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Il brutale omicidio di una neonata e l'ispettrice Amaia Salazar indaga

Fra psicologia e folclore la spagnola Dolores Redondo dà voce a un raffinato poliziesco che si dipana nel presente, ma con ramificazioni nel passato


15/07/2019

di Valentina Zirpoli


Segnatevelo in agenda, perché Offerta alla tormenta (Salani, pagg. 446, euro 19,90, traduzione di Claudia Marseguerra), scritto dalla spagnola Dolores Redondo, è un poliziesco da non perdere. E per diversi motivi. In primis per l’intrigante forza espressiva di questa autrice, che nella narrativa di genere rappresenta, secondo El Mundo, “un punto di riferimento”; poi per la capacità di saper abbracciare il presente e il passato, la suspense e il folclore, con una abilità per certi versi unica; quindi per la genialità nel dare voce a personaggi che entrano subito nella testa del lettore, come l’ispettrice Amaia Salazar, destinata a diventare una pericolosa concorrente per altre detective su piazza. 
Ofrenda a la tormenta, questo il titolo originale del lavoro che stiamo proponendo, è un thriller pubblicato per la prima volta nel 2014, che strada facendo ha incontrato sempre maggiori favori sia da parte del pubblico che della critica, tanto da guadagnarsi il Premio Planeta nel 2016, il maggior riconoscimento spagnolo, e altre gratificazioni. Gratificazioni che non arrivano per caso. 
Come tiene a precisare l’autrice in una nota, l’idea di questo romanzo si riallaccia a una notizia di giornale, “breve, sinistra, carica di dolore, sufficiente a impressionarmi e ad aleggiare come un fantasma onnipresente nella mia memoria: l’omicidio di una bambina di appena quattordici mesi”. Una notizia che si sarebbe persa fra le pieghe dell’oblio, sin quando era arrivata la confessione di un pentito, il quale affermava di aver partecipato al delitto con un altro gruppo di persone. “I fatti erano accaduti trent’anni prima (la data che ho peraltro stabilito come nascita di Amaia Salazar) in un casolare di una località della Navarra. Ed erano stati gli stessi genitori della piccola Ainara a consegnarla come sacrificio umano, facendo poi scomparire il corpicino e aderendo al rigido patto del silenzio che tutti i membri della setta avevano rispettato sino a quel giorno”. 
Sta di fatto che questa drammatica notizia avrebbe fatto presa nella mente dell’autrice, e la piccola avrebbe incominciato a… prendere corpo e spessore all’insegna di una drammatica considerazione: che cioè fossero stati proprio i genitori, coloro che avrebbero dovuto amarla e proteggerla, a sacrificarla in nome di “un rito di fede, un’oscura religione, un magico culto del male”. 
Sta di fatto che la storia raccontata in Offerta alla tormenta si basa sulla citata notizia, quindi soltanto su “una manciata di dati” ma “molte supposizioni”. Con la Redondo a giustificare il suo lavoro con queste parole: “Lungi da me pretendere che la mia storia costituisca un’ipotesi di quanto può essere accaduto. Volevo semplicemente mostrare come certe credenze siano capaci di scatenare azioni mostruose. E per farlo ho visitato la cittadina in cui la piccola aveva vissuto la sua breve vita e ho cercato ogni più piccolo riferimento relativo al delitto, chiedendomi mille volte chi fosse il misterioso testimone. E alla fine…”. 
Risultato? Un thriller psicologico di livello - tradotto in una ventina di Paesi, e questo la dice lunga -  ambientato nei boschi della Navarra e “interpretato” da una protagonista affascinante. Il tutto a fronte di un intrigante sguardo sulla mitologia basca, dove le atmosfere e le azioni si fondono magicamente e, a volte, purtroppo anche drammaticamente. 
Detto questo, spazio alla sinossi. Nella valle del Baztán infuria la tormenta mentre l’ispettrice Amaia Salazar deve indagare - come accennato - sull’omicidio di una neonata. È colpa di Inguma, il demone che ruba il respiro, dicono gli anziani della valle, perché lì, nel Nord della Spagna, tra i boschi della Navarra, entità misteriose e leggende ancestrali hanno ancora un grande potere sulle vite degli uomini. 
Ma la realtà è un’altra. Chiunque può celarsi dietro quelle leggende tramandate di generazione in generazione, e l’ispettrice scopre ben presto che in quella zona, negli anni, ci sono stati altri casi di infanticidio accomunati da particolari inquietanti che non possono essere ignorati. Inoltre, durante le indagini, i traumi del suo passato paiono intrecciarsi con gli avvenimenti del presente e, nonostante senta di avere il fiato dell’assassino sul collo, Amaia non ha alcuna intenzione di fermarsi in quanto vuole fare i conti con i suoi incubi una volta per tutte. 
Nata a San Sebastián nel 1969, Dolores Redondo, prima di intraprendere la carriera di scrittrice, ha studiato legge (ma senza laurearsi) e ha dato sfogo alla sua passione per la cucina aprendo anche un ristorante, passione che considera affine a quella per la scrittura in quanto entrambe consistono nel dare vita a qualcosa di bello per gli altri. E per quanto riguarda la narrativa? Dopo essersi dedicata alla scrittura di racconti per l’infanzia, avrebbe pubblicato il suo primo romanzo nel 2009, ma sarebbe stato grazie alla Trilogia Baztán (il cui lavoro conclusivo è appunto Offerta alla tormenta) che avrebbe raggiunto il successo vendendo solo in Spagna un milione e 300 mila copie. 
Per la cronaca la Redondo era già sbarcata sui nostri scaffali con Inciso nelle ossa, Tutto questo ti darò e Il guardiano invisibile. Libro quest’ultimo vincitore del Premio Bancarella 2016 oltre a essere stato travasato sul grande schermo dal produttore tedesco Peter Nadermann, che in passato si era fatto carico della trilogia “Millennium”, pubblicata dopo la morte del suo autore, il giornalista svedese Stieg Larsson.

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