Share |

Il libro segreto di Jules Verne, la battaglia a colpi bassi fra un nonno e un nipote, il sommo Dante raccontato da Gerolamo Stilton

Un intrigante tuffo nella fantasia grazie a tre libri - firmati da Luca Crovi, Robert Kimmel Smith e dal topastro preferito dai bambini - che divertono, intrigano e regalano cultura


29/03/2021

di VERA DE RAGAZZINIS


Succede ormai sempre più spesso che la nostra editoria si affidi, per regalare cultura e divertimento ai bambini, a penne di un certo livello. Da un lato capaci di raccontare ai grandi, dall’altro di farsi carico di angolature che vanno a braccetto con la formazione dei più piccoli. È ad esempio il caso dell’eclettico Luca Crovi, che fra le altre cose si propone alla stregua del “signore dei gialli” in salsa tricolore. 
Un autore fuori dalle righe, nato a Milano il 24 gennaio 1968, città dove - queste note sono ovviamente rivolte ai genitori - ha frequentato il liceo (mettendosi di traverso anche con il suo preside) per poi laurearsi in Filosofia con specializzazione in Storia antica presso l’Università Cattolica. E sotto la Madonnina tuttora vive con la moglie Adelaide e i quattro figli Daniele, i gemelli Alice e Matteo e Federica. Come dire che lui di ragazzi se ne intende… 
Luca Crovi, si diceva, che aveva iniziato a lavorare per le case editrici Camunia e Garzanti (“Per la quale vendevo enciclopedie”), sin quando incontrò Tiziano Sclavi che lo volle alla Sergio Bonelli per occuparsi della collana Almanacchi. “Era il 1993 e da lì non mi sarei più mosso, salvo cambiare ruolo”. Così oggi, ad esempio, si occupa delle serie del commissario Ricciardi, uscito dalla penna di Maurizio de Giovanni, e di Deadwood Dick. Oltre a scrivere e ancora scrivere di tutto e di più. 
Ferma restando la sua passione musicale - lui uomo caratterialmente paziente oltre che vanitoso - per la disperazione di sua moglie che si deve confrontare con una casa invasa da cinquemila dischi e ventimila Cd, per non parlare dei libri (“Sono un esperto bibliocriminologo e investigatore di misteri letterari, nonché un abile affabulatore”). Tanto che una parte di quelli “ereditati” da suo padre, stiamo parlando di cinquemila testi, li ha regalati alla biblioteca Panizzi di Bologna. 
L’abbiamo fatta lunga perché il personaggio lo merita, come peraltro si renderanno conto i ragazzi leggendo Il libro segreto di Jules Verne (Solferino, pagg. 128, euro 12,00), un accattivante lavoro che si avvale dell’arte grafica di Peppo Bianchessi, esperto di creature immaginarie e unanimemente riconosciuto come “complessificatore librario”. 
Di fatto una chicca geniale quanto stralunata che si rapporta a… uno strano volume rilegato in pelle, pieno di pagine bianche e, più in particolare, alla storia di un cimitero e di una notte di tempesta, di un pescecane e di una balena, di due giri del mondo e di un diavolo in una bottiglia. 
Un libro segreto che dopo la sua scomparsa non è mai stato ritrovato e che in ogni caso ha raccontato, a chi abbia avuto la fortuna di sfogliarlo, avventure fantastiche volte a cambiare per sempre il suo destino. Come successo a Jules Verne, Collodi, Edgar Allan Poe, Robert Louis Stevenson, Edmondo De Amicis, Nellie Bly… 
“In effetti - tiene a precisare l’autore - si dice che dalla penna di Jules Verne siano ad esempio scaturite alcune delle opere più ispirate dei secoli scorsi”. Oltre a ipotizzare “che il volume sia passato di mano in mano nei modi più rocamboleschi. E che ovviamente ognuno degli scrittori che l’hanno usato lo ammetterà mai. Almeno così giurano…”.   


