi indimenticabili di fermento e di lotta, sognando un mondo senza più guerre, ingiustizie né padroni, a un passo dalla rivoluzione.

Di tutt’altra farina risulta impastato Tre dee alla Scuola media (Il Battello a Vapore, pagg. 368, euro 15,00), un lavoro firmato dalla riminese Lia Celi, scrittrice e giornalistica (quasi sempre) satirica, che aveva debuttato su Cuore (dove avrebbe tenuto banco in redazione per diversi anni) e su Smemoranda. Mentre oggi collabora con Linkiesta e con il Fatto Quotidiano, oltre a scrivere libri. Mettendo insieme i suoi due amori di sempre: la cultura classica (se n’era innamorata da piccola e aveva tutte le intenzioni di diventare archeologa o storica dell’antichità) e appunto la scrittura (per i tipi de Il Battello a Vapore, ad esempio, ha firmato la serie Volley Star). Non bastasse si propone anche come autrice per la radio e la televisione. 
E ora questo garbato e accattivante romanzo dedicato al mondo dei ragazzi che frequentano la Scuola media, un mondo zeppo di stress se non fosse per l’arrivo nel presente di Afrodite, Atena e Artemide, in arte Aty, Afry e Midy, le divinità più cool dell’Olimpo. Peccato che stare fra i banchi sia più tosto che combattere la guerra di Troia… Ma forse non è il caso - e se ne renderanno presto conto - di snobbare e di non avere alcun riguardo per i comuni mortali. In buona sostanza, per loro, è arrivato il momento di mettere la testa a posto. Perché non è così che si comportano gli dèi. 
Succede infatti che in alto ci sia qualcuno che non condivida. E ritenga che le tre ragazze meritino una lezione. Parola di Zeus! E allora che cosa c’è di meglio di un bel viaggio nel tempo, per renderle più sagge e più mature? Sfortunatamente qualcosa non va come dovrebbe e, per errore, le tre mitiche Olympos Girls si ritroveranno catapultate nel futuro, con qualche benefit in meno. 
Nel senso che verranno spogliate quasi completamente dei loro superpoteri e costrette a vestire i panni di tre ragazzine un po’ impacciate. In altre parole le dee più famose dell’antichità dovranno fare i conti con qualcosa di più complicato delle fatiche di Eracle: la vita alla scuola media e il progresso. Tra dilemmi, batticuori e risate divine, le nostre protagoniste ce la metteranno tutta, ma proprio tutta, per imparare la lezione e tornare a casa sane e salve. Ci riusciranno? Leggere per sapere.

(riproduzione riservata)