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Il mondo in un dollaro: se un "biglietto verde" potesse parlare…

In viaggio con Dharshini David dal Texas alla Cina, passando per l’India e la vecchia Europa, per capire come funziona l’economia globale 


18/02/2019

di Tancredi Re


Dollaro, sempre dollaro, fortissimamente dollaro. Non c’è al mondo nessun’altra moneta che conti (in tutti i sensi) più del biglietto verde. È moneta di scambio, di riserva, di valore. Universale, con i quarti di nobiltà. E le sue radici affondano nel dollaro spagnolo (che, a sua volta, deriva dal termine Tallero, ovvero i thalers, conosciuti anche come monete d’argento utilizzate per la prima volta in Boemia nel Cinquecento): una moneta d’argento largamente diffusa durante la guerra di indipendenza americana. 
Questa divisa venne unanimemente scelto come unità monetaria degli Stati Uniti il 6 luglio 1785. E fu la prima volta che la giovane nazione fondata da coloni inglesi adottava un sistema decimale per la valuta. 
Da quel momento sarebbe cominciata la storia della sua ascesa: superando i confini degli Stati Uniti d’America e poco alla volta diventando una moneta di riferimento nell’interscambio commerciale internazionale. 
Complice il suicidio dell’Europa - che, a causa delle due guerra mondiali, perdette l’egemonia che aveva avuto nel mondo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento - il dollaro divenne il simbolo e l’icona della nuova potenza economica, finanziaria, politica e militare degli Stati Uniti, che negli anni Quaranta del secolo scorso salì prepotentemente alla ribalta per restarvi fino ai giorni nostri. 
Una supremazia, quella del dollaro, che non sarà scalfita nemmeno durante le grandi crisi finanziarie, scoppiate tutte negli Stati Uniti: da quella del 1929 alla più recente, del 2007-08, passata alla storia come Grande Crisi. 
Provocata dai famigerati mutui subprime che porteranno al fallimento della banca d’affari Lehman Brothers e, successivamente, alla paralisi progressiva dell’intermediazione finanziaria e creditizia in tutto il mondo ed al successivo intervento coordinato e massiccio delle Banche centrali per sopperire alla carenza di liquidità, alla mancanza di credito e dunque per contenere la caduta verticale delle Borse e delle economia di tutto il mondo, sua maestà il dollaro è sempre rimasta al suo posto. Nessuno dei molti vaticini che ne prevedevano la fine si è mai avverato. 
Nella valuta che riproduce il viso dello storico presidente George Washington (la più riprodotta nel pianeta con ben 17 milioni di banconote da un dollaro stampate ogni giorno) la fede non è mai venuta meno e, con il passare del tempo, il suo ruolo anziché scemare si è andato sempre più rafforzando.   
E proprio il dollaro è il protagonista del saggio Il mondo in un dollaro scritto da Dharshini David (Utet, pagg. 278, euro 19,00), giornalista economica inglese che lavora alla Bbc News. 
Per comprendere il potere della valuta americana, l’autrice ci propone di fare assieme a lei un viaggio affascinante e strepitoso intorno al mondo. Per comprendere che cosa succede davvero quando spendiamo il nostro denaro. Ciò vale naturalmente per tutte le monete del mondo (yen, rubli, euro, sterline), ma il dollaro, proprio in virtù della sua universalità e del valore riconosciuto praticamente da tutti i Paesi, ci permette di penetrare nei meccanismi dell’economia globale. 
Il viaggio comincia con l’acquisto di una radio in un Walmart del Texas – costo nemmeno a dirlo: un dollaro! – e prosegue, una tappa dietro l’altra, fino in Cina, alla manifattura dove la radio è stata prodotta. Quindi il dollaro finisce in Nigeria, dove la Banca centrale cinese sta finanziando la costruzione di enormi infrastrutture, poi un salto nelle risaie in India, da qui ai pozzi petroliferi iracheni e nelle fabbriche di armi in Russia. 
Dopo essere approdati in Germania attraverso un gasdotto, il dollaro ci porterà nuovamente in America, alla casella di partenza come nel gioco dell’oca, transitando, però, per il cuore finanziario del mondo, cioè la City di Londra alle prese con una complicata Brexit. 
“I personaggi e gli scambi che incontreremo - avverte l’autrice nell’introduzione - sono fittizi. Ma le loro storie sono le stesse di miliardi di abitanti del pianeta, le cui interazioni e decisioni influenzano il nostro destino. E’ una storia di denaro e potere. Ma in fondo è una storia che parla di noi”.

(riproduzione riservata)