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Il furbetto Macron stringe un patto con la Merkel sul Mes

L'ambizione del presidente francese? Fare il croupier, smazzando carte con Italia e Spagna, ma su un tavolo di finta solidarietà 


06/04/2020

di Artemisia


Alla fine Macron ha scoperto le carte. Il presidente francese ha rivelato quello che si sospettava, la sua ambizione di fare il croupier, di dare le carte, di gestire insieme alla Germania l’emergenza economica del Coronavirus. 
Dopo aver mostrato il volto solidale ai partner europei, mettendosi sullo stesso piano di Spagna e Italia, i Paesi più colpiti dall’epidemia, ha deciso che meglio starebbe stato un ruolo di primus inter pares, di mettersi nel ruolo di definire le regole piuttosto che subirle. Le regole degli aiuti finanziari europei, cioè come verrò declinato il Mes, il meccanismo di solidarietà europeo, deciderà del futuro di ciascun paese della Ue. E Macron vuole definire le regole come è più vantaggioso per la Francia. Un’operazione che può fare solo in accordo con Berlino rispolverando quell’asse privilegiato che ultimamente si era un po’ appannato. E chi potrebbe dargli torto. 
Chapeau! D’altro l’Italia ha fatto di tutto per turarsi fuori dai giochi, prima accusando la Germania di tradire lo spirito solidale europeo con l’atteggiamento del furbetto che vuole approfittare dell’emergenza per far correre la spesa senza controllo, poi inviando, tramite diversi esponenti politici, letterine di aiuto, come chi invece di rivendicare un posto nel tavolo decisionale da protagonista dell’Europa, si fa avanti con il cappello in mano. 
Meglio sarebbe stato, invece di oscillare tra accuse, critiche e atteggiamenti compassionevoli, dire con chiarezza che l’Italia non pretende regali ed è pronta a onorare il debito contratto, come sempre ha fatto. 
Ponendoci invece in una posizione di subalternità saremo costretti alfine ad accettare il Mes, come è prevedibile, alle condizioni che altri decideranno per noi. 
Secondo l’agenzia di stampa tedesca Dpa, Francia e Germania avrebbero trovato un accordo sulla strategia europea. Il piano ha tre stap: il credito erogato dal Mes per gli Stati in difficoltà, quello proveniente dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) per le imprese e le risorse del Fondo Sure, creato dalla Commissione europea, con una potenza di fuoco da 100 miliardi, per sostenere i lavoratori con gli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda in particolare il ricorso al Mes, questo potrebbe avvenire con condizionalità leggere a carico dei Paesi richiedenti. 
Il Coronabond è stato accantonato perché è uno strumento che richiede tempi lunghi per essere attivato. Infatti presuppone un bilancio europeo che finora ha poche risorse e al momento è attivo solo per alcune voci. Inoltre prevede la mutualizzazione del debito favorendo necessariamente i Paesi più deboli. Ed è ciò che la Germania e il Nord Europa non vogliono. Il Mes è stato utilizzato per la Grecia e abbiamo visto le condizioni drammatiche che ha creato tant’è che in ritardo, le stesse istituzioni europee e hanno riconosciuto di aver usato la mano pesante. In questa occasione il Mes verrebbe alleggerito, cioè senza l’intervento della troika e condizioni capestro. Il prestito sarebbe pari al 2% del Pil. Una goccia in un deserto per Italia e Spagna. Per questo, sarebbe stato opportuno che Conte si sedesse da protagonista al tavolo delle decisioni e non lasciando a Macron e Merkel il privilegio di decidere per gli altri.

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