A questo punto note legate a un delizioso libro che ha ispirato un film diretto nel 2018 da Tim Hill, interpretato da Robert de Niro e Uma Thurman, la cui uscita era stata rimandata allo scorso anno quando ne vennero ceduti i diritti e si propose subito come campione di incassi. Film peraltro proposto su Sky lo scorso gennaio. Ovvero Nonno questa volta è guerra (Rizzoli, pagg. 142, euro 14,00, traduzione di Aurelia Di Meo), scritto nel 1984 dal rimpianto Robert Kimmel Smith, nato nel quartiere di Brooklyn a New York il 31 luglio 1930 e scomparso il 18 aprile dello scorso anno. 
Un prolifico autore la cui passione per la lettura e la scrittura era sbocciata quando aveva soltanto otto anni, complice una febbre reumatica che l’aveva costretto a letto per tre mesi. Passione portata avanti - a fronte di una breve pausa nel periodo in cui si era malvolentieri iscritto a Medicina - per tutta la vita. 
Lui che dopo aver servito l’Esercito del suo Paese trascorrendo diverso tempo in Germania, al ritorno in patria si era sposato nel 1954 con Claire Medney, dalla quale ebbe due figli (Heidi e Roger). Fra l’altro lavorando, dal 1957 e il 1965, come copywriter presso un’agenzia pubblicitaria, per poi proporsi come partner e direttore creativo della Smith and Toback fra il 1967 e il 1970. 
Lui che strada facendo, pur scrivendo diversi romanzi per adulti, avrebbe soprattutto raccontato storie per bambini incassando diversi riconoscimenti. Fra queste, appunto, il delizioso Nonno questa volta è guerra, una storia che parla di vita quotidiana e di una difficile convivenza. Partendo da un interrogativo: saresti contento se un bel giorno tuo nonno si trasferisse a casa tua? E non solo a casa tua, ma proprio nella tua camera, spedendoti per di più a dormire nella stanza peggiore della casa? 
Beh, è quello che accade a Peter Stokes: dieci anni e nessunissima intenzione di arrendersi all’ingiustizia subita. Peter dichiara quindi ufficialmente guerra a nonno Jack, perché vuole a tutti i costi riprendersi ciò che ritiene sia un suo di diritto. Ma non sa che anche suo nonno è un osso duro e che non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Inizia così un’esilarante serie di scherzi e colpi bassi, tra azioni di guerriglia e tregue momentanee, sveglie che suonano nel cuore della notte e lacci delle scarpe che non si trovano... Il tutto condito anche da messaggi minacciosi (La gente che ruba le camere degli altri non dovrebbe dormire sonni tranquilli. Firmato: il guerriero segreto). 
Che dire: una delizia per gli adulti, ma anche un’intrigante quanto piacevole storia per i ragazzi che si possono identificare in Peter Stokes, il protagonista, il quale si racconta in prima persona senza lasciarsi andare a inutili sentimentalismi. “Perché le sue non sono le storie inventate che si vedono in televisione…”. 


Dal parzialmente reale approdiamo, per la gioia dei più piccoli, al mondo della totale fantasia, raccontato da una penna pubblicata in 50 lingue e i cui libri hanno venduto 37 milioni di copie soltanto in Italia e addirittura 170 milioni in giro per il mondo. Stiamo parlando di Geronimo Stilton, numero uno nella narrativa per ragazzi (in realtà nom de plume di Elisabetta Dami), nato a Topazia, la capitale dell’Isola dei Topi che ha l’immaginaria forma di una fetta di formaggio. 
Un personaggio fuori dalle righe, il nostro topastro, laureato in Topologia della Letteratura Rattica e in Filosofia Archeotopica Comparata, che dirige l’Eco del Roditore, il giornale più famoso dell’Isola dei Topi, fondato da suo nonno Torquato Travolgiratti, detto Panzer, e alloggiato in via del Tortellino 13. Nel tempo libero, Geronimo colleziona antiche croste di formaggio del Settecento, ma soprattutto adora scrivere libri dal successo eccezionale. Come appunto il suo ultimo, intitolato Il mio amico Dante (Piemme, pagg. 128, euro 13,50, illustrazioni di Giuseppe Ferrario). 
Un lavoro nato dal caso, come spiega il suo agguerrito autore, i cui baffi non mancano di prudere per il polline di primavera con trentatrè sternuti di seguito (a contarli la sua segretaria Topella, che non manca di precisargli che forse si tratta del suo record personale). Complice un invito arrivato via mail da parte di Alighiero Ruditissssimo Superlativo, professore emerito dell’Accademia della Lisca (che quando scrive - licenza poetica - ama moltiplicare le “s”). 
“Ero così partito per Firenze, appunto per partecipare alle celebrazioni del Dantedì... Che emozione, squit! Durante il volo, però, mi sono addormentato e ho iniziato a sognare. Mi sono così ritrovato alle porte dell’Inferno dove mi ha accolto Dante in pelliccia e baffi. Poco lontano, Virgilio, guida esperta dei luoghi della Commedia, stava per iniziare la pausa pranzo. Da quando erano cominciate le celebrazioni dantesche, il numero di visitatori era aumentato a dismisura e lui non ne poteva più. Ma per fortuna Dante ha convinto Virgilio a rimettersi al lavoro per accompagnarmi a vedere almeno le attrazioni principali. È iniziato così un viaggio stratopico ed emozionante nel mondo dantesco, un’avventura che farà frullare i baffi anche a voi!”.

(riproduzione riservata